Le vecchie cannucce del McDonald’s? Possono valere fino a 5.000 €

Le cannucce in plastica sono state sostituite da quelle in carta.
Dall’Inghilterra la “moda” impazza su eBay.

La guerra alla plastica, sempre più estesa, non ha escluso McDonald’s che, ormai da qualche tempo, ha sostituito le sue cannucce passando da quelle in plastica a quelle in carta.

Oltre al risvolto ecologico, però, ce n’è stato uno che molto probabilmente in pochi si sarebbero aspettati: le vecchie cannucce in plastica sono diventate ora oggetto del desiderio.

Sui siti di compravendita online, infatti, può capitare che valgano una vera e propria fortuna: addirittura 5.000 euro.

La tendenza arriva dall’Inghilterra dove, facendo un giro su eBay, le si possono trovare ad un prezzo che arriva alle 5.000 sterline (ovvero più o meno 5.870 euro)

Non tutti sono disposti o interessati ad un prezzo simile, ovviamente, ma sono sempre di più i nostalgici che le cercano e, quasi incredibilmente, c’è anche chi le aveva conservate dopo essere stato al colosso dei fast food.

Principe Carlo: è bufera per lo stipendio

Retribuzione da circa 45.000 euro l’ora.
Il grosso proviene dalla rendita del Ducato di Cornovaglia.

(Foto da VanityFair.it)

È finito un’altra volta nel mirino delle critiche, il principe Carlo.

Sta volta la questione è inerente al suo stipendio e ad attaccarlo, ancora una volta, è “Republic”, gruppo antimonarchico che da anni si batte per l’abolizione dei privilegi della Royal Family.

Secondo “Republic” l’erede al trono riceverebbe uno stipendio, perlopiù derivante dai proventi del Ducato della Cornovaglia, decisamente sostanzioso rispetto al lavoro svolto: stimano infatti che Carlo lavorerebbe 4 mesi all’anno per un reddito stimato di 20 milioni di sterline, tradotto 38.000 sterline all’ora (ovvero circa 45.000 euro).

Le leggi che permettono il tutto risalgono al 1337, quando Edoardo III, per garantire indipendenza economica al figlio ed erede Edoardo (conosciuto come il “Principe Nero”) istituì il ducato; attualmente i proventi della tenuta privata sono per finanziare le attività pubbliche, private e caritatevoli di Carlo, come erede al trono.

Già circa 10 anni fa, sempre Republic, aveva chiesto l’abolizione della pratica medievale dei bona vacantia ma la Famiglia Reale aveva a suo tempo specificato che i proventi, proprio per volere dello stesso principe Carlo, andavano a grandi opere di beneficenza. Republic incalzò chiedendo che lo Stato gestisse direttamente i soldi.

Ad oggi, l’erede al trono Carlo eredita di default beni e terre da persone passate a miglior vita, residenti in Cornovaglia, che non hanno eredi né lasciano un testamento. Tali capitali sono esentasse, anche se dal 1993 il Principe di Galles paga al fisco l’imposta sul reddito e sulle plusvalenze, per quanto questa sia molto meno di quanto un cittadino con il suo stesso tenore di vita verserebbe allo Stato.

La Parola ai Lettori – 16 anni fa in UK il progetto per combattere il coronavirus

Il piano è del 2005 ed è stato archiviato a Whitehall.
Prevede come combattere un virus aereo che arriva dalla Cina.

Dopo l’inquietante report firmato Rockefeller datato 2010 ed in cui si prevedeva punto per punto l’attuale pandemia (approfondimento al link), riportato poi anche al parlamento olandese da Baudet, leader di FvD (approfondimento al link), arriva un’altra interessante segnalazione da parte dei nostri lettori.

Non bastavano le similitudini con film ed un libro che aveva predetto nel dettaglio il coronavirus addirittura 40 anni fa (approfondimento al link).

Dopo la Sars, infatti, il Regno Unito ha elaborato un piano per combattere un virus aereo che arriva in Gran Bretagna dalla Cina; il documento del 2005, ovvero 16 anni fa, è stato archiviato a Whitehall ed apparentemente non è mai stato utilizzato.

Si parla di come isolare un focolaio di coronavirus ed Ex consiglieri del governo dicono a Samuel Lovett che questa guida per combattere un’epidemia avrebbe potuto salvare decine di migliaia di vite: le sue linee guida, infatti, dalla limitazione dei viaggi all’interruzione degli eventi definiti “super-diffusori” sono sorprendentemente simili alle misure tardive introdotte per combattere il Covid-19.

A riportare la notizia è The Indipendent che, tra le altre informazioni, riporta anche l’intervento di Sir David King, capo consulente scientifico dal 2000 al 2007:

È stato trascurato (il progetto), credo che decine di migliaia di vite sarebbero state salvate. Penso che anche l’economia sarebbe stata in una situazione molto migliore.

Altra manifesta incapacità dei governanti nell’agire, dopo i ritardi nell’elargire i fondi (il famoso Recovery fund deve di fatto ancora partire), dopo le molto contraddizioni (lockdown ed impossibilità di uscire dal comune di residenza ma sbarchi fuori controllo, preoccupazioni sulla variante Delta proveniente dall’Inghilterra ma europei giocati proprio lì e con gli stadi pieni, con i bonus vacanze dati per poi accusare i cittadini di aver viaggiato, eccetera), dopo i DPCM e le varie normative incostituzionali, dopo aver inoculato con vaccini sostanzialmente sperimentali anche i bambini.

