Ue, concessioni a Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca su embargo petrolio russo

Esteso il periodo dell’entrata in vigore dell’embargo.
Data posticipata tra metà e fine 2024.

La Commissione europea ha modificato una proposta di embargo sul petrolio russo, estendendo il periodo prima dell’entrata in vigore dell’embargo in Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca.

È quanto riporta “Reuters”, aggiungendo che secondo la proposta modificata, l’Ungheria e la Slovacchia continueranno a poter comprare il petrolio russo fino alla fine del 2024, mentre la Repubblica Ceca potrebbe continuare fino a giugno 2024, salvo che Praga non ottenga prima il petrolio attraverso un oleodotto dall’Europa meridionale.

Iea rilascerà 120 milioni di barili di petrolio

La mossa al fine di allentare i prezzi.
La metà proviene dagli Usa.

L’Iea (Agenzia internazionale per l’energia) rilascerà 120 milioni di barili di petrolio sul mercato per raffreddare i prezzi.

A dirlo è un giornalista di “Bloomberg” su Twitter, ripreso poi da “Reuters”, senza però qualificare le fonti nel suo tweet.

La metà dei 120 milioni di barili proverrà dalle riserve degli Stati Uniti, mentre altri membri della Iea forniranno il resto.

Il contributo degli Stati Uniti farebbe parte dei 180 milioni di barili che il presidente Joe Biden ha già annunciato qualche tempo fa (approfondimento al link).

Gentiloni: “Non ci faremo ricattare da Mosca sul gas in rubli”

L’ex premier: contratti non prevedono pagamento in rubli.
Sotto analisi il decreto di Putin.

Putin chiede il pagamento in rubli del gas russo tramite decreto.

E su questo, come riporta “Tgcom24”, è intervenuto l’ex premier Paolo Gentiloni, attuale commissario Ue per gli Affari economici:

“È un sistema per aggirare le sanzioni e ricattare l’Europa, ma nulla nei contratti glielo consente. È stato emesso poche ore fa, stiamo ancora guardando i dettagli, ma ci sono due cose da dire. Primo: i contratti devono essere rispettati e nei contratti esistenti non c’è obbligo di pagare in rubli. Secondo: non ci faremo ricattare da Mosca“.

Russia riacquista bond per 1,45 miliardi di dollari

Riacquistato il 72,4% del volume.
Pagamento in rubli garantirà investitori locali.

La Russia ha riacquistato bond per 1,45 miliardi di dollari con scadenza 4 aprile 2022, che corrisponde al 72,4% del volume.

A riportare la notizia è “Bloomberg”, che cita una dichiarazione del ministero delle Finanze russo e viene ripreso anche da “Tgcom24”.

Mosca, inoltre, pagherà obbligazioni per 2 miliardi in dollari agli investitori stranieri.

Con questo riacquisto restano ancora in circolazione 552,4 milioni di dollari del bond Russia-2022; il riacquisto di obbligazioni russe in rubli mira a garantire il pagamento agli investitori locali.

Crisi ucraina: capitali in fuga dall’Europa verso gli Usa

In Europa occidentale prelevati 23,4 miliardi.
40,5 miliardi versati nel mercato Statunitense nello stesso periodo.

Fuga dei capitali dall’Europa verso gli Stati uniti.

È quanto sta accadendo dopo che la crisi tra Russia ed Ucraina ha impattato sulle scommesse speculative sull’Europa.

Come riporta “Notizie.it”, gli investitori internazionali hanno prelevato infatti 23,4 miliardi di dollari dai fondi comuni di investimento e dagli ETF (fondi negoziati in borsa) dell’Europa occidentale: nelle tre settimane tra l’invasione della Russia e il 16 marzo, secondo i dati del fund-flow tracker EPFR, si tratta di più del doppio dei deflussi osservati durante le prime tre settimane del “selloff” della pandemia all’inizio del 2020.

A guadagnarci sono soprattutto i titoli di Wall Street: gli investitori, nello stesso periodo, hanno versato 40,5 miliardi di dollari nel fondo azionario statunitense.