Nato, Turchia: per entrare la Svezia mantenga le promesse

Erdogan vuole prima la legge che gli è stata promessa.
Anche il Parlamento ungherese blocca l’ingresso.

Erdogan continua a bloccare l’ingresso della Svezia nella Nato. Prima vuole quanto richiesto:

La Svezia per prima cosa deve onorare i suoi impegni, non basta preparare una legge, è necessario che venga messa in pratica“.

Lo afferma, appunto, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, come riportano Anadolu ed Ansa, parlando delle richieste turche per l’adesione della Svezia alla Nato, su cui Ankara ha dato un parere positivo ma di fatto non è ancora stata ratificata dal parlamento turco, come anche da quello ungherese:

L’Occidente dice ‘Svezia, Svezia, Svezia’ ma per noi non è possibile dire ‘sì’ o ‘no’ fino a che il nostro parlamento non prenderà una decisione“.

Erdogan, già in tempi non sospetti, aveva posto il vincolo di una legge da parte della Svezia che togliesse il sostegno ai gruppi curdi (approfondimento al link) per dare l’ok al suo ingresso nella Nato (è richiesta l’unanimità).

Erdogan contro Onu e Ue su Cipro

“Inaccettabile” il comportamento dei caschi blu.
Il presidente turco critica anche le dichiarazioni Ue.

l presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha definito “inaccettabile” il comportamento delle forze di peacekeeping delle Nazioni Unite a Cipro, in riferimento al blocco dei lavori da parte turco cipriota, non autorizzati, per la costruzione di una strada in una zona cuscinetto nei pressi di Pyla/Pile.

I Caschi blu, stando a quanto riporta Ansa, avevano denunciato di essere stati aggrediti dai civili, con danni ai loro veicoli.

Impedire ai turco ciprioti che vivono a Pile di raggiungere la propria patria non è né legale né umano“, ha detto Erdogan, citato da Anadolu, condannando anche le “dichiarazioni infelici” da parte dell’Ue sulla questione.

Turchia proporrà alla Russia una pace anticipata

Previsto a breve l’incontro tra Erdogan e Putin.
Ankara: Erdogan unico leader mondiale a poter dialogare con Putin e Zelensky.

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, durante i previsti colloqui con Vladimir Putin che si dovrebbero tenere a breve, intende proporre la ripresa dei colloqui di pace sull’Ucraina per raggiungere un cessate il fuoco anticipato.

A dirlo all’agenzia di stampa statale russa Ria Novosti, stando a quanto riporta Ansa, una fonte dell’amministrazione di Ankara.

Più precisamente, la fonte avrebbe dichiarato che “Erdogan offrirà la sua mediazione ribadendo la tesi che non ci saranno vincitori nella guerra e vinti nel processo di pace“, definendo inoltre il presidente turco “l’unico leader mondiale” che gode della “sincera fiducia” di Putin e Zelensky.

Conflitto, Erdogan: “Sto con Putin”

Blinken chiama gli alleati Nato.
Ue con gli Stati Uniti; la Gran Bretagna mobilita il comitato Cobra.

La rivolta dei mercenari Wagner in Russia crea fibrillazioni nella comunità internazionale e negli alleati contro la guerra in Ucraina.

Si guarda alla crisi scatenata dal capo delle milizie Yevgeny Prigozhin come un segnale di debolezza all’interno del Cremlino.

Il Dipartimento di Stato americano riferisce che gli Stati Uniti stanno lavorando “in stretto coordinamento con i loro alleati” sulla situazione in Russia per quello che sembra prefigurarsi come un colpo di Stato ai danni dell’attuale presidenza russa, con Prigozhin che ha già minacciato una guerra civile senza precedenti.

Come riporta Rai News, dopo aver parlato con i ministri degli esteri del G7 e con l’Alto rappresentante dell’Ue per la politica estera Joseph Borrell, il Segretario della Nato Blinken non ha mancato di rinnovare il sostegno degli Stati Uniti all’Ucraina:

Il sostengo non cambierà, gli Stati Uniti rimarranno in stretto contatto con alleati e partner mentre la situazione in Russia continua a evolversi. Mi sto coordinando e ho attivato il centro di risposta alla crisi“.

Londra, nel frattempo, ha mobilitato il comitato Cobra (Cabinet Office Briefing Rooms) ovvero il comitato strategico del governo britannico, istituito per rispondere alle crisi nazionali o regionali.

La riunione d’emergenza fa seguito alle dichiarazioni del primo ministro Rishi Sunak, che aveva espresso la sua intenzione di parlare con gli alleati ed esortato le forze in campo ad essere responsabili e a proteggere i civili.

Chi invece si dichiara dalla parte del leader del Cremlino è la Turchia del presidente Recep Tayyip Erdogan. Secondo una nota del Cremlino, infatti, la Russia avrebbe incassato il sostegno turco:

Su iniziativa della parte turca, il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin ha avuto una conversazione telefonica con il presidente turco. Putin ha fornito (ad Erdogan) informazioni sulla situazione nel Paese in relazione a un tentativo di ribellione armata“.

Il presidente turco “ha espresso il suo pieno sostegno alle misure prese” da Putin, si legge sempre nella nota.

Erdogan: non sanzioneremo la Russia

Turchia non vincolata all’Occidente e alla sua politica non bilanciata.
Collaborare con la Russia in ogni possibile settore.

La Turchia non si unirà alle sanzioni verso la Russia.

Lo ha affermato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan durante un’intervista con Cnn, poi ripresa da Ansa:

Non siamo al punto in cui imporremmo sanzioni alla Russia come ha fatto l’Occidente. Non siamo vincolati dalle sanzioni dell’Occidente. La Russia e la Turchia hanno bisogno l’una dell’altra in ogni possibile settore“.

Inoltre, Erdogan ha definito “speciale” il suo rapporto con l’omologo russo Vladimir Putin, aggiungendo quanto di seguito:

L’Occidente non sta portando avanti un approccio molto bilanciato con la Russia di Putin, con un Paese come la Russia è necessario un approccio bilanciato“.

Infine, il presidente turco ha detto che Ankara è riuscita a mediare per ottenere l’accordo che ha permesso l’esportazione del grano dai porti dell’Ucraina grazie al rapporto che ha costruito con Vladimir Putin.