Ma in che mani siamo?

L’articolo completo è reperibile qui.

Ringraziamo M. C. per la segnalazione.

La Gran Bretagna accoglierà 20mila rifugiati afghani

5mila quest’anno, poi nel tempo il resto.
Permessi di soggiorno a tempo indeterminato.

(Foto da internet)

La Gran Bretagna offrirà aiuto umanitario per quanto riguarda la situazione afghana.

Il grande caos creato dal frettoloso ritiro delle truppe NATO (approfondimento al link) ha portato i diversi leader ad esprimersi in maniera diversa sul tema (approfondimento al link).

La Gran Bretagna di Boris Johnson, che insieme a Macron chiedeva un G7 d’urgenza, ha deciso che accoglierà 20.000 rifugiati afghani, di cui 5.000 quest’anno ed i restanti 15.000 nel tempo.

Stando a quanto riporta Tgcom24, la priorità verrà data a data a quelli ritenuti maggiormente a rischio, compresi donne, bambini e coloro che potrebbero essere presi di mira dalle persecuzioni dei talebani; riceveranno permessi di soggiorno a tempo indeterminato.

Rivoluzione o terremoto ? La Superlega e il futuro del calcio

I top club vogliono la Superlega, la UEFA li minaccia. Il calcio a un bivio.

Rivoluzione nel mondo del calcio. Se ne parlava orami da tempo ma, forse, ora ci siamo. A trapela da varie fonti, alcuni dei più importanti lui a livello europeo, avrebbero raggiunto un accordo per la creazione della Superlega europea. Tra queste squadre ci sarebbero anche Juventus, Milan e Inter. Si tratterebbe di una competizione a inviti che dovrebbe nascere parallelamente allo svolgimento dei campionati nazionali e delle competizioni continentali attualmente esistenti. Tale progetto, qualora vedesse la luce, porterebbe grandi vantaggi economici per i club partecipanti che voglio risollevarsi dalle ristrettezze dell’ultimo anno. Le altre squadre partecipanti dovrebbero essere Manchester United, Chelsea, Liverpool, Tottenham, Manchester City, Arsenal, Atletico Madrid, Real Madrid e Barcellona. PSG, Bayern Monaco e Borussia, sempre secondo le prime indiscrezioni, avrebbero rifiutato di aderire.

Abbiamo parlato di rivoluzione ma sarebbe più corretto definirlo terremoto. Quanto riportato da fonti di stampa quali l’Equipe e New York Times ha provocato una durissima reazione da parte del UEFA. Insieme alle Leghe professionistiche di Inghilterra, Spagna e Italia, ha emesso un comunicato roboante. L’ipotesi sarebbe, infatti, quella di escludere le squadre coinvolte nella Superlega da ogni competizione nazionale e continentale. La UEFA potrebbe avere poi il supporto della FIFA la quale non permetterebbe ai tesserati delle succitate squadre di partecipare ai tornei internazionali di sua competenza.

Siamo di fronte ad una situazione potenzialmente esplosiva. Immaginare le competizioni UEFA senza i top club della Superlega avrebbe dell’incredibile. Pensare di non vedere Messi e Ronaldo giocare ai mondiali sarebbe ancora più surreale. Ma qual è la soluzione di questo potenziale stallo? Al momento è impossibile dirlo. Certo la creazione della Superlega avrebbe un impatto importante sui bilanci dei club partecipanti. Allo stesso tempo sarebbe incredibilmente penalizzante per chi non ne facesse parte. In un mondo del calcio sempre più legato ai diritti di trasmissione degli incontri, l’appeal dei campionati nazionali e delle competizioni europee sarebbe di molto ridimensionato. Ci sono poi le ragioni “etiche” legate ad una competizione il cui accesso non sarebbe legato a meriti sportivi ma a diritti di presunta nobiltà sportiva.

Il calcio non è più lo sport che era anche solo 15 anni fa, quando l’Italia di Lippi vinceva il suo ultimo mondiale. Nel frattempo sono arrivati gli sceicchi, la Cina ha aperto le sue frontiere e il business ha assunto un ruolo ancor più preminente. Le istituzioni sportive internazionali, bisogna dirlo, non hanno dato prova di essere organi dal funzionamento impeccabili. Gli scandali che hanno coinvolto Blatter e Platini, il Financial Fair Play, il caso Neymar… di errori ne sono stati fatti tanti. Suona dunque un po’ fuori tempo massimo la presa di posizione contro la Superlega. C’è da dire, tuttavia, che l’ipotesi di rendere ancor più elitario il mondo del calcio vorrebbe dire privare milioni di tifosi della possibilità di vedere la propria squadra competere con le migliori. Con la Superlega sarebbe ancora possibile un miracolo Leicester? Presto per dirlo. Certo sarebbe potenzialmente molto più difficile.

Alla fine, forse, si arriverà ad una mediazione tra le parti. Tuttavia questa vicenda ci dice che abbiamo un problema immenso. Un problema di credibilità. È giusto che il mondo del calcio si interroghi sulla sua sostenibilità, ormai precaria. È però fondamentale che si diano, tutti insieme, le risposte giuste per non allontanare definitivamente il calcio dalla gente. Il romanticismo nel calcio è morto e sepolto da anni. Adesso, tuttavia, il giocattolo rischia di esplodere definitivamente.