Corea del Nord nel board dell’Oms

Trump si congratula con Kim Jong Un: polemiche sul messaggio invece che sul fatto.

La Corea del Nord è stata eletta nel board esecutivo dell’Oms e Donald Trump si congratula con Kim Jong Un, attirandosi una valanga di critiche.

Congratulazioni a Kim Jong Un!“, scrive l’ex presidente Usa sulla sua piattaforma Truth.

Immediata la risposta dei suoi rivali repubblicani nella corsa alla Casa Bianca, come riporta Rai News, con Nikky Haley, ex governatrice del South Carolina, che osserva come “non ci si congratula con un delinquente che ha minacciato l’America e i nostri alleati“.

Ron DeSantis si dice “sorpreso. Kim Jong Un è un dittatore omicida“.

L’ex vicepresidente Mike Pence, la cui candidatura è attesa per la prossima settimana, critica il suo ex boss: “Nessuno dovrebbe lodare il dittatore della Corea del Nord o il leader della Russia che ha lanciato l’aggressione dell’Ucraina. Questo è il momento in cui dovremmo dire chiaramente che siamo per la libertà e per coloro che difendono la libertà“.

La polemica, però, si è scatenata contro Trump anziché, casomai, commentare il fatto di aver eletto la Corea del Nord nel board dell’Oms.

Paesi Brics pronti a svincolarsi dal Dollaro

La volontà è quella di creare una nuova valuta.
Aggirerebbe le sanzioni. Coinvolta anche l’Argentina.

Le nazioni del blocco Brics (composto da Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) hanno chiesto alla loro banca, la Ndb, di fornire indicazioni su come potrebbe funzionare una potenziale nuova valuta condivisa, soprattutto nel proteggere altri paesi membri dall’impatto di sanzioni come quelle imposte alla Russia.

Lo scrive il quotidiano sudafricano Daily Maverick, poi ripreso anche da Il Sole 24 ore, riportando stralci dell’incontro tenutosi ieri a Città del Capo (Sudafrica) tra i ministri degli Esteri di Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica.

Di seguito quanto ha detto ai giornalisti Naledi Pandor, ministro delle relazioni internazionali del Sudafrica, dopo l’incontro:

I Brics stanno cercando di assicurarsi di non diventare vittime di sanzioni che hanno effetti secondari su paesi che non sono coinvolti in questioni che hanno portato a tali sanzioni unilaterali“.

Le proposte sono all’esame dei funzionari della New Development Bank (Ndb), l’istituto di credito con sede a Shanghai creato dalle nazioni Brics.

Non solo. Anche l’Argentina potrebbe entrare nella Banca dei Brics.

La presidente della Nuova banca di sviluppo (Nbd) dei Brics, l’ex presidente brasiliana Dilma Rousseff, ha infatti informato il ministro dell’Economia argentino, Sergio Massa, che il cda della banca ha formalmente consentito di votare l’ingresso dell’Argentina in tale istituto: lo rende noto l’agenzia Telam.

Rousseff ha comunicato la notizia a Massa durante una riunione svoltasi ieri nella sede della Nbd a Shanghai.

Si tratta di una decisione chiave per il Paese, soprattutto per la possibilità di assistenza in materia finanziaria a cui l’Argentina potrà accedere diventando membro della banca.

La proposta, promossa dal Brasile, si concretizzerà nell’incontro che i governatori della Nbd svolgeranno nella prima settimana di agosto in Sudafrica.

Guerra in Ucraina: gli Usa vogliono più business bellico

Stoltenberg spinge all’apertura del piano munizioni alle industrie extra Ue; cerchiamo sinergie.

Gli Stati Uniti puntano a rientrare nel piano munizioni approvato dall’Unione Europea e sinora riservato all’industria bellica europea.

Un funzionario del governo americano ha infatti dichiarato all’Ansa quanto di seguito:

L’apertura del processo di approvvigionamento e di acquisto alle industrie esterne all’Unione Europea permetterebbe di consegnare più rapidamente le forniture tanto necessarie all’Ucraina“.

Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha convocato a Bruxelles in occasione della ministeriale Difesa di metà maggio i rappresentanti delle industrie della difesa transatlantici, dunque anche statunitensi per cercare possibili sinergie.

Un’altra prova, insomma, che gli Usa sono molto attaccati al business dell’industria bellica ed hanno tutti gli interessi a mantenere vivo il conflitto in Ucraina.

L’Ue, ovviamente, non è da meno e segue ligia la linea della Nato.

Armi nucleari russe in Bielorussia

Biden esprime il suo disappunto, ma la mossa è una reazione alle politiche Nato.

Il presidente americano Joe Biden ha detto di aver avuto una “reazione estremamente negativa” alla notizia del trasferimento di armi nucleari russe in territorio bielorusso.

A Mosca, nel quadro del Foro economico eurasiatico, il presidente bielorusso Alexander Lukashenko, aveva reso noto di aver avuto conferma dal suo omologo russo Vladimir Putin dell'”inizio del trasferimento“.

I ministri della Difesa dei due paesi Sergei Shoigu e Viktor Jrenin, hanno firmato giovedì a Minsk una serie di intese per stabilire la procedura da seguire.

Come riporta Adnkronos, il primo luglio è prevista la conclusione della costruzione di una serie di impianti di stoccaggio.

Mosca ha già consegnato a Minsk un sistema di difesa missilistica Iskander, che può trasportare testate nucleari.

La Russia è stata recentemente accusata di aver distrutto depositi di armi nucleari forniti dalla Nato e dall’ue, stoccati in Ucraina.

Più che incolpare la Russia di averle distrutte, c’è però da chiedersi perchè le armi nucleari fossero state inviate in Ucraina e, quindi, pronte ad essere utilizzate.

Forse, proprio per questo, le accuse inizialmente lanciate contro la Russia sono state poi parzialmente smentite dichiarando la nube tossica un fenomeno naturale dovuto a pioggia e sabbia.

Cina: lasciate le regioni annesse alla Russia

L’invito cinese a lasciare a Putin le parti dell’Ucraina annesse dai russi.
Kiev chiede a Nato ed Ue di non cedere.

La Cina invita tutti a lasciare i territori alla Russia.

Alla Russia andrebbe infatti lasciato il possesso delle parti dell’Ucraina che occupa ora, ovvero delle regioni annesse.

È il messaggio che Li Hui, l’inviato cinese per l’Ucraina, avrebbe recapitato all’Europa nel corso della sua visita di questi giorni.

A riportare la notizia è il Wall Street Journal, ripreso anche da Ansa, citando funzionari europei.

A stretto giro è arrivata la risposta di Kiev, che tramite un tweet del consigliere presidenziale ucraino Mykhailo Podolyak ha invitato Nato ed Ue a non seguire le richieste cinesi:

Qualsiasi scenario di compromesso che preveda la non liberazione di tutti i territori dell’Ucraina, di cui periodicamente parlano ‘fonti anonime’ nelle élite europee e americane, equivale ad ammettere la sconfitta della democrazia, la vittoria della Russia, la conservazione del regime di Putin e di conseguenza il forte aumento dei conflitti nella politica globale. Tutto questo è il sogno della Russia“.