Von der Leyen: 70% dell’Europa vaccinata entro l’estate

Limitare il virus e stabilizzare le forniture di vaccini le priorità.
“Scelta giusta restare nell’Ue”.

In un’intervista rilasciata a “Repubblica”, la presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, si è mostrata assolutamente fiduciosa del piano anti-covid e degli strumenti messi in campo per attuarlo.

Le priorità sono quelle di limitare l’espandersi del virus e garantire un adeguato approvvigionamento ai vaccini.

L’obiettivo è quello di vaccinare il 70% dei cittadini europei entro l’estate.

Più precisamente, sostenendo che il tutto sarà possibile solo grazie al coordinarsi come Unione europea, le sue parole sono state le seguenti:

“Sono estremamente fiduciosa. Ora siamo concentrati a fare di tutto per ridurre la diffusione del virus aumentando e stabilizzando le forniture dei vaccini. Sono profondamente convinta che capiremo tutti che l’approccio giusto era di stare insieme come Unione europea.”

Bruciato il portone dell’Iss

Il rogo è doloso. il ministro Speranza: “atto intimidatorio inaccettabile”.
Il presidente Brusaferro “massima attenzione e vigilanza”.

Erano circa le 20:00 del 13 marzo, quando il portone del palazzo di viale Regina Elena 299 è stato dato alle fiamme.

È un chiaro di protesta contro la gestione del Covid-19, che il ministro della Salute Roberto Speranza commenta come un “atto intimidatorio inaccettabile”.

Il rogo è stato spento da una pattuglia dei carabinieri che era nella zona; e proprio i carabinieri hanno preso visione dei filmati delle telecamere, dai quali si vede una persona che indossa un soprabito lungo, tipo piumino, colore chiaro, un cappello e la mascherina. La si vede salire le scale con due borse, una in una mano e una nell’altra; poi la si vede lasciare una delle due davanti al portone.

Al momento la Procura di Roma ha avviato una indagine in cui si ipotizza il reato di incendio doloso. Il fascicolo è stato affidato al pm di turno ma non è escluso che possa finire presto sulla scrivania del pool di magistrati che si occupano dell’antiterrorismo.

Sull’accaduto sono intervenuti anche il presidente dell’Iss, Silvio Brusaferro, ed il direttore, Andrea Piccioli, con una comunicazione interna ai dipendenti:

Oltre ai sistemi di sorveglianza ed allerta già in essere, raccomandiamo a tutti massima attenzione e vigilanza”.

Cina: produzione industriale +35,1%

Il confronto annuo è vertiginoso e si aggiunge al +7,3% di dicembre.
Adottereste il “credito sociale”?

Mentre tutto il mondo arranca, la Cina vola.

Dopo aver chiuso dicembre con un +7,3% ed il consensus degli analisti fissato a +30%, il Paese del dragone fa registrare una ripresa straripante: +35,1% in ottica di confronto annuo sul bimestre gennaio-febbraio dell’anno precedente.

A spingere la ripresa sono stati, soprattutto, i settori della produzione mineraria, del manifatturiero e dell’utility.

Curioso come sia proprio lo il Paese da dove è nata la pandemia di Covid-19 che stiamo vivendo a far registrare il miglior risultato economico, se non addirittura l’unico positivo.

Proprio in Cina, infatti, ormai da tempo si è tornati ad uno stile di vita sostanzialmente pre-covid, con le persone che riempiono stadi e locali.

A detta del governo, la strategia vincente per uscire dal Coronavirus è stata quella di costruire un sistema di monitoraggio totale dei cittadini che, partendo da un punteggio base uguale per tutti, ottengono o perdono punti a seconda dei comportamenti da loro stessi adottati.

Questo sistema prende il nome di “credito sociale” ed il prezzo da pagare è quello di rinunciare completamente alla privacy (approfondimento con breve video al link): sareste disposti? O è stata la scusa che ha dato il via libera al controllo totale dei cittadini?

Disney chiude 60 negozi e spinge l’online

Young: “La pandemia ha cambiato le abitudini”.
Si parte con le chiusure dei negozi del Nord America.

Sono almeno 60, i negozi che Disney chiuderà per puntare sull’online.

