Gas: prezzo cala alla Borsa di Amsterdam ma aumenta in Italia

Apertura a -1,84% dopo il conflitto in Israele.
In Italia il prezzo sale da 41,06 a 46,53 euro/MWh.

Il gas apre in calo ad Amsterdam.

Dopo un rally che in due giorni l’ha portato alla soglia dei 50 euro al megawattora sulla scia del conflitto in Israele e di un sospetto sabotaggio di un gasdotto finlandese, le contrattazioni per il gas aprono in ribasso sul mercato di Amsterdam.

Precisamente, come riporta Ansa, i future ttf cedono l’1,84%, collocandosia 48,54 euro/MWh.

Andamento contrario, invece, in Italia, dove, nonostante il prezzo sia inferiore al mercato di Amsterdam, il valore dell’indice Igi (Italian gas index)è oggi pari a 46,53 euro/MWh, in rialzo rispetto ai 41,06 euro/MWh di ieri.

Gas: -18% ad Amsterdam. In Australia grave rischio sciopero

Crollo a 38,58 euro al megawattora.
Se in Australia parte lo sciopero, a rischio il 10% delle forniture mondiali.

Sprofonda il prezzo del gas ad Amsterdam mentre in Australia è in corso un incontro decisivo tra i sindacati e Woodside Energy per scongiurare il rischio di uno sciopero nel più grande impianto di liquefazione di gas naturale del Paese.

È quanto riporta Ansa, aggiungendo che i future Ttf cedono il 10% a 38,58 euro il megawattora dopo essersi brevemente inabissati del 18%.

Woodside, riferisce invece Bloomberg, non ha aggiornamenti sulla vertenza che, senza un accordo, potrebbe portare a uno sciopero già il 2 settembre.

Trattative sono in corso anche negli impianti Gordon e Wheatstone di Chevron.

Uno stop degli stabilimenti australiani metterebbe a rischio il 10% delle forniture mondiali di Gnl, con impatti sui prezzi anche in Europa.

Grano: come la Russia aggira le sanzioni

Il grano arriva da altri Paesi, ma questi lo comprano dalla Russia e lo rivendono rincarato.
Esattamente come accadeva per il gas.

Le esportazioni di grano e frumento del Kazakistan sono aumentate di quasi il 17%.

Secondo quanto riportato da EnergyProm.kz, il Kazakistan ha esportato 3,3 milioni di tonnellate di grano e frumento per un valore di 876,7 milioni di dollari nei primi cinque mesi di quest’anno.

Tale risultato è stato trainato da un forte incremento nell’esportazioni verso altri paesi CSI (+25,5%), in particolare Uzbekistan (1,7 milioni di tonnellate) e Tagikistan (325.100 tonnellate).

Sono invece rimaste relativamente stabili le esportazioni di grano verso altri paesi (974.600 tonnellate), tra cui spiccano l’Afghanistan (318.500 tonnellate) e l’Italia (214.500 tonnellate).

Sotto diversi aspetti l’importante incremento nell’esportazione di grano e frumento dal Kazakistan è legato alle correnti vicende geopolitiche internazionale, tra cui le incertezze legate alle forniture d’esportazione di grano dall’Ucraina con l’opposizione polacca da un lato (approfondimento al link) e l’apertura della Lituania dall’altro (approfondimento al link), la negoziazione delle forniture di grano dalla Russia verso l’India (approfondimento al link) e la decisione russa di ritirarsi dalla Black Sea Grain Initiative, come riporta Ansa.

Il fatto principale rimane quello che, spesso, a fornire i Paesi che aumentano le esportazioni di grano è la Russia, eludendo quindi le sanzioni ed i blocchi di mercato imposti da molti Stati.

Inutile dire che il grano venga rivenduto con un rincaro del prezzo, penalizzando come clienti ultimi gli Stati importatori.

Insomma, in buona sostanza, lo stesso giochetto usato per il gas quando per esempio l’allora Premier Draghi vantava fieramente che l’Algeria era diventata il primo fornitore di gas per l’Italia al posto della Russia, ma era proprio quest’ultima a venderlo all’Algeria che poi lo rivendeva all’Italia maggiorando il Prezzo (approfondimento al link).

Eni rileva asset gas in Indonesia

La società pronta a rilevare gli asset gas di Chevron.
Il ministro: “sicurezza energetica per i prossimi 10 anni grazie all’accordo”.

