Le sanzioni alla Russia non includono i diamanti

Nel mirino anche le società cinesi ma non i beni di lusso.
Polemiche della Polonia sulla decisione dell’Ue.

Chiederemo alla Commissione europea perché il progetto del prossimo pacchetto di sanzioni dell’Unione Europea non include i diamanti provenienti dalla Russia e le restrizioni per la Bielorussia”.

Questo è quanto ha dichiarato l’Ambasciatore permanente della Polonia presso l’UE Andrzej Sadoś.

La Commissione europea ha presentato agli Stati membri dell’UE il progetto dell’undicesimo pacchetto di sanzioni dell’UE contro la Russia e, tra le altre cose, prevede di applicare restrizioni a ulteriori persone e entità coinvolte nell’aggressione della Russia contro l’Ucraina.

Secondo il progetto, le società cinesi sarebbero sanzionate per aver aiutato la Russia nella guerra.

Come riporta Polonia Oggi, Sadoś ha dichiarato quanto di seguito:

Il progetto risponde in parte alle richieste della Polonia riguardo alle nuove sanzioni, tra cui quelle contro le persone responsabili delle deportazioni illegali di bambini ucraini in Russia”.

Lo stesso ha aggiunto che la Polonia intende chiedere non solo le sanzioni sui diamanti russi, ma anche il meccanismo del prezzo massimo per il petrolio russo, il cui prezzo massimo sarebbe stato abbassato, ma ciò non è avvenuto.

Verrà anche sollevata la questione dell’importazione di prodotti agricoli russi e delle sanzioni contro la Bielorussia.

L’ambasciatore ha poi continuato:

È attualmente la più grande lacuna nel sistema di sanzioni. Le sanzioni contro la Bielorussia sono state imposte per le elezioni falsate, le repressioni, il sequestro dell’aereo, ma finora, nonostante gli appelli polacchi ripetuti, l’UE non ha imposto sanzioni a Minsk per il suo coinvolgimento diretto e indiretto all’aggressione russa in Ucraina”.

Ha aggiunto che la Polonia non accetterà alcun allentamento delle sanzioni verso la Bielorussia attualmente vigenti:

Oggi non c’è carenza di fertilizzanti potassici in nessun luogo del mondo. Il potassio bielorusso è stato sostituito dalla produzione in Paesi africani o in Canada. Non possiamo accettare, sotto il pretesto della sicurezza alimentare, il disgelo dei beni degli oligarchi coinvolti nel commercio di alimenti o fertilizzanti”.

I colloqui a Bruxelles in merito si terranno mercoledì.

Russia: inaccetabili richieste ucraine di ritirarsi dal Paese

Grushko: “negoziati devono tenere conto della situazione sul campo”.
“Addestramento intensivo al combattimento” in Bielorussia.

Il governo russo ha definito “inaccettabile” la richiesta di un ritiro delle truppe dall’Ucraina al fine di avviare colloqui di pace per porre fine alla guerra.

Il vice ministro degli Esteri russo Alexander Grushko, più precisamente, ha dichiarato quanto di seguito:

Tali condizioni sono inaccettabili. Il nostro presidente ha ripetuto più volte che siamo pronti a negoziare, ma questi negoziati devono tenere conto della situazione sul campo”.

Inoltre, stando all’agenzia di stampa russa “Interfax“, il ministero della Difesa ha confermato che le truppe dislocate in Bielorussia stanno conducendo un “addestramento intensivo al combattimento” presso le strutture delle forze armate bielorusse.

La nota, infatti, riporta:

Le lezioni sull’addestramento e sul coordinamento delle unità di combattimento si tengono giorno e notte. Nelle strutture di addestramento, i militari del Distretto Militare Occidentale migliorano il tiro, la guida di veicoli militari, seguono un corso di psicologia e studiano le abilità mediche e altre discipline“.

Bielorussia avverte: mezzo milione di addestrati pronti a intervenire

Nel caso in cui il conflitto in Ucraina dovesse estendersi pronto il supporto a Putin.

Il Ministero della Difesