ABB si aggiunge ai licenziamenti collettivi in Polonia

Le politiche di Tusk affondano l’attrattività economica.
Preoccupa in particolare la sua forte volontà di portare la Polonia nell’Euro.




Sono iniziati i licenziamenti nella fabbrica ABB vicino a Łódź.

Molti dipendenti dello stabilimento ABB hanno già ricevuto la disdetta del contratto, come riporta Polonia Oggi.

Questo è l’inizio dei licenziamenti collettivi, che elimineranno oltre 400 posti di lavoro entro la fine dell’anno con i dipendenti licenziati che riceveranno un’indennità di fine rapporto e supporto nella ricerca di un nuovo lavoro.

Il motivo della liquidazione di uno degli stabilimenti è il trasferimento di parte della produzione in Cina, dove il costo della manodopera è inferiore.

Secondo informazioni non ufficiali, Procter&Gamble potrebbe impiegare alcuni dipendenti. Tuttavia, nessuna delle parti conferma queste informazioni ed il governo Tusk si trova a gestire un’ondata di licenziamenti collettivi che stanno prendendo atto da quando si è insediato: Lear Corporation (approfondimento al link) e Toshiba (approfondimento al link) sono solo altre 2 delle 85 aziende che hanno annunciato chiusure in Polonia.

Le politiche di Donald Tusk non stanno facendo breccia sull’attrattività economica, in primis la sua forte volontà di portare la Polonia nell’Euro.

Polonia: Toshiba si aggiunge all’ondata di chiusure aziendali

85 aziende annunciano licenziamenti collettivi.
4.275 posti di lavoro a forte rischio.

Toshiba ha fermato la produzione.

106 di 136 dipendenti hanno già ricevuto la lettera di licenziamento, come riporta gniezno.naszemiasto.pl poi ripreso da Polonia Oggi.

Il resto degli impiegati riceverà la disdetta in altra data con la chiusura dello stabilimento che è prevista per l’autunno.

Negli anni precedenti l’apertura dello stabilimento, in Europa si stava sviluppando il settore HVAC (heating, venting, air conditioning – riscaldamento, ventilazione, aria condizionata) e le previsioni indicavano che la domanda dei dispositivi prodotti da Toshiba sarebbe cresciuta.

Tuttavia, queste previsioni non si sono avverate.

Innanzitutto, la pandemia di Covid-19 ha ostacolato la crescita, poi ad influire ulteriormente è stata la guerra in Ucraina.

Nel 2023 la domanda per la maggior parte delle apparecchiature HVAC è diminuita in modo significativo.

Non solo. L’Ufficio centrale di statistica (GUS) ha calcolato che nei mesi di aprile e maggio sono stati annunciati licenziamenti collettivi in 85 aziende e si prevede che 4.275 persone perderanno il lavoro.

Pochi giorni fa, infatti, anche Lear Corporation ha deciso di chiudere lo stabilimento polacco e licenziare il 90% del personale (approfondimento al link).

Felicità cittadini UE: bene la Polonia, male la Germania

Il governo uscente (PiS) lascia i cittadini tra i più felici in Europa.
I tedeschi registrano un crollo record.

Eurostat ha pubblicato i risultati di un sondaggio del 2022 (si fa circa ogni 10 anni) sul livello di soddisfazione dei cittadini dell’Unione Europea.

La Polonia si è rivelata uno dei paesi più felici dell’Unione, come riporta anche Polonia Oggi.

L’indice di soddisfazione della vita per la Polonia è stato di 7,7 su 10, posizionandosi subito dietro l’Austria (7,9 punti).

Rispetto al 2021, la Polonia ha migliorato il proprio indice di 0,2 punti, uno dei maggiori aumenti nell’UE.

L’indicatore, invece, è diminuito in Germania di ben 0,6 punti, il che rappresenta il più grande calo nell’UE tra il 2021 e il 2022.

Lo studio ha anche mostrato che in Polonia le donne, le persone con istruzione superiore e quelle con un’istruzione media hanno dimostrato maggiore soddisfazione nella vita nel corso di nove anni, dal 2013.

Norme UE: Stellantis chiude lo stabilimento Fiat di Bielsko-Biala

Già nel 2023 erano stati licenziati 300 dipendenti.
Ora lo storico stabilimento ne lascerà a casa altri 486.

La società FCA Powertrain Poland, gestore della fabbrica Fiat a Bielsko-Biała, è stata messa in liquidazione a seguito delle normative dell’Unione Europea sulle emissioni dei motori, con la conseguente diminuzione degli ordini per prodotti di questo genere.

Tutti ce lo aspettavamo“, ha dichiarato Wanda Stróżyk, presidente dell’Organizzazione Sindacale Interaziendale NSZZ “Solidarność” FCA Poland, in un’intervista al “Dziennik Zachodni“.

Nel 2023, 300 dipendenti sono stati licenziati e il futuro dell’azienda era incerto.

Adesso la situazione è chiara: questa decisione implicherà il licenziamento di 486 persone.

Le decisioni sui licenziamenti di gruppo sono state consegnate 2 giorni fa, il 3 gennaio.

Tuttavia, come riporta Polonia Oggi, lo stabilimento non chiuderà immediatamente: l’intero processo dovrebbe durare fino alla fine del 2024.

Fino alla fine di marzo verranno ancora prodotti motori a benzina, mentre fino alla fine di maggio saranno realizzate unità diesel.

I dipendenti avranno la possibilità di negoziare delle condizioni di licenziamento e alcuni potrebbero essere trasferiti presso altri stabilimenti vicini del gruppo Stellantis, come Tychy e Skoczów.

Il primo incontro su questo argomento è previsto per martedì 9 gennaio.

La presidente del sindacato “Solidarność” aggiunge anche che “le indennità non dovrebbero essere peggiori di quelle dell’anno scorso“.

La Polonia non accetterà nessuna ricollocazione di migranti

Lo ha detto il premier Tusk, cambiando posizione rispetto a quando era presidente del Consiglio europeo.

Ieri, 3 gennaio 2024, Donald Tusk, il Primo ministro della Polonia, ha dichiarato in una conferenza stampa che non è mai stato a favore della ricollocazione forzata dei migranti dall’Africa in Polonia, anche se alcuni anni fa (come il Presidente del Consiglio europeo) avvertiva che la Polonia avrebbe dovuto pagare per non accettare immigrati.

Come riporta Polonia Oggi, ha sottolineato che durante il suo mandato questo meccanismo non è mai stato attuato e la Polonia non ci parteciperà mai.

Tusk ha anche evidenziato i problemi legati all’immigrazione e alla corruzione nel rilascio dei visti polacchi durante il mandato del governo precedente.

Il premier sostiene che la fine del governo PiS (Diritto e Giustizia) e di Jarosław Kaczyński contribuirà a una maggiore sicurezza contro l’afflusso incontrollato di migranti.

Ha ribadito, infine, che la Polonia non accetterà nessun meccanismo forzato e nessun immigrato illegale.