Dopo i recenti tagli al personale fatti a causa della crisi dovuta al Covid-19 (approfondimento al link), ora la multinazionale dell’intrattenimento annuncia altre chiusure.

Sostenendo che il passaggio all’e-commerce prevede una maggiore integrazione con le app, le piattaforme social ed i parchi a tema, Disney ha dichiarato di voler rendere la sua attività di e-commercepiù fluida, personalizzata e incentrata sul franchising attraverso la sua piattaforma di vendita shopDisney”.

Intervenuta sul tema, la presidente dei giochi e dell’editoria Disney Stephanie Young, ha dichiarato quanto di seguito:

“La pandemia globale ha cambiato ciò che i consumatori si aspettano da un rivenditore e i consumatori sono spostati verso lo shopping online, dove trascorrono molto del loro tempo.”

Allo sviluppo della piattaforma, seguirà l’integrazione con le app mobili dedicate ai suoi clienti dei parchi di divertimento ed il tutto sarà affiancato dalla creazione di nuovi prodotti di abbigliamento per adulti, di streetwear, di prodotti per la casa e di altri prodotti, ovviamente tutti targati Disney.

Per il momento il gruppo non ha definito con esattezza l’ubicazione dei siti interessati alla chiusura; dei 300 Disney Store totali però, si sa che si comincerà da quelli del Nord America.

Non è stato inoltre precisato il numero dei licenziamenti, forse in attesa di fare un calcolo compensativo con i posti di lavoro che verranno creati e che saranno necessari alla strategia decisa, o forse più semplicemente per pubblicare sgradite notizie: poco tempo fa, infatti, il gruppo aveva prima dichiarato di dover effettuare 28.000 licenziamenti per poi effettuarne 32.000.

La rivoluzione del modello di business trova radici nelle conseguenze della crisi che, da una parte, hanno drasticamente ridotto le aperture di parchi e negozi facendo precipitare i guadagni della Disney e, dall’altra, ha fatto registrare notevoli incrementi di introiti dalle piattaforme online.

Vaccino: Draghi in pressing su von der Leyen, Ema valuta Sputnik V

Il nuovo premier italiano vuole un’accelerazione del piano vaccinale e telefona alla presidente della CE.
L’agenzia europea del farmaco valuta il vaccino russo.

Al centro della conversazione telefonica avvenuta tra Mario Draghi, nuovo premier italiano, ed Ursula von der Leyen, presidente della Commessione europea, vi era la risposta sanitaria al Covid-19.

Stando a quanto riportato dall’AGI, più precisamente, l’obiettivo è velocizzare la vaccinazione a livello europeo.

In seconda battuta sono stati anche affrontati i temi del Recovery Fund e del problema inerente ai flussi migratori, per i quali si punta ad una maggiore proporzionalità tra responsabilità e solidarietà degli Stati Membri dato che le precedenti politiche attuate da Pd e M5S si erano rivelati solo reclami elettorali privi di effetti concreti. Difficile, di contro, chiedere qualcosa in più dato che era stata Emma Bonino, al tempo ministro degli Esteri del governo Letta, a chiedere che tutti gli sbarchi avvenissero e fossero gestiti in Italia ed ora è complicato tornando indietro modificando l’accordo.

La presidente della Commissione europea, in merito alla telefonata avvenuta con Draghi, in un tweet ha dichiarato quanto di seguito:

Lieta di aver parlato stasera con il premier Draghi. Abbiamo discusso della cooperazione sulla produzione e consegna del vaccino. Attendiamo con impazienza il vertice globale sulla salute del G20 a maggio. E abbiamo parlato dei lavori preparatori sul piano di Recovery dell’Italia nell’ambito di Next Generation Eu.

Proprio sul vaccino, l’Ema (agenzia europea del farmaco) ha dato il via alla valutazione di Sputnik V, al fine di analizzare la conformità del vaccino russo ai consueti standard Ue di efficacia, sicurezza e qualità.

Mosca, da parte sua, dichiara di essere “Pronta a fornire vaccini per 50 milioni di europei”. Nel frattempo, sempre dall’Ema, si è in attesa della decisione che dia il via libero o meno al prodotto di Johnson&Johnson, prevista per l’11 marzo.