Eni ha raggiunto un accordo con Chevron per rilevare la quota in mano alla società statunitense nel progetto Indonesia Deepwater Development.

L’intesa, stando a quanto riporta Reuters, prevede l’acquisizione delle partecipazioni (inclusa l’Operatorship) di Chevron nei blocchi Ganal PSC (Chevron 62%), Rapak PSC (Chevron 62%) e Makassar Straits PSC (Chevron 72%), nel bacino di Kutei, East Kalimantan,nell’offshore dell’Indonesia.

Eni possiede già una quota del 20% come non operatore nei blocchi Ganal e Rapak.

Il ministro dell’Energia indonesiano, Arifin Tasrif, che si attende che Eni continui la seconda fase dello sviluppo del progetto Idd, ha dichiarato quanto di seguito:

L’accordo assicurerà la sicurezza energetica dell’Indonesia per i prossimi dieci anni. Il trasferimento dell’operatorship da Chevron a Eni è cruciale per l’Indonesia“.

Secondo una nota della major petrolifera, l’acquisizione è un passo importante perché permetterà di accelerare lo sviluppo del progetto a gas di Gendalo e Gandang, parte dell’Indonesia Deepwater Development nel Ganal PSC, vicino alla FPU di Jangkrik, con riserve di gas stimate in circa 2TCF.

A ciò si aggiungono il giacimento a gas in produzione di Bangka, le scoperte di Gehem e Ranggas e il significativo potenziale esplorativo compreso anche nella parte settentrionale dell’asset, spiega Eni.

Oltre a Eni, anche la società energetica statale indonesiana Pertamina e al gruppo cinese Sinopec sono partner del progetto.

La chiusura della transazione è soggetta alle approvazioni governative e regolatorie, aggiunge la nota di Eni.

Italia: 1 famiglia su 10 resta al freddo e al buio

Seri problemi per 2,2 milioni di famiglie, pari all’8,5%.
Governo: 20 miliardi della manovra per aiuti.

L’inflazione energetica, acuita dalla guerra in Ucraina, ed il conseguente aumento del costo della vita crea ostacoli ai cittadini e rende inaccessibili diverse spese essenziali. Tanto che, l’Osservatorio italiano sulla povertà energetica, conta 2,2 milioni di famiglie italiane (8,5%) che non possono permettersi i servizi di riscaldamento, raffreddamento, illuminazione, gas per cucinare nelle abitazioni e l’opportunità di accesso alle risorse energetiche, ossia vivono in condizioni di povertà energetica.

La complessità del quadro economico attuale emerge anche dall’indagine effettuata da Ipsos per Banco dell’energia (l’ente filantropico nato per sostenere le famiglie che si trovano in una situazione di vulnerabilità economica e sociale con un focus sulla povertà energetica) e presentata in occasione della plenaria del primo dicembre, ad un anno dalla presentazione del Manifesto Insieme per contrastare la povertà energetica.

Nello specifico, come riporta “Milano Finanza”, l’aumento dei prezzi preoccupa oltre otto italiani su dieci anche perché più o meno la stessa percentuale ha riscontrato aumenti nei costi dell’energia, di gas e carburanti, oltre che dei prodotti alimentari. Di conseguenza, quasi la metà degli intervistati crede che gli italiani ridurranno i propri consumi energetici durante la stagione invernale.

Il fenomeno della povertà energetica è sempre più diffusa, riguardando circa nove milioni di italiani, e per combatterlo servono “interventi ad ampio spettro sia sulle bollette che in merito al contrasto del lavoro povero mediante il taglio del cuneo fiscale”.

La legge di bilancio, siglata dal governo Meloni e in esame in Parlamento, si muove in questa direzione, spiega la viceministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Maria Teresa Bellucci. Ha infatti previsto 20 miliardi di euro sui 35 complessivi per mitigare gli effetti del caro-energia su famiglie e imprese, mentre 4 miliardi per affievolire la pressione del fisco sui redditi fino a 35mila euro.

Allo stesso tempo risultano determinanti le iniziative solidali e di settore come quelle promosse sul territorio dal Banco dell’Energia. Alle numerose iniziative già attive si aggiungono una collaborazione con la Comunità di Sant’Egidio nella città di Roma e un’altra con la Croce Rossa Italiana.

Per di più, Edison ha deciso di entrare nel cda della Fondazione, convinta che l’attuale situazione di emergenza energetica richieda una risposta di sistema che impegni tutti gli operatori del settore in un’ottica di lungo periodo.