Polonia: mine dell’esercito finite in un magazzino Ikea

Errore nel conteggio delle casse con parte della merce che rimane nel vagone.
Si dimette il generale responsabile dell’operazione.

Due settimane fa il Ministero della Difesa ha annunciato le dimissioni del generale Artur Kępczyński, capo dell’Ispettorato di supporto delle forze armate.

Secondo quanto riportato dai media, il generale sarebbe stato licenziato perché avrebbe nascosto ai suoi superiori informazioni su delle mine scomparse.

Nel frattempo, come riporta Polonia Oggi, la Procura distrettuale di Stettino-Niebuszewo sta conducendo un’indagine su questo caso dall’agosto 2024.

Quattro soldati sono stati accusati di inadeguata sicurezza di proprietà militare: due ufficiali e due sottufficiali, che rischiano fino a cinque anni di carcere, stando a quanto riporta Radio Zet.

Secondo la Procura, l’unità militare di Hajnówka ha emesso un ordine per il trasporto ferroviario, che avrebbe dovuto trasportare, tra le altre cose, mine per il deposito di esplosivi di Goleniów nella Pomerania Occidentale.

Durante lo scarico si è verificato un errore nel conteggio delle merci e parte del carico è rimasta nel vagone.

La svista venne scoperta solo qualche tempo dopo e le mine finirono in un magazzino dell’Ikea.

Fortunatamente, come ha sottolineato la Procura, tutte le mine sono state recuperate. Il generale Kępczyński, che dal 2021 è a capo dell’Ispettorato di supporto delle forze armate, era responsabile dell’organizzazione del sistema di supporto logistico delle forze armate.

Secondo il sito web dell’esercito polacco, il generale Kępczyński avrebbe nascosto per qualche tempo ai suoi superiori le informazioni sulle mine scomparse.

IKEA ha confermato: “Confermiamo che il 16 luglio dell’anno scorso, PKP Cargo ci ha segnalato la presenza di una cassa militare in uno dei vagoni arrivati a IKEA Industry Orla“, ha detto a PAP Industry Polska Małgorzata Dobies-Turulska, presidente di IKEA, che ha poi aggiunto che il rappresentante del corriere ha aperto il veicolo e la scatola “è stata ricevuta dalla Polizia Militare lo stesso giorno“. Ha infine sottolineato che la cooperazione con la Gendarmeria è stata “molto buona”.

Effetto Trump: cala il prezzo di petrolio e gas

Il petrolio cala tra l’1,5% ed il 2,5% al barile.
Il gas alla Borsa di Amsterdam scende dello 0,6%.

Petrolio e gas in calo mentre si guarda alle mosse di Donald Trump sui dazi.

Le parole del presidente americano, secondo quanto riporta Bloomberg, hanno scatenato i timori per una guerra commerciale anche se per i dazi, Trump ha citato solamente Messico e Canada e si è astenuto dal fare riferimento alla Cina e altri Paesi.

Il Wti registra una flessione del 2,5% a 75,91 dollari al barile. Il Brent scende dell’1,5% a 78,92 dollari.

Ad Amsterdam, come riporta ancora Ansa, le quotazioni del gas sono in calo dello 0,6% a 47,58 euro al megawattora.

Trump lancia Stargate: 500 miliardi di investimenti in AI

Investimento iniziale di 100 miliardi da parte di Softbank, Oracle e OpenAI.
Se il progetto ha successo arriveranno altri licenziamenti come in BP e banche?

Donald Trump annuncia un maxi-investimento fino a 500 miliardi di dollari nell’intelligenza artificiale.

Il presidente Usa svela ‘Stargate‘, la joint-venture di Softbank, Oracle e OpenAI per investire nell’infrastruttura necessaria per l’IA.

Come riporta Ansa, i tre colossi si impegnano a investire inizialmente 100 miliardi di dollari con l’obiettivo di salire fino a 500 miliardi in quattro anni.

Si spera però che, poi, l’AI porti benefici e non altri tagli ai posti di lavoro come recentemente successo in BP, colosso petrolifero che ridurrà subito la forza lavoro di 7.700 dipendenti più altri in futuro (approfondimento al link), e per le mansioni di banche, dove verranno licenziate 200mila persone sostituite dai bot (approfondimento al link).

Candy ferma la produzione a Brugherio

I cinesi della Haier, proprietari del marchio, hanno chiuso anche uno stabilimento in Romania.
Probabile a Brugherio si produca altro ma non si sa ancora cosa.

La crisi dell’elettrodomestico si fa sentire anche negli stabilimenti europei della cinese Haier.

Annunciata la chiusura di una fabbrica in Romania (ad Aricestii Rahtivani, entro marzo), ad andarci di mezzo è anche l’Italia, in particolare lo stabilimento storico della Candy di Brugherio (il gruppo cinese nel 2018 ha rilevato per circa 500 milioni le attività della famiglia Fumagalli).

Come riporta Il Corriera della Sera, nell’area produttiva di Brugherio oggi lavorano circa 175 persone di cui 125 operai; altri 750 colletti bianchi nel centro servizi.

L’intenzione dei manager di Haier, che ieri hanno incontrato i sindacati, sarebbe quella di fermare la produzione di lavatrici a giugno ma sarebbe previsto nello stesso tempo un piano per garantire la continuità occupazionale. Come dire, le lavatrici sarebbero sostituite da qualcosa d’altro; che cosa, però, non si sa (forse si potrà capire qualcosa di più dall’incontro in Assolombarda del prossimo 29 gennaio).