Draghi: incontro con parti sociali e ritorno al Quirinale

Continuano le consultazioni per far nascere il governo Draghi, che nel frattempo incontra i sindacati.
Agenda per il momento ancora riservata.

Mario Draghi, presidente del Consiglio incaricato, tornerà al Quirinale per proseguire le consultazioni nell’ottica di formare il suo governo.

Prima, però, incontrerà le parti sociali. All’incontro con i sindacati, che si già definiti disponibili fin da subito all’incontro e preoccupati per l’attuale situazione economico-lavorativa del Paese, si aggiungerà anche quello con Confindustria.

Ciò che resta invece ancora riservata, è l’agenda dell’incontro.

Le consultazioni tra l’ex presidente della BCE ed i partiti politici si concluderanno sabato.

Conte si dimette, via alle consultazioni

Da domani mercoledì 27 gennaio inizieranno le consultazioni.
L’opposizione teme l’apertura di Forza Italia ad una nuova maggioranza che non porterà al voto.

Il premier italiano Giuseppe Conte si è dimesso.

Il presidente del consiglio, infatti, ha rassegnato stamani il suo mandato nelle mani del capo dello Stato, Sergio Mattarella.

A comunicarlo è proprio il Quirinale. Il presidente della Repubblica, inoltre, si è riservato di decidere ed ha invitato il governo a rimanere in carica per il disbrigo degli affari correnti.

Dal pomeriggio di domani mercoledì 27 gennaio avranno inizio le consultazioni, al fine di capire se vi sarà una nuova maggioranza in grado di guidare il Paese fino alle prossime elezioni.

Proprio ieri il Pd suggeriva a Conte di dimettersi promettendo di supportarlo per un governo Conte ter (approfondimento al link).

Di contro, l’opposizione rappresentata da Salvini e Meloni teme che Forza Italia possa rientrare in un rimpasto di governo che vada a formare una nuova maggioranza.

Così facendo, il partito di Silvio Berlusconi potrebbe sostanzialmente prendere il posto di Italia Viva, rientrando nel gruppo di maggioranza e puntando ad un governo di unità nazionale in modo tale da evitare le elezioni.

Niente indennizzi, artigiani verso la chiusura

A Cagliari flash-mob sotto il palazzo del Consiglio regionale.
Artigianato in difficoltà in tutta Italia.

Flash-mob a Cagliari, in via Roma sotto il palazzo del Consiglio regionale, da parte degli artigiani che non hanno ricevuto aiuti e rischiano di chiudere.

Più precisamente, per terra vi erano i cartelli con i nomi delle 160 imprese dell’artigianato sardo che si trovano in situazioni di forte difficoltà: artigiani della tessitura, della ceramica, dell’oreficeria, della sartoria, della lavorazione del legno, del vetro e della pietra, del cuoio e della pelletteria.

L’obiettivo era ovviamente quello di sensibilizzare il Consiglio e la Giunta sull’urgenza di misure a sostegno, ma la situazione è analoga in tutta Italia, dove innumerevoli artigiani, partite iva ed aziende sono state completamente abbandonate e stanno correndo il forte rischio di chiudere, se non l’hanno già fatto.

Sul tema è intervenuto anche Gianluca Mureddu, referente centri commerciali naturali:

“Il nostro non è un appello, è un urlo disperato perché molti colleghi non hanno i soldi nemmeno per pagare la corrente, siamo fermi da un anno perché non ci sono più eventi e mostre e perché il turismo è crollato. Chiediamo un indennizzo per un settore che non è solo impresa: ogni artigiano rappresenta un piccolo mondo di storia perché contribuisce a esprimere il valore culturale dell’Isola.”

La richiesta di aiuto si sostanzia tra i 4.000 ed i 7.000 euro per azienda, mentre il calo del fatturato da inizio pandemia è stato del 70%. Se questo indennizzo non arriverà, nell’arco di tre mesi molti laboratori chiuderanno.

Cashback: Italia Viva lo vuole tagliare

L’app per il cashback fortemente voluto dal premier Conte sembra aver risolto i problemi tecnici, ma il partito di Renzi preferirebbe dirottare i fondi verso il ristoro.

C’è stato qualche intoppo tecnico, all’inizio, ma ora pare siano stati superati i problemi per il funzionamento dell’app che gestisce il cashback, tanto voluto dal premier Conte.

Non solo. Sull’app, che prende il nome di “appIO”, è anche possibile vedere la classifica degli utenti che aspirano all’extra cashback, ovvero il programma che prevede un rimborso extra di 1.500 euro per i primi 100.000 utenti che effettueranno più transazioni valide.

Al momento circa 6 milioni di italiani si sono iscritti al programma e proprio nel momento in cui il cashback sembra essere entrato a regime, però, arriva un intervento da parte di Italia Viva che preferirebbe destinare i 4,7 miliardi di euro destinati al cashback, verso i ristori per le attività commerciali ed i lavoratori autonomi colpiti dalla crisi.

Il partito di Renzi, infatti, tramite l’ex ministro dell’Economia Enrico Zanetti, starebbe preparando un emendamento da presentare in Commissione Bilancio al Senato, sfruttando l’attuale parità di membri tra maggioranza e opposizione.

Renzi non ha mai amato il cashback ed ora che non si trova più al governo vorrebbe puntare allo spostamento delle risorse dal cashback ai ristori per ottenere consenso, dimostrando di essere coerente alla linea con le critiche che hanno portato ad uscire dal governo.

JP Morgan taglia le stime economiche italiane

Crescita azzerata nel primo trimestre secondo le previsioni, a causa della proroga dello stato d’emergenza.
Al ribasso anche le stime annuali.

Il prolungamento delle misure restrittive anti Covid, ovvero la proroga dello stato d’emergenza che proprio pochi giorni fa il ministro della Salute Roberto Speranza ha ritenuto opportuno (approfondimento al link), ha portato la banca JP Morgan a rivedere le previsioni di crescita economica italiana.

Le previsioni hanno letteralmente tagliato la crescita, azzerandola per quanto riguarda il primo trimestre dell’anno; una riduzione drastica rispetto alle precedenti previsioni, dove si ipotizzava una crescita del 3,5%.

Nonostante si preveda poi un rimbalzo, sono state riviste a ribasso anche le stime annuali che sono passate dal 5,8% al 5,5%.