Polonia: “Germania e Francia sfruttano la guerra in Ucraina per eliminare le votazioni all’unanimità nell’UE”

L’eurodeputato Jacek Saryusz-Wolski mette in guardia dalle sornione strategie Franco-Tedesco

Berlino e Parigi stanno cercando di usare la guerra in Ucraina al fine di cambiare il sistema dell’Unione Europea e rafforzare la loro posizione e il loro potere“.

A dichiararlo è Jacek Saryusz-Wolski, eurodeputato polacco del partito di PiS.

Le sue parole sono state una reazione al fatto che Germania e Francia hanno vincolato il loro consenso all’allargamento della Comunità all’abolizione del veto nelle votazioni del Consiglio e all’ulteriore centralizzazione del potere nell’Unione.

Continua poi il politico:

La guerra russa contro l’Ucraina mette all’ordine del giorno la sua ammissione nell’UE con maggiore urgenza di quanto sarebbe stato senza la guerra. A questo punto, Berlino e Parigi vogliono ottenere il meglio per sé, cioè cambiare il sistema dell’Unione. L’idea è quella di creare un superstato dell’UE. Alcuni avranno la possibilità di esprimersi e altri ne saranno privati“.

Saryusz-Wolski sottolinea poi che il piano di Berlino e Parigi prevede nelle proposte massimaliste l’eliminazione del veto ovunque sia ancora in vigore, in 63 casi, e non solo in politica estera, sicurezza e fiscalità.

Inoltre, prevede il trasferimento delle competenze dell‘Unione dal livello degli stati membri a quello dell’Unione in undici settori, tra cui la politica estera, la cultura, la protezione del clima, ecc. Saryusz-Wolski sottolinea che attualmente tutti coloro che non dimostrano entusiasmo per l’idea di un superstato sono soggetti a varie pressioni all’interno dell’Unione.

Tavares: Ue ristabilisca parità con Cina

Il Ceo di Stellantis invita l’Ue a proteggere l’industria europea.
I regolamenti europei favoriscono i cinesi.

Carlos Tavares pensa che sia ragionevole che l’UE protegga l’industria europea dalla concorrenza ed in particolare da quella delle aziende cinesi.

Secondo il numero uno di Stellantis sarebbe auspicabile oltre che ragionevole per garantire una sorta di parità.

Attualmente, secondo il CEO del gruppo automobilistico, i cinesi si trovano in una situazione di privilegio a causa dei regolamenti europei.

Come riporta Motorionline, Tavares ha dichiarato quanto di seguito:

Servirebbero delle protezioni da parte dell’Ue per l’industria europea dell’auto, almeno in questa fase di transizione“.

Il numero uno di Stellantis ha anche ricordato la recente apertura della prima Gigafactory della sua azienda grazie alla partnership con Total e Mercedes a Douvrin in Francia.

A questa ne seguiranno altre due a Kaiserslautern in Germania e a Termoli in Italia.

Secondo Tavares in questa maniera ha inizio una nuova fase in cui l’obiettivo sarà quello di produrre in Europa il 23% delle celle delle batterie.

Infine il CEO di Stellantis ha parlato di una vera e propria sfida industriale per il suo gruppo che da qui al 2030 lancerà 65 auto elettriche sul mercato.

È una trasformazione darwiniana”, ha concluso l’amministratore delegato del produttore nato dalla fusione di Fiat Chrysler e PSA Groupe.

La Polonia sarà la prossima superpotenza europea?

Fonti diverse, analisi analoghe.
Uscito dalla gabbia del comunismo, il Paese è cresciuto in maniera esponenziale.

La Polonia potrebbe essere la prossima superpotenza europea?

Forse è una previsione azzardata, o quantomeno è presto per dirlo, ma i numeri non sarebbero così lontani dall’ipotesi.

Come riporta il The Daily Digest, infatti, il giornalista Johnson dichiara quanto di seguito:

“Quando ho visitato la Polonia come corrispondente del Telegraph per l’Europa dell’Est nel 1989, le sue città erano squallide, decadenti e circondate da orrendi edifici di epoca comunista. I negozi erano vuoti, le aspettative erano minime e la vita era dura”.

Il giornalista aggiunge, però, che oggi la situazione è molto diversa. Si potrebbe dire drasticamente diversa.

