Zelensky non vuole la pace: non sono pronto a negoziati

Il leader ucraino dichiara di “non essere pronto a parlare con la Russia”.
Ancora: funzionari occidentali non mi hanno parlato di negoziati.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha detto di “non essere prontoper i colloqui con la Russia a meno che le sue truppe non si ritirino dal suo Paese, negando che i funzionari occidentali gli avessero parlato di negoziati.

Come riporta Ansa, il leader ucraino ha dichiarato a Meet the Press della Nbc quanto di seguito:

(Gli Stati Uniti) sanno che non sono pronto a parlare con i terroristi, perché la loro parola non conta nulla. Devono uscire dal nostro territorio, solo dopo ciò, il mondo può passare alla diplomazia“.

Khamenei incontra il leader di Hamas

“Crimini sionisti sostenuti da Usa e alcuni governi occidentali”.
Poi invita gli Stati musulmani a dare sostegno pratico alla popolazione di Gaza.

La Guida suprema dell’Iran Ali Khamenei ha incontrato a Teheran il capo dell’ufficio politico di Hamas, Ismail Haniyeh, assieme ad una delegazione.

Lo riporta Ansa, citando quanto ha affermato Khamenei su X a proposito dell’incontro:

La politica permanente della Repubblica islamica dell’Iran è di sostenere le forze della resistenza palestinese contro i sionisti occupanti. I crimini del regime sionista a Gaza sono direttamente sostenuti dagli Usa e da alcuni governi occidentali“.

Durante il colloquio, Khamenei ha sottolineato la necessità da parte dei Paesi islamici e delle istituzioni internazionali di prendere misure urgentemente per fermare gli attacchi di Israele contro la Striscia di Gaza, lanciando un appello agli Stati musulmani per dare un sostegno pratico alla popolazione di Gaza.

Naim: Italia parte dell’aggressione contro Palestina

“Israele agisce per conto di Usa, Francia, Germania, Regno Unito e italia”.
“Comunità internazionale responsabile. Italia ha inviato truppe”.

L‘Italia è parte dell’aggressione nei nostri confronti.

Lo ha detto al programma Agorà su Rai3 l’ex ministro della Sanità di Hamas e attuale capo del Consiglio per le relazioni internazionali dell’organizzazione a Gaza, Basem Naim.

Come riportato anche da Ansa, le sue parole sono state le seguenti:

Purtroppo, il governo italiano ha scelto ancora una volta la destra, la parte destra della storia. E’ un errore gravissimo che trasforma l’Italia in una delle parti dell’aggressione contro il nostro popolo. Israele oggi non agisce da solo. Israele agisce per conto di Stati Uniti, Francia, Germania, Regno Unito e purtroppo anche dell’Italia, che ha inviato alcune truppe nel Mediterraneo. Come possiamo affrontare tutto questo? Possiamo soltanto dire che la comunità internazionale ha oggi la stessa responsabilità degli israeliani per tutte le stragi commesse ogni giorno contro il nostro popolo“.

Soros, l’ebreo che finanzia i sostenitori di Hamas

Oltre 16 milioni ad associazioni che giustificano gli attacchi di Hamas.
Si schierano con Israele ma finanziano Hamas e la Palestina?

George Soros sarebbe dietro ai gruppi che nelle ultime settimane hanno organizzato proteste pro-palestinesi.

Lo riporta il New York Post, secondo il quale Soros avrebbe donato a questi gruppi più di 16 milioni di dollari dal 2016.

La rete di Soros ha infatti concesso 13,7 milioni a Tides Centers, gruppo di sinistra che sponsorizza alcune delle no profit che hanno giustificato gli attacchi di Hamas a Israele.

Altre donazioni, come riporta Tgcom24, sono andate, fra gli altri, all’Arab American Association di New York ed a Moving.

Dall’esame dei registri fatto dal New York Post, le sovvenzioni fatte da Soros verso i gruppi che hanno recentemente protestato a favore della Palestina superano i 16,3 milioni di dollari.

Insomma, un po’ come dire una cosa e farne un’altra: si schierano con Israele ma finanziano la parte opposta. La stessa cosa che pare sia capitata in merito alla bomba dell’attacco all’ospedale di gaza: se la bomba è americana, significa che Israele ha bombardato l’ospedale oppure che gli Usa vendono armi ad hamas (approfondimento al link).

Usa: Biden crolla nei sondaggi

-11% in un mese che lo porta ai minimi storici.
Incrementa la disoccupazione.

È ai minimi storici l’indice di gradimento per il presidente degli Stati Uniti Joe Biden tra i democratici.

Secondo quanto emerge da un sondaggio condotto da Gallup, infatti, Biden ha perso undici punti in un mese quando manca un anno alle elezioni presidenziali Usa 2024.

Il che significa che il 75% degli intervistati democratici approva il lavoro che Biden sta svolgendo come presidente. Tra gli indipendenti, solo il 35% ha detto di apprezzare il lavoro del presidente americano.

Invariato invece il consenso dei repubblicani, che si conferma al 5%.

Il sondaggio di Gallup, pubblicato a due settimane dall’attacco sferrato da Hamas contro Israele, rivela che Biden ha anche visto un calo del suo indice di gradimento complessivo al 37%, come riporta Adnkronos.

Nella settimana conclusasi il 21 ottobre, le richieste iniziali dei sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti sono state 210mila, con un incremento di 10mila unità rispetto al livello rivisto della settimana precedente.

La media mobile sulle quattro settimane è stata di 207.500, con un incremento di 1.250 unità rispetto alla media della settimana precedente.

È quanto emerge dai dati diffusi dal Dipartimento del Lavoro Usa.

Il numero complessivo di richieste continuative di sussidi di disoccupazione per la settimana terminata il 7 ottobre è stato 1.566.404, con una riduzione di 12.941 unità rispetto alla settimana precedente.