Israele, studio: Pfizer perde 30% efficacia su variante Delta

È forse il Paese più vaccinato al mondo ma torna verso le restrizioni.
Il 40% dei nuovi contagi sono vaccinati. Legame tra vaccini imperfetti e nuove varianti?

(Foto da internet)

Israele, il Paese forse più vaccinato al mondo, sta tornando verso le restrizioni di inizio pandemia.

Il 40% dei nuovi contagi è vaccinato (approfondimento al link) ed i dati diffusi dal ministero della Sanità israeliana in un’analisi dell’infezione in un Paese dove la vaccinazione di massa è avvenuta in maniera esclusiva con quel tipo di immunizzazione.

Uno studio nazionale, riportato da Ansa e Huffpost, mette in evidenza che il vaccino Pfizer è “in maniera significativa” meno efficace nel prevenire la diffusione della variante Delta.

Si ritiene che il vaccino riduca i casi seri e le ospedalizzazioni, ma la protezione cala del 94,3% al 64%, perdendo dunque il 30% di efficacia.

Nel ribadire la validità del vaccino, le autorità sanitarie segnalano però che anche nel combattere i casi seri e le ospedalizzazioni, l’efficacia è passata dal 98,2% dello scorso maggio al 93% di giugno.

In Israele, il 90% dei nuovi casi è dovuto alla variante Delta.

Un altro studio americano-britannico, sostiene che i vaccini imperfetti rendano il virus più resistente ed aggressivo (approfondimento al link): potrebbe forse essere questa la causa delle nuove varianti che sfuggono ai vaccini, visto che sono presenti maggiormente nei Paesi più vaccinati (Regno Unito, Israele ed India)?

Senato: voto esteso ai diciottenni

Arriva il sì alla riforma dell’art.58 della Costituzione.
Circa 4 milioni di elettori in più.

(Foto da internet)

Ieri, a Palazzo Madama, è arrivato il sì definitivo alla riforma dell’articolo 58 della Costituzione: ora il voto per il Senato sarà esteso a tutti coloro che avranno compiuto 18 anni.

La precedente soglia era fissata a 25 anni e la modifica è stata approvata con 178 voti favorevoli, 15 contrari e 30 astenuti, appartenenti a Forza Italia.

Questo comporta che, dalle prossime elezioni, ci saranno circa 4 milioni in più di aventi diritto al voto per il Senato.

Il Presidente della Repubblica potrà promulgare il nuovo articolo 58 fra 3 mesi, durante i quali potrà essere richiesto il referendum confermativo, dato che la Camera in data 9 giugno aveva approvato il ddl senza raggiungere il quorum dei due terzi.

Anche tra i partiti favorevoli, però, si sono alzate delle voci di malcontento evidenziando le differenze tra Camera e Senato: nonostante la stessa durata del mandato, se per essere eletti come deputati bisogna avere almeno 25 anni, per essere eletti come senatori bisogna averne compiuti almeno 40.

Israele: non passa la legge sulla cittadinanza

La proroga non ottiene la maggioranza.
Il governo Bennett alla prima battuta d’arresto.

La proroga della legge che, per motivi di sicurezza, impedisce l’estensione automatica della cittadinanza di Israele a palestinesi sposati con cittadini israeliani, non passa.

L’esito della votazione, protrattosi per la notte intera ed ha visto una mobilitazione generale da parte dell’opposizione, è stato di 59 voti favorevoli e di altrettanti contrari, non ottenendo quindi la maggioranza.

Tanta la delusione tra i ministri del governo Bennett, che insediatosi da circa un mese, ha dunque dovuto affrontare la sua prima battuta d’arresto. Il premier aveva infatti definito il voto come una mozione di fiducia.

Ad opporsi fortemente sono stati i partiti della coalizione Ràam e Meretz.

Ristoro da 39,7 milioni per Alitalia

Nuova tranche approvata dall’Antitrust Ue.
Analisi rotta per rotta da settembre 2020 ad aprile 2021.

Arriva un’altra tranche di ristori per Alitalia.

Più precisamente, gli aiuti stanziati sono pari a 39,7 milioni di euro ed arrivano dopo altre quattro decisioni simili prese su altri ristori effettuati da parte del governo alla compagnia aerea di bandiera tra settembre 2020 ed aprile 2021.

L’ok è arrivato dall’Antitrust Ue dopo che è stata effettuata un’analisi rotta per rotta verificando i danni subìti a causa delle restrizioni legate alla pandemia da Covid-19.

Proprio l’Antitrust ha dichiarato quanto di seguito:

Misura è proporzionata, il risarcimento non va oltre lo stretto necessario.

Haiti: ucciso in casa il presidente Moise

Da due anni governava il Paese a colpi di decreto.
Molte ombre sulla sua carriera politica.

Ucciso in casa il presidente Jovenel Moise, di 53 anni, dopo che un commando armato formato “da elementi stranieri” e non ancora identificato ha fatto irruzione, ferendo anche la moglie.

A dare la notizia è il primo ministro uscente di Haiti, Claude Joseph, che prende momentaneamente in mano le redini del Paese ed ha invitato tutti alla calma, rassicurando la popolazione che polizia ed esercito manterranno l’ordine.

Moise fu eletto nel 2015 col partito di Tèt Kale ma le elezioni furono annullate per brogli; ciò nonostante riuscì a vincerle l’anno successivo avviando ufficialmente il suo governo nel febbraio del 2017, a seguito delle dimissioni di Michel Martelly.

Durante la sua presidenza è stato accusato di aver represso i potenziali oppositori politici oltre che di voler restare a capo del governo anche oltre la data di scadenza del suo mandato. Come se non bastasse, nel 2019 dovette affrontare accuse di corruzione inerenti alla gestione di fondi in modo illecito (per un valore fino a 2 miliardi di dollari insieme ad altri funzionari) e violente proteste anti-governative in cui morirono decine di persone.

Moise sosteneva fortemente il referendum costituzionale (previsto per settembre), che è invece ampiamente contestato dall’opposizione e da diverse organizzazioni della società civile; la Costituzione attualmente in vigore a Haiti è stata redatta nel 1987 dopo la caduta della dittatura di Duvalier e dichiara che “è formalmente vietata qualsiasi consultazione popolare volta a modificare la Costituzione mediante referendum”.

Una cosa che potrebbe pesare molto nell’analisi dell’accaduto, è che da quasi due anni Haiti era governata a colpi di decreto da parte dello stesso presidente, il quale aveva sospeso quasi tutto il Parlamento lasciando in carica pochi rappresentanti alla guida di 11 milioni di abitanti.