Migranti: Musk contro la Germania

Musk: “Violazione della sovranità italiana da parte tedesca”.
Poi continua: “Ha tutta l’aria di un’invasione” e attacca Soros.

Elon Musk “litiga” con la Germania in una discussione sui migranti e sugli sbarchi a Lampedusa.

Sul social X, di sua proprietà, viene diffuso un video che rimanderebbe alle generiche operazioni di 8 navi di Ong tedesche che, finanziate dal governo della Germania, raccoglierebbero migranti nel Mediterraneo per trasferirli in Italia.

Musk retwitta il post con una domanda: “L’opinione pubblica tedesca è al corrente di tutto questo?“.

A rispondere è il ministero degli Esteri tedesco, con un post perentorio: “Sì, si chiama salvare vite“.

Qui Elon Musk risponde:

Ah, quindi ne siete addirittura orgogliosi. Interessante. Francamente dubito che la maggioranza dell’opinione pubblica tedesca lo sostenga. Avete lanciato un sondaggio? Non costituisce forse una violazione della sovranità dell’Italia il fatto che al Germania trasporti un gran numero di immigrati clandestini sul suolo italiano? Ha tutta l’aria di un’invasione…

Nei giorni scorsi, sempre in relazione all’argomento migranti, Musk ha attaccato George Soros, accusando la fondazione del filantropo americano di “volere niente di meno della distruzione della civiltà occidentale“.

Il commento di Musk è apparso in risposta al post di un utente sui massicci arrivi di migranti a Lampedusa, in cui si parlava di “invasione guidata da George Soros“.

Il magnate in queste ore è al confine tra Stati Uniti e Messico da dove ha dichiarato, come riporta Adnkronos, quanto di seguito:

L’immigrazione illegale deve cessare, ma sono assolutamente favorevole all’ampliamento e alla semplificazione dell’immigrazione legale. Chiunque dimostri di essere un lavoratore, una persona di qualità e onesta dovrebbe avere la possibilità di diventare americano. Punto“.

Qui, lo scambio di tweet su X tra Elon Musk ed il Mnistero degli Esteri tedesco:

Dini contro Papa Francesco: mette a repentaglio i sacri principi

L’ex premier: Papa di sinistra e progressista. Trasforma la Chiesa, non so se in meglio.
Poi su Napolitano: gli ho presentato i rappresentanti dell’economia mondiale.

Papa Francesco? In un certo senso è un Papa di sinistra, che sta trasformando la Chiesa mettendo a repentaglio i suoi Sacri principi“.

Così a Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1, Lamberto Dini, ex premier, ministro e direttore della Banca d’Italia, raccontando l’incontro avvenuto col Pontefice in occasione della camera ardente che accoglieva la salma Giorgio Napolitano.

Come riporta Adnkronos, alla domanda: secondo lei l’attuale Santo Padre è da considerarsi ‘pericoloso’ per la Chiesa? L’ex premier ha risposto:

La Chiesa è un’organizzazione politica, nel senso che cerca di modificare i suoi atteggiamenti coi mutamenti della società. Ad esempio: prima il matrimonio era indissolubile, poi si è cominciato a parlare di divorzio, ora si parla di accogliere le coppie dello stesso sesso. Questo è un Papa progressista che sta cambiando, trasformando la Chiesa, non so se per il meglio”.

Dini ha poi raccontato un aneddoto su di un viaggio fatto da Giorgio Napolitano negli Stati Uniti, alla fine degli anni Sessanta:

Ai tempi vivevo negli Usa ed in diverse occasioni lo accolsi a casa mia, per presentargli i grandi rappresentanti dell’economia mondiale”.

Sondaggio Usa: Biden indietro di 10 punti su Trump

Wp-Abc sonda il popolo americano in vista delle elezioni del 2024.
Biden perde terreno su economia, immigrazione ed Ucraina.

Joe Biden è indietro di 10 punti rispetto a Donald Trump in un sondaggio per la Casa Bianca targato Washington Post-Abc News (42% a 52%).

