Zelensky fa marcia indietro sulla legge che limita l’indipendenza delle agenzia anticorruzione

Le forti e continue manifestazioni di protesta hanno spinto il presidente a proporre di ripristinare la legge.
L’Ue spinge per togliere democrazia e ricatta: se l’Ucraina toglie la legge, a rischio gli aiuti e la candidatura per entrare nell’Ue.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha fatto marcia indietro su una controversa legge che limitava l’indipendenza delle agenzie anticorruzione, dopo proteste nazionali e critiche internazionali (approfondimento al link).

La legge, firmata martedì, poneva la National Anti-Corruption Bureau (NABU) e la Specialised Anti-Corruption Prosecutor’s Office (SAPO) sotto il controllo del procuratore generale, nominato dal presidente, suscitando timori di un accentramento di potere.

Le proteste, le prime contro il governo dall’inizio della guerra con la Russia iniziata nel 2022, si sono svolte in città come Kyiv, Lviv, Dnipro e Odesa.

I manifestanti, tra cui veterani e giovani, hanno chiesto il veto sulla legge, accusando Zelensky di favorire i lealisti e minare la democrazia.

L’Unione Europea ha espresso preoccupazione, avvertendo che la mossa potrebbe compromettere gli aiuti finanziari e la candidatura dell’Ucraina all’UE.

Giovedì, come riporta Politico, Zelensky ha annunciato una nuova proposta di legge per ripristinare l’indipendenza delle agenzie, includendo misure come test poligrafici per gli agenti, ma senza dettagli chiari o scadenze.

Tuttavia, la proposta deve ancora essere approvata dal parlamento, dove potrebbe incontrare resistenze.

Le proteste continuano, con i cittadini che chiedono garanzie concrete per la trasparenza e la lotta alla corruzione.

L’Italia si smarca dalla Germania: non compreremo armi Usa per l’Ucraina

Roma: scelta autonoma di Berlino che non seguiremo.
Gli unici acquisti di armamenti americani saranno gli F35 giù programmati per il prossimo decennio.

Più imprese italiane negli Usa, ma niente acquisti diretti di armi americane.

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz nei giorni scorsi, assecondando i desiderata del presidente americano, ha annunciato come il governo federale tedesco intenda acquistare dagli Stati Uniti sistemi di difesa aerea Patriot per metterli a disposizione dell’Ucraina (approfondimento al link).

Una strategia che invece, secondo i vertici del nostro esecutivo, non sarà perseguita dall’Italia. Non solo perché i nostri sistemi d’arma già ceduti a Kiev rispondono ad altre configurazioni tecnologiche (i Samp-T sono di produzione italo-francese), ma soprattutto perché – a differenza della Germania lo spazio fiscale che l’Italia può destinare ad un’operazione di questo tipo è praticamente inesistente.

Tant’è che, spiegano le stesse fonti come riporta La Stampa, gli unici acquisti di armamenti dagli Stati Uniti che l’Italia ha in programma sono rappresentati dalla vecchia partita di F35 già programmata per il prossimo decennio.

Qui non si è mai parlato di acquistare armi americane” spiegano, tranchant, dalla Difesa, sottintendendo come quella di Merz sia una scelta totalmente autonoma della Germania.

Il niet italiano non è da intendersi come un modo per distaccarsi dagli Stati Uniti o dal sostegno all’Ucraina, ma come un invito a trovare altre modalità per assecondare Trump.

Germania: gli europei devono aprire i loro portafogli per finanziare le armi Usa all’Ucraina

Il Ministro della Difesa Pistorius spinge affinché l’UE compri armi Usa e le mandi in Ucraina: Berlino è pronta, ma la responsabilità dev’essere condivisa da altri Paesi europei.

La Germania ha invitato gli alleati europei a stanziare fondi per l’acquisto di armi americane per sostenere l’Ucraina nella sua lotta contro la Russia.

Il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius, come riporta Anadolu, ha dichiarato all’emittente pubblica ARD lunedì scorso che Berlino è pronta a contribuire con fondi, ma ha sottolineato che questa responsabilità deve essere condivisa da altri paesi europei.

“Questo è un appello a tutti gli altri Stati membri europei della NATO. Tutti devono aprire il portafoglio“, ha detto Pistorius. “Si tratta di raccogliere rapidamente le somme che sono inizialmente necessarie, soprattutto per la difesa aerea“, ha aggiunto.

Pistorius ha fatto queste osservazioni dopo il suo incontro con l’omologo statunitense Pete Hegseth a Washington DC, dove ha detto che hanno anche discusso della cooperazione bilaterale in materia di difesa durante il loro incontro e hanno esplorato la potenziale acquisizione di sistemi missilistici a lungo raggio Typhon dagli Stati Uniti.

La Germania può quindi aumentare significativamente le proprie capacità di difesa, così come le proprie capacità deterrenti, ma anche quelle dell’Europa, e questo è di fondamentale importanza“, ha detto Pistorius, aggiungendo che Berlino sta valutando la possibilità di schierare i sistemi Typhon come soluzione provvisoria fino a quando gli europei non svilupperanno il proprio sistema comparabile.

Il tutto era già stato pronosticato nei giorni scorsi e sintetizzato come di seguito: gli Usa produrranno armi, gli europei le pagheranno e gli ucraini moriranno (approfondimento al link).

L’UE non approva il 18° pacchetto di sanzioni alla Russia

Il veto arriva dalla Slovacchia guidata da Robert Fico.
Kaja Kallas: spero si arrivi presto ad un accordo definitivo.

L’Unione Europea non è riuscita ad approvare il 18° pacchetto di sanzioni contro la Russia a causa del veto posto dalla Slovacchia, guidata dal Primo Ministro Robert Fico.

Il veto è stato esercitato in occasione dell’ultimo vertice, bloccando l’adozione unanime richiesta per l’entrata in vigore delle nuove misure restrittive.

Tuttavia, l’Alto Rappresentante UE Kaja Kallas ha dichiarato che spera di arrivare a un accordo definitivo molto presto.

Trump esclude uso di missili a lungo raggio da parte ucraina

Il presidente americano dice che l’Ucraina non dovrebbe colpire Mosca con attacchi militari e che gli Usa non forniranno missili a lungo raggio a Kiev.

Il presidente Trump, come riporta The Hill, ha detto ai giornalisti che l’Ucraina non dovrebbe colpire Mosca con i suoi attacchi militari e che gli Stati Uniti non hanno intenzione di fornire missili a lungo raggio a Kiev nella loro guerra contro la Russia.