Da quando la Polonia è uscita dal blocco dei Paesi appartenenti all’ex Unione Sovietica, ha vissuto una crescita sbalorditiva sotto tutti i punti di vista.

In pochi anni è passata da Paese del secondo mondo alla fascia dei Paesi considerati sviluppati ed industrializzati, ovvero nella stessa fascia di Italia, Germania, Francia e tutti gli altri Stati che consideriamo primo mondo: l’attuale governo di Diritto e Giustizia (PiS), che è al secondo mandato, lo rivendica come uno dei propri successi più grandi.

La disoccupazione, negli ultimi anni, ha raggiunto i minimi storici facendo invidia a tutto il mondo toccando addirittura punti inferiori al 3%.

Già nel 2014 Il Sole 24 ore dava la Polonia come il miglior Paese al mondo dove investire per rapporto qualità-prezzo nei futuri 5 anni e l’analisi ha trovato conferme con la realtà.

Anche i più sportivi possono ricordare quanto la Polonia si sia evoluta in fretta: già nel 2012, infatti, vinse la “gara” per ospitare i campionati europei di calcio grazie ad un punteggio superiore agli altri Paesi che si erano candidati per ospitarli, tra cui anche l’Italia.

Riprendendo la disamina di Johnson, possiamo leggere ancora:

“Eppure, in nessun altro luogo dell’impero sovietico il potere del popolo ha prevalso in modo così trionfale come in Polonia. La terra delle cause perse è diventata l’avanguardia della libertà e della prosperità”.

Secondo i dati della London School of Economics, l’economia polacca è emersa con forza dalla pandemia di Covid-19, ma non è certo una sorpresa, considerato che il Paese è in costante crescita da molti anni.

Infatti, fino all’insorgere della pandemia, l’economia polacca aveva registrato una crescita costante per 28 anni, come osservava un articolo del Financial Times pubblicato nell’ottobre 2019 in cui si analizzava la situazione finanziaria del Paese subito dopo la rielezione del partito Diritto e Giustizia.

Beata Javorcik, all’epoca capo economista della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, dichiarava “La Polonia è il simbolo di una transizione riuscita” ed aggiunge che nel giro di 30 anni la Polonia è passata dall’essere un Paese con carenze in quasi tutti i settori a uno che stava “entrando nel club dei Paesi ricchi“.

Avvalendosi dei dati elaborati dalla Banca Mondiale, il leader del partito laburista Keir Starmer prevede che la Polonia, con una crescita media annua del 3,6%, supererà la Gran Bretagna entro la fine del decennio, come riportato da Sky News nel febbraio 2023.

Inoltre, i recenti fatti geopolitici hanno spinto la Polonia ad incrementare le proprie forze armate, con l’obiettivo di raggiungere le 300.000 unità entro il 2035, contro le 170.000 della Germania, secondo quanto riportato da Politico.

Legato a quanto sopra, la posizione geografica fa attualmente della Polonia il più importante partner europeo degli Stati Uniti.

Elkann: Stellantis non ha bisogno dell’Italia come azionista

Elkann: “Stellantis sta andando molto bene”.
Il governo francese detiene circa il 6% del gruppo.

John Elkann, presidente di Stellantis, ha risposto agli appelli delle lobby commerciali affinché l’Italia investa direttamente nella società.

Elkann ha chiarito che Stellantis sta andando bene e non ha bisogno che il governo italiano diventi azionista.

Come riporta Investing.com, le sue parole sono state le seguenti:

Penso che gli Stati investano nelle aziende quando queste vanno male. E Stellantis sta andando molto bene“.

Il governo francese, ex investitore di PSA che nel 2021 si è fusa con Fiat Chrysler per formare Stellantis, è considerato un azionista rilevante” del gruppo con una quota del 6% circa.

Il presidente Elkann, che è anche amministratore delegato della società di investimento Exor (che è il maggiore azionista di Stellantis con una quota del 14%), ha affermato che la posizione della Francia come azionista di Stellantis è giustificata dalle sfide affrontate da PSA in passato, che hanno richiesto l’intervento del governo francese.

Le azioni di Stellantis erano in rialzo dell’1,44% nelle recenti contrattazioni di mercato.