Carola Rackete fermata in Germania

Da eroina celebrata in Italia per aver speronato la Guardia di Finanza mentre trasportava migranti, a manifestante fermata in Germania per aver protestato contro l’abbattimento di una foresta.

Carola Rackete continua a suscitare clamore.

In Italia, la magistratura ne fece un’eroina perché sfidò lo stop impostole dal governo Conte I e speronò una motovedetta della Guardia di Finanza pur di far sbarcare a Lampedusa i profughi; ora, l’ex capitana della nave Sea Watch 3, è stata fermata dalla polizia tedesca.

Al momento la polizia non ne conferma l’arresto, ma l’attivista è stata portata via mentre occupava una piattaforma in atto dimostrativo per manifestare contro l’abbattimento di un’antica foresta, che servirebbe a far spazio all’estensione di un’autostrada in Assia.

Carola Rackete stava manifestando insieme al gruppo “Dannenroeder Wald Besetzung”, che ha poi reso nota la notizia.

Stando ai media locali, i manifestanti avrebbero fatto uso di petardi e fumogeni, cosa che avrebbe portato ad ulteriori fermi oltre a quello della Rackete. Proprio quest’ultima, da parte sua, lancia un appello ad unirsi alla resistenza contro l’abbattimento degli alberi secolari del Dannenroeder Forst:

Non possiamo restare a casa e sperare che altri facciano il lavoro scomodo al posto nostro.”

Germania spinge per bilancio Ue. Frenano Polonia e Ungheria

I tedeschi premono per chiudere entro poche settimane l’accordo che comprende anche il Recovery fund.
Possibili veti dall’Est Europa.

Il Paese della Merkel sta cercando di fare pressioni al fine di chiudere entro breve tempo, ovvero nelle prossime settimane, un accordo sul bilancio dell’Unione europea.

Lo stesso bilancio conterrebbe anche il famoso Recovery fund da 750 miliardi di euro, di cui l’Italia dovrebbe essere tra le principali (se non la principale) beneficiaria.

Tralasciando tutti i discorsi inerenti alla convenienza o meno dei fondi con relative condizioni, pare che, almeno per il momento, l’ostacolo maggiore arrivi dall’Est Europa: Polonia ed Ungheria sembrerebbero infatti orientate a porre il loro veto.

I due Paesi del Visegrad, appunto, sarebbero timorosi di vedere inserite nel bilancio Ue delle sanzioni inerenti al mancato rispetto degli standard di integrità e Stato di diritto (la Polonia era già stata in passato al centro di forte polemiche per la riforma giudiziaria e per i ripetuti “no” alle quote di ripartizione dei migranti).

La loro posizione impedirebbe l’approvazione di qualsiasi accordo di bilancio, con la conseguenza di veder rimanere bloccato anche il Recovery fund.

Stando a quanto riporta “Reuters”, un alto funzionario del governo tedesco, proprio in vista del vertice dei leader Ue e date le posizioni di Polonia ed Ungheria, avrebbe sostenuto che lo Stato di diritto non è oggetto di discussione ufficiale al vertice ma che il tema verrà sicuramente affrontato a margine. Se questa linea venisse confermata, è possibile che l’approvazione del bilancio europeo avvenga senza intoppi ed in breve tempo, esattamente come desiderato dalla Germania.

Protezione militare: Italia e Polonia dovranno pagare gli Usa

Il presidente Trump sposterà le truppe americane dalla Germania verso l’Italia e la Polonia, in quel momento i due Paesi saranno chiamati al pagamento per la protezione militare.

Donald Trump, il presidente a stelle e strisce, ha dichiarato che sposterà le sue truppe dalla Germania verso Polonia ed Italia.

In quel momento, però, come si legge su “Wall Street Cina”, questi ultimi due dovranno pagare gli Usa per la protezione militare fornita.

Il tema è più ampio e riguarda i pagamenti NATO in generale; lo stesso Trump, infatti, ha criticato i membri della stessa NATO per essere in ritardo con il “saldare i loro conti”, riferendosi appunto ai pagamenti per le truppe statunitensi di stanza nei vari Paesi.

Il presidente americano ha poi sollevato la seguente domanda polemica:

Perché gli Stati Uniti proteggono la Germania dalla Russia gratuitamente, mentre Berlino sta pagando miliardi a Mosca per il gas?”.

La presenza militare Usa è forte sia in Polonia che in Italia: nel primo caso ci sono truppe notoriamente movimentate verso il confine ucraino per gli attriti con la Russia, nel secondo si parla di diverse basi militari e decine di bombe atomiche sul territorio (per la precisione 70 delle 180 totali presenti in Europa).

Italia, Pil a -17,3%: mai così male

Tonfo dell’economia italiana che registra una perdita di oltre 17 punti percentuali nel Pil, la più grande nella serie storica.
Male anche la Germania.

Tracolla il Pil italiano, purtroppo.

La pandemia da covid19 ha causato un crollo a dir poco deciso, tanto da far registrare un nuovo record negativo.

Come riporta l’Istat, infatti, il Pil è diminuito del 12,4% rispetto al periodo gennaio-marzo ed addirittura del 17,3% se lo confrontiamo con il secondo trimestre del 2019.

Il quadro aggrava la già brutta situazione del primo trimestre, che vedeva un calo del Pil pari al 5,4%, e rappresenta “il valore più basso dal primo trimestre 1995, periodo di inizio dell’attuale serie storica“.

Non sorride neanche la Germania, che registra un -10%.

Eurogruppo: Donohoe la spunta su Calvino e Gramegna

L’irlandese si impone a sorpresa sui concorrenti.
Italia, Francia, Germania e Spagna sostenevano la candidata spagnola.

È il ministro delle finanze irlandese il nuovo presidente dell’Eurogruppo.

Pascal Donohoe ha battuto, contro tutte le previsioni, il rivale lussemburghese Pierre Gramegna e soprattutto la candida spagnola Nadia Calvino.

Quest’ultima, erano proprio il candidato sostenuto dall’Italia, dalla Germania e dalla Francia, oltre ovviamente che dalla Spagna.

Il voto dei ministri delle finanze è segreto, ma per essere riuscito a farsi eleggere in un voto a maggioranza significa che Donohoe ha ricevuto l’appoggio di almeno 10 Stati.

Il suo mandato, che avrà una durata dii due anni e mezzo, inizierà ufficialmente in data lunedì 13 luglio e andrà a sostituire quello dell’attuale portoghese Mario Centeno.