Polonia, dichiarazione patrimoniale di Tusk: nessun immobile

Il Premier dichiara 3 pensioni, stipendio, indennità parlamentare, diritti d’autore e risparmi in due valute.
Non dichiara nessun immobile o auto, solo un orologio.

L’ufficio del Sejm polacco (Parlamento) ha pubblicato la dichiarazione patrimoniale del primo ministro Donald Tusk.

Il Primo Ministro riceve tre pensioni, dalla Commissione Europea (quasi 70 mila euro), dall’Istituto delle assicurazioni sociali (ZUS, 133 mila złoty) e dal Belgio (meno di 2.500 euro).

Le entrate supplementari del Primo Ministro provengono dallo stipendio ricevuto dall’Ufficio del Presidente del Consiglio dei Ministri (oltre 280 mila zloty) e dall’indennità parlamentare, che ha superato i 45 mila złoty.

Nella dichiarazione sono state indicate anche entrate provenienti da diritti d’autore, per un valore superiore a 20.000 złoty. Il Primo Ministro ha inoltre dichiarato i risparmi in due valute: 220.000 złoty e 290.000 euro.

Rispetto all’anno scorso, i risparmi in złoty sono aumentati di circa 100.000 złoty. Tusk possiede anche un’assicurazione sulla vita del valore di 300 mila złoty e due altre assicurazioni (sulla vita e sulla sopravvivenza), ciascuna del valore di 70 mila złoty.

Dalla dichiarazione patrimoniale risulta che il politico non possiede né una casa né un appartamento né un’auto, ma solo un orologio (un Grand Seiko GMT). L’immobile di Sopot di proprietà di Donald Tusk, ad esempio, è stato trasferito alla moglie, pertanto non risulta nella documentazione del Sejm.

Orban: questa non è l’Europa che ci era stata promessa. È ora di occupare Bruxelles

Il premier ungherese attacca le politiche europee.
Immigrazione, politiche green e globalismo ci hanno distrutto.

Viktor Orbán, premier ungherese, ha fatto una sintesi di tutti i danni apportati dall’Ue, che non è affatto quella che ci era stata promessa.

Più precisamente, nel intervento, dice quanto di seguito:

“Questa non è l’Europa che ci era stata promessa. Bruxelles ha dirottato il nostro futuro. Le migrazioni di massa hanno distrutto la sicurezza pubblica, i dogmi ambientalisti hanno distrutto la prosperità e i governi globalisti ci stanno deludendo. È ora di occupare Bruxelles!“

Merz: il debito comune in Ue deve restare un’eccezione

Tradotto: le eccezioni si fanno solo se fa comodo alla Germania.
Poi sui dazi, spingendo la globalizzazione: “Sono fermamente convinto che l’azzeramento dei dazi sia la soluzione migliore”.

“Ci saranno sicuramente alcune divergenze di opinione” sul nuovo bilancio Ue, “non cambierò la posizione del governo federale tedesco sulle possibilità di indebitamento dell’Ue. Quelle devono restare eccezioni“.

Lo ha detto il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, in conferenza stampa a Bruxelles con il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa. “Ci sono state delle eccezioni in passato“, ma “non si può giustificare il ricorso al debito comune troppo spesso“, ha spiegato, indicando che “ci sono divergenze tra la Germania, alcuni Paesi nordici e altri Stati membri” e anche con “la Francia“, ma “ne parliamo in modo costruttivo“. “La mia opinione personale” è che “preferiremmo non vedere alcun dazio. Abbiamo avuto un periodo con aliquote tariffarie molto basse, leggermente diverse tra l’Ue e gli Stati Usa e per le diverse categorie di prodotti. Ma sono fermamente convinto che l’azzeramento dei dazi sia la soluzione migliore e che il riconoscimento reciproco degli standard tecnologici ne sia parte integrante” ha detto Merz rispondendo alla domanda se avere dazi al 10% da parte degli Stati Uniti sia una condizione accettabile per l’Ue.

“Stiamo effettuando controlli più intensi alle frontiere. Stiamo effettuando controlli più o meno come durante gli Europei di calcio dell’anno scorso. Continueremo anche a respingere le persone. Ma tutto questo è in linea con il diritto europeo” ha poi detto Merz, evidenziando che “nessuno” a Berlino “ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale” in materia di immigrazione e respingendo così le affermazioni contenute in un articolo pubblicato dal quotidiano die Welt.

Merz, come riporta infine Ansa, ha ribadito a più riprese che il controllo dell’immigrazione irregolare è una delle priorità del suo nuovo governo e i controlli severi non sono “un’iniziativa isolata della Germania“. “Siamo coordinati con i nostri vicini europei“, ha assicurato.

Ue: approvati i dazi del 25% agli Usa

Le tariffe si applicheranno in 3 tranche.
L’Ungheria l’unica ad aver votato conto.

Via libera dell’Unione europea alla lista dei controdazi che Bruxelles metterà in campo per rispondere agli Usa.

Le tariffe, che per la gran parte dei prodotti saranno del 25%, si applicheranno in tre tranche: la prima dal 15 aprile, la seconda dal 16 maggio, la terza dal primo dicembre.

Il via libera è arrivato nella cosiddetta Comitatologia, procedura che la partecipazione dei rappresentanti dei Paesi membri nel rilasciare un parere formale a atti di esecuzione della Commissione.

Come riporta Ansa, l’unica ad aver votato contro è l’Ungheria.

L’Ue invita al-Shara alla conferenza dei donatori

L’invito al presidente siriano ad interim desta perlomeno sospetti.
La conferenza avverrà il 17 marzo a Bruxelles.

La Commissione europea ha invitato il presidente siriano ad interim Ahmad al-Sahra ad una conferenza dei donatori a Bruxelles il 17 marzo.

A riportare la notizia è Giubberosse.new, citando la fonte Anadolu.

Da questo tipo di relazioni, non è difficile capire chi ci fosse dietro gli attacchi che hanno fatto crollare il governo di Bashar al-Assad, presidente che era stato ripetutamente confermato con preferenze superiori al 90% (approfondimento al link).