Pfizer/BioNTech: nostro vaccino sicuro per bimbi 5-11 anni

I produttori chiedono l’autorizzazione alla FDA, ritenendo il proprio vaccino sicuro ed efficace, pur non determinando la percentuale di efficacia.

Pfizer e BioNTech, produttori del vaccino anti-Covid, ritengono che il loro prodotti sia sicuro ed efficace anche nei bambini di età compresa tra i 5 e gli 11 anni.

Hanno portato i loro dati alla FDA (Food and Drug Administration) al fine di ottenere l’autorizzazione dell’autorità statunitense per l’uso di emergenza (ovvero l’approvazione in via condizionata, al pari dei soggetti superiori ai 12 anni).

Ritengono che dalle sperimentazioni il loro vaccino risulti sicuro ed efficace, generando livelli di anticorpi paragonabili a quelli riscontrati nei giovani adulti; non hanno, però, determinato la percentuale di efficacia.

Più nel dettaglio, le parole dell’amministratore delegato di Pfizer, Albert Bourla, sono state le seguenti:

Siamo ansiosi di estendere la protezione offerta dal vaccino a questa popolazione più giovane, dopo l’autorizzazione normativa, mentre monitoriamo la diffusione della variante Delta e la sostanziale minaccia che rappresenta per i bambini.

Pfizer, inoltre, ha precisato che entro il quarto trimestre di quest’anno arriveranno anche i risultati dello studio clinico sui bambini di età compresa tra i 6 mesi ed i 5 anni.

C’è da chiedersi come sia possibile dichiarare efficace un vaccino senza aver determinato la percentuale di efficacia e senza il tempo materiale di avere dati a medio-lungo termine.

Bollette, Giorgetti: governo saprà tamponare rincari

Il ministro: aumento bollette fa capire che futuro più ecologico ha un prezzo da pagare.
Sgravi previsti soprattutto per aziende con progetti green.

Il ministro allo Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, nel corso di un collegamento con la 14esima edizione del Festival Città Impresa di Vicenza, è intervenuto sul tema del caro-bollette:

Il governo saprà intervenire sull’impatto del costo delle bollette, soprattutto per i consumatori e per le aziende, soprattutto quelle che hanno portato avanti progetti green. È una situazione in evoluzione ma il governo riuscirà a tamponare la situazione del costo delle bollette. L’aumento del costo delle bollette contribuisce a far capire che un futuro più ecologico ha un prezzo che deve essere pagato.

Il ministro ha poi continuato come di seguito, indicando che il governo non può fare molto per quanto riguarda il costo delle materie prime e che, piuttosto, sarà l’Europa a dover intervenire in questo senso:

Per contrastare il rincaro delle materie prime il Governo italiano può fare gran poco. Se mai è l’Europa che può attuare delle misure di contenimento. È un tema questo che diventa strategico per gli Stati, perché controllare l’offerta delle materie vuol dire possedere uno strumento di forza e potere verso gli altri paesi. Chi ha la produzione del litio, per esempio, nel mondo deciderà come venderlo, a chi, e a quel prezzo. Sono riflessioni geopolitiche ma che prima o poi dovremmo discutere.

Giorgetti ha poi concluso il suo intervento ribadendo il costo della transazione ambientale:

Paradossalmente la disgrazia dell’aumento delle bollette ci consente di aprire gli occhi e vedere che la transazione ambientale ha un prezzo. Sulla bolletta confluiscono tutta una scelta di politiche economiche ed energetiche, per esempio anche quella di non possedere il nucleare per l’approvvigionamento di energia. Il Governo interverrà per ridurre l’impatto sui consumatori, ma anche sulle imprese. A livello internazionale dobbiamo intervenire, partendo dall’idea che la transizione ambientale ha un costo e lo pagano consumatori e imprese.

Lavoro, Brunetta: tra un mese il contratto da remoto

Il ministro annuncia la normativa parallela al lavoro in presenza.
“siamo in un momento magico”.

Il ministro della Pubblica amministrazione, Renato brunetta, è intervenuto al festival dell’innovazione organizzato da Il Foglio annunciando l’imminente arrivo della parte normativa del contratto da remoto: “un mese, e il contratto è fatto”, ha detto.

Lo stesso Brunetta, specificando che si tratterà della parte normativa e che sarà un pacchetto parallelo a quello del lavoro in presenza, ha aggiunto quanto di seguito:

Mettere tutti i lavoratori della Pa in cosiddetto smart working è stata un’idea intelligente ma non c’era un contratto, non c’era l’organizzazione del lavoro, non c’era la piattaforma tecnologica. Per questo mi sono arrabbiato, si voleva far diventare questa esperienza un modello, allora mi sono detto di fare innanzitutto un contratto e tra un mese per la prima volta ci sarà un vero contratto per il lavoro agile.

Il ministro ha poi concluso il suo intervento carico di ottimismo ed entusiasmo:

Stiamo vivendo un momento magico. Stiamo crescendo al 6%, e forse vi dò una piccola notizia: anche di più; se la strategia del green pass funziona e se questa onda, come dice il presidente Draghi, significa riaprire, noi viaggiamo verso il 7%. È una congiuntura astrale strepitosa questa cosa, però non può essere una fiammata, deve essere strutturale. Io ho questo numero in testa: 7 anni, che guarda caso è anche la durata del mandato del presidente della Repubblica.

Desigual: settimana da 4 giorni con taglio della busta paga

La proposta sarà votata dai dipendenti il 7 ottobre.
Riduzione dei giorni lavorativi e dello stipendio: serve il 66% perchè venga accetta.

Desigual, l’azienda con sede a Barcellona che produce abbigliamento e calzature, lancia una proposta ai propri dipendenti: riduzione della settimana lavorativa a fronte del taglio dello stipendio.

Il Ceo, Alberto Ojinaga, ritieni che “la settimana di quattro giorni ci renderà più competitivi” ed avanzato l’offerta a propri dipendenti. Più precisamente, si tratterebbe di una settimana lavorativa di 4 giorni, di cui uno in smart working, ed esattamente un psaaggio dalle attuali 39,5 ore a 34,5 ore, a fronte della riduzione del 6,5% della busta paga.

La proposta sarà votata dai 502 dipendenti il 7 ottobre e, perchè sia approvata, è ritenuto necessario il 66% dei voti favorevoli (ovvero i due terzi).

Un “esperimento” è già avvenuto in Islanda con esiti ritenuti positivi, ma in quel caso la retribuzione era rimasta invariata (approfondimento al link).