Il risultato, stando a quanto riporta Ansa, risulta però essere un’eccezione rispetto a tutti gli altri sondaggi che indicano un testa a testa.

Dalla rilevazione, comunque, emerge come il presidente continui a perdere terreno mentre aumenta l’insoddisfazione per la sua gestione dell’economia e dell’immigrazione, un crescente numero di americani dice che gli Usa stanno facendo troppo per aiutare l’Ucraina (approfondimento al link) e restano diffuse preoccupazioni per la sua età avanzata.

Più di 3 democratici su 5 ed indipendenti di orientamento democratico affermano che preferirebbero un candidato diverso dal presidente.

I consiglieri di Biden, invece, sostengono che sia il democratico più forte per il 2024 e che quanti desiderano qualcun altro non concordano su chi dovrebbe essere, con l’8% che indica la vicepresidente Harris, l’8% il senatore Bernie Sanders ed il 20% che peferisce “semplicemente qualcun altro“.

Trump è in una posizione forte a livello nazionale nonostante debba affrontare molteplici processi penali.

È favorito dal 54% dei repubblicani e degli indipendenti di orientamento repubblicano, rispetto al 51% di maggio.

Il governatore della Florida Ron DeSantis è secondo con il 15%, in calo rispetto al 25% di maggio; nessun altro repubblicano raggiunge la doppia cifra.

Trump è in testa ai suoi rivali repubblicani anche nei recenti sondaggi statali, che probabilmente offrono indicatori più affidabili rispetto ai sondaggi nazionali sull’andamento della corsa repubblicana nei prossimi mesi.

DeSantis: “Adesione Kiev a Nato non è nel nostro interesse”

“Per noi comporterebbe solamente altri obblighi”.
Poi si chiede: se aggiungiamo obblighi, quali sarebbero i benefici?

Il candidato repubblicano alla presidenza degli Stati Uniti, il governatore della Florida Ron DeSantis, si è detto contrario all’adesione dell’Ucraina alla Nato, affermando di non ritenere che sia nell’interesse della sicurezza americana.

Lo riporta Ansa, citando a sua volta Bloomberg. Più precisamente, nel podcast del Glenn Beck Program, DeSantis ha dichiarato quanto di seguito:

Non credo che l’adesione alla Nato sia nel nostro interesse. Tutto ciò che farebbe sarebbe aggiungere altri obblighi a noi, quindi se si aggiungono altri obblighi, quali sono i benefici che otteniamo in cambio?“.

Polonia: “Zelensky non insulti più i polacchi”

Brusca rottura tra i due Paesi a cause delle accuse e pretese ucraine.
Ingratitudine e arroganza: l’Ucraina continua a perdere supporto.

Zelenskynon insulti più i polacchi“.

È il monito arrivato dal capo del governo di Varsavia, Mateusz Morawiecki, dopo le parole del presidente ucraino, che ha accusato la Polonia di fare una “messinscena sulla questione delle importazioni di grano.

Nel corso di un comizio ieri sera in vista delle elezioni del 15 ottobre, come riporta Adnkronos, Morawiecki ha dichiarato quanto di seguito:

Voglio dire al presidente Zelensky di non insultare mai più i polacchi, come ha fatto recentemente nel suo discorso alle Nazioni Unite. Il popolo polacco non permetterà mai che ciò accada e difendere il buon nome della Polonia non è solo un mio dovere e onore, ma anche il compito più importante del governo polacco“.

L’atteggiamento ingrato ed arrogante di Kiev ha fatto incrinare i rapporti con la Polonia, la Slovacchia e l’Ungheria (approfondimento ai link1 e link2); quest’ultima ha anche sburgiadato il governo ucraino in merito agli accordi sul grano (approfondimento al link).

Anche negli Usa, nel frattempo, l’ultimo sondaggio riporta un netto peggioramento dell’opinione pubblica per quanto riguarda il supporto a Kiev (approfondimento al link).

In questo momento, l’operato del governo di Zelensky è il miglior alleato di Putin.