Ue: minacce all’Ucraina sono minacce all’Europa

Dopo Gopinath anche Michel interviene.
Conferenza stampa con il primo ministro slovacco.

Gita Gopinath è appena intervenuta sul tema del conflitto tra Russia ed Ucraina, parlando in merito ad un possibile prolungamento dell’inflazione e del caro energia nel caso in cui si inaspriscano i rapporti tra i due Paesi (approfondimento al link).

Ora, a dar seguito alle sue parole, arriva il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, che esprimendo solidarietà verso l’Ucraina durante una conferenza stampa tenuta con il primo ministro slovacco Eduard Heger; stando a quanto riporta “Reuters”, infatti, Michel ha detto quanto di seguito:

Una minaccia contro l’Ucraina è una minaccia contro l’Europa.”

Quirinale: ancora fumata nera al terzo scrutinio

Corsa completamente aperta.
Si va verso un compromesso per il candidato?

La corsa per il Quirinale è ancora decisamente aperta.

Al terzo scrutinio vi è stata un’altra fumata nera con i due schieramenti incapaci di trovare i voti necessari per imporre un proprio candidato.

Alla quarta tornata non sarà più necessaria la maggioranza dei due terzi ma sarà sufficiente la maggioranza assoluta per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica e, come riporta “Reuters”, è probabile che si vada verso un qualche tipo di compromesso per scegliere il successore di Sergio Mattarella.

Conflitto Russia-Ucraina potrebbe aumentare inflazione e costi energia

In caso di tensioni elevate o prolungate potrebbero risentirne i costi.
L’allarme di Gita Gopinath (Fmi).

L’esplosione dei costi energetici ed i livelli di inflazione a cui stiamo assistendo potrebbero durare nel tempo o anche inasprirsi.

Questa è l’opinione di Gita Gopinath, prima vice direttrice generale del Fondo monetario internazionale (Fmi), che lega la sua previsione ad un’eventuale escalation del conflitto di Russia ed Ucraina.

Come riporta “Reuters”, Gopinath, inoltre, ha detto ai giornalisti che l’aumento dei tassi di interesse negli Stati Uniti porterebbe probabilmente a correzioni sui mercati, ma queste rimarranno ordinate fintantoché la Federal Reserve statunitense comunicherà adeguatamente i suoi piani.

Green pass: tabaccai pronti allo sciopero

Si rischia che i clienti si rivolgano al mercato clandestino.
Se le richieste non verranno ascoltato, giù le saracinesche.

È impensabile che l’obbligo di controllo del green pass ricada sui tabaccai.

Questa è linea di Giovanni Risso, presidente della Federazione Italiana Tabaccai (FIT), che aggiunge la minaccia di uno sciopero nel caso in cui il sottosegretario Costa non comprenda le richieste.

Stando a quanto riporta “Rai News”, secondo il presidente Risso il rischio sarebbe quello di vedere i clienti rivolgersi al mercato clandestino; più precisamente, le sue parole sono state le seguenti:

Lo ribadiremo con determinazione al sottosegretario Costa che, ci auguriamo, comprenderà le nostre ragioni; se così non fosse lo sciopero sarà inevitabile. Le tabaccherie abbasseranno le saracinesche: capiamo l’importanza del Green Pass come ostacolo al diffondersi dei contagi ma piuttosto che fare la fila per acquistare un pacchetto di sigarette legali, i clienti potrebbero rivolgersi al mercato clandestino.