Le migliori aziende per ogni nazione

Apple regina mondiale.
In Italia svetta Enel.

Quali sono le società che valgono di più per ogni Paese?

A livello mondiale il primato è in mano ad Apple, nel nostro Paese il gradino più alto del podio spetta ad Enel.

Ma vediamo, di seguito, la lista stilata da Wall Street Italia:

🇦🇷Argentina → MercadoLibre: $59.77 mld

🇦🇺Australia → BHP Group: $153.32 mld

🇦🇹Austria → Verbund AG: $28.83 mld

🇧🇪Belgio → Anheuser-Busch Inbev: $113.69 mld

🇧🇷Brasile → Petrobras: $91.73 mld

🇰🇭Cambogia → Sihanoukville Autonomous: $1.41 mld

🇨🇦Canada → Royal Bank Of Canada: $133.39 mld

🇨🇱Cile → Sociedad Química y Minera: $21.58 mld

🇨🇳Cina → Tencent: $413.03 mld

🇩🇰Danimarca → Novo Nordisk: $358.45 mld

🇫🇮 Finlandia → Nordea Bank: $39.3 mld

🇫🇷Francia → LVMH: $467.42 mld

🇩🇪Germania → SAP: $158.22 mld

🇬🇷Grecia → OTE Group: $7.55 mld

🇭🇰Hong Kong → AIA: $119.41 mld

🇮🇹Italia → Enel: $69.3 mld

🇮🇸 Islanda → Marel: $2.43 mld

🇮🇩Indonesia → Bank Central Asia: $74.63 mld

🇮🇳India → Reliance Industries: $215.74 mld

🇮🇪Irlanda → Accenture: $195.16 mld

🇮🇱Israele → Mobileye: $31.14 mld

🇯🇵Giappone → Toyota: $221.67 mld

🇱🇺Lussemburgo → ArcelorMittal: $22.99 mld

🇲🇾Malaysia → Maybank: $22.17 mld

🇲🇽Messico → America Movil: $ 70.11 mld

🇳🇱Paesi Bassi → ASML: $289.94 mld

🇳🇿New Zealand → Fisher & Paykel Healthcare

🇳🇴Norvegia → Equinor: $91.92 mld

🇵🇱Polonia → PKN Orlen: $18.64 mld

🇵🇹Portogallo → EDP Group: $20.41 mld

🇷🇺Russia → United Heavy Machinery: $53.58 mld

🇸🇦Arabia Saudita → Saudi Aramco: $2.084 mld

🇸🇬Singapore → DBS Group: $60.13 mld

🇿🇦Sud Africa → Naspers: $34.55 mld

🇰🇷Corea del Sud → Samsung: $369.16 mld

🇪🇸Spagna → Inditex: $119.49 mld

🇸🇪Svezia → Atlas Copco: $65.95 mld

🇨🇭Svizzera → Nestlé: $321.92 mld

🇹🇼Taiwan → TSMC: $532.28 mld

🇹🇭Thailandia → Airports of Thailand: $29.06 mld

🇹🇷Turchia → Sasa Polyester: $11.81 mld

🇦🇪UAE → International Holding Company: $235.91 mld

🇬🇧UK → AstraZeneca: $203.43 mld

🇺🇸US → Apple: $3.019 mld

Confagricoltura contro Ue: disparità di trattamento

Dall’Ue più soldi agli agricoltori polacchi che aiuti economici per le alluvioni in Italia.

Confagricoltura contesta la decisione della Commissione europea di prorogare fino al 15 settembre il blocco delle importazioni di grano, mais, colza e semi di girasole dall’Ucraina sul mercato di cinque Stati membri limitrofi: Bulgaria, Polonia, Romania, Slovacchia e Ungheria, dove è consentito esclusivamente il transito dei prodotti verso destinazioni finali nell’Unione o fuori dalla Ue.

Stando a quanto riferisce Il Mattino, Confagricoltura sostiene quanto di seguito:

Avrebbero dovute essere misure eccezionali e temporanee, ma hanno messo in crisi il regolare funzionamento del mercato unico: per i redditi degli agricoltori nei cinque Stati per l’aumento delle importazioni dall’Ucraina è stato previsto uno stanziamento di oltre 150 milioni di euro. In aggiunta, nel giro di poche settimane, la Commissione ha autorizzato aiuti di Stato per gli agricoltori polacchi per un ammontare di circa 2,7 miliardi di euro. Più di quanto il governo italiano abbia destinato ai primi interventi di soccorso alle popolazioni e al sistema economico per le alluvioni in Emilia-Romagna. Non è assolutamente in discussione il massimo e fermo impegno a sostegno delle esportazioni agroalimentari dell’Ucraina. La critica è all’Esecutivo Ue per la mancata salvaguardia del mercato unico e per la disparità di trattamento tra gli Stati membri. In Italia stiamo registrando un consistente aumento degli arrivi di cereali dal Nord Est europeo, in un contesto di mercato segnato da una contrazione dei prezzi che nel giro di un anno è stata del 40%”.

La Polonia sarà la prossima superpotenza europea?

Fonti diverse, analisi analoghe.
Uscito dalla gabbia del comunismo, il Paese è cresciuto in maniera esponenziale.

La Polonia potrebbe essere la prossima superpotenza europea?

Forse è una previsione azzardata, o quantomeno è presto per dirlo, ma i numeri non sarebbero così lontani dall’ipotesi.

Come riporta il The Daily Digest, infatti, il giornalista Johnson dichiara quanto di seguito:

“Quando ho visitato la Polonia come corrispondente del Telegraph per l’Europa dell’Est nel 1989, le sue città erano squallide, decadenti e circondate da orrendi edifici di epoca comunista. I negozi erano vuoti, le aspettative erano minime e la vita era dura”.

Il giornalista aggiunge, però, che oggi la situazione è molto diversa. Si potrebbe dire drasticamente diversa.

Da quando la Polonia è uscita dal blocco dei Paesi appartenenti all’ex Unione Sovietica, ha vissuto una crescita sbalorditiva sotto tutti i punti di vista.

In pochi anni è passata da Paese del secondo mondo alla fascia dei Paesi considerati sviluppati ed industrializzati, ovvero nella stessa fascia di Italia, Germania, Francia e tutti gli altri Stati che consideriamo primo mondo: l’attuale governo di Diritto e Giustizia (PiS), che è al secondo mandato, lo rivendica come uno dei propri successi più grandi.

La disoccupazione, negli ultimi anni, ha raggiunto i minimi storici facendo invidia a tutto il mondo toccando addirittura punti inferiori al 3%.

Già nel 2014 Il Sole 24 ore dava la Polonia come il miglior Paese al mondo dove investire per rapporto qualità-prezzo nei futuri 5 anni e l’analisi ha trovato conferme con la realtà.

Anche i più sportivi possono ricordare quanto la Polonia si sia evoluta in fretta: già nel 2012, infatti, vinse la “gara” per ospitare i campionati europei di calcio grazie ad un punteggio superiore agli altri Paesi che si erano candidati per ospitarli, tra cui anche l’Italia.

Riprendendo la disamina di Johnson, possiamo leggere ancora:

“Eppure, in nessun altro luogo dell’impero sovietico il potere del popolo ha prevalso in modo così trionfale come in Polonia. La terra delle cause perse è diventata l’avanguardia della libertà e della prosperità”.

Secondo i dati della London School of Economics, l’economia polacca è emersa con forza dalla pandemia di Covid-19, ma non è certo una sorpresa, considerato che il Paese è in costante crescita da molti anni.

Infatti, fino all’insorgere della pandemia, l’economia polacca aveva registrato una crescita costante per 28 anni, come osservava un articolo del Financial Times pubblicato nell’ottobre 2019 in cui si analizzava la situazione finanziaria del Paese subito dopo la rielezione del partito Diritto e Giustizia.

Beata Javorcik, all’epoca capo economista della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, dichiarava “La Polonia è il simbolo di una transizione riuscita” ed aggiunge che nel giro di 30 anni la Polonia è passata dall’essere un Paese con carenze in quasi tutti i settori a uno che stava “entrando nel club dei Paesi ricchi“.

Avvalendosi dei dati elaborati dalla Banca Mondiale, il leader del partito laburista Keir Starmer prevede che la Polonia, con una crescita media annua del 3,6%, supererà la Gran Bretagna entro la fine del decennio, come riportato da Sky News nel febbraio 2023.

Inoltre, i recenti fatti geopolitici hanno spinto la Polonia ad incrementare le proprie forze armate, con l’obiettivo di raggiungere le 300.000 unità entro il 2035, contro le 170.000 della Germania, secondo quanto riportato da Politico.

Legato a quanto sopra, la posizione geografica fa attualmente della Polonia il più importante partner europeo degli Stati Uniti.

Ior: 3 milioni a Papa Francesco

Risultato netto di circa 30 milioni per la Banca del Vaticano.
Patrimonio superiore ai 2,8 miliardi.

Lo Ior stacca un “dividendo” di 3 milioni a Papa Francesco.

L’Istituto per le Opere di Religione (appunto, Ior) ha deciso di destinare circa un decimo degli utili registrati l’anno scorso agli atti di carità del Pontefice.

Il 2022 è stato del resto proficuo per la banca del Vaticano che ha aumentato del 64% i profitti rispetto al 2021, sfiorando i 30 milioni di risultato netto.

Merito soprattutto dell’attività di gestione del risparmio che ha fruttato commissioni per 18,1 milioni su un patrimonio di oltre 2,8 miliardi.

Come riporta Il Corriere della Sera, lo Ior ha lanciato negli anni 16 fondi che investono su azioni, valute e obbligazioni di Stati e imprese che rispettano i principi della dottrina Sociale della Chiesa.

La divisione di asset management è senz’altro la più redditizia per lo Ior che non svolge invece la più tipica delle attività bancarie: il credito.

La concessione di prestiti è circoscritta alle anticipazioni di stipendi e pensioni ai propri clienti, ossia a finanziamenti a rischio pressoché zero, accordati a tassi contenuti e in numero limitato.

La maggior parte degli impieghi dell’istituto consiste invece nel deposito di somme presso altre banche e nell’acquisto di bond sovrani e societari.

Questi investimenti hanno fruttato allo Ior un rendimento dello 0,91%, mentre la remunerazione accordata agli 1,8 miliardi depositati dalla clientela si è fermata allo 0,10%.

Su questa differenza la banca ha costruito un margine di interesse di 22,6 milioni, in crescita del 3,7% rispetto al 2021.

Elkann: Stellantis non ha bisogno dell’Italia come azionista

Elkann: “Stellantis sta andando molto bene”.
Il governo francese detiene circa il 6% del gruppo.

John Elkann, presidente di Stellantis, ha risposto agli appelli delle lobby commerciali affinché l’Italia investa direttamente nella società.

Elkann ha chiarito che Stellantis sta andando bene e non ha bisogno che il governo italiano diventi azionista.

Come riporta Investing.com, le sue parole sono state le seguenti:

Penso che gli Stati investano nelle aziende quando queste vanno male. E Stellantis sta andando molto bene“.

Il governo francese, ex investitore di PSA che nel 2021 si è fusa con Fiat Chrysler per formare Stellantis, è considerato un azionista rilevante” del gruppo con una quota del 6% circa.

Il presidente Elkann, che è anche amministratore delegato della società di investimento Exor (che è il maggiore azionista di Stellantis con una quota del 14%), ha affermato che la posizione della Francia come azionista di Stellantis è giustificata dalle sfide affrontate da PSA in passato, che hanno richiesto l’intervento del governo francese.

Le azioni di Stellantis erano in rialzo dell’1,44% nelle recenti contrattazioni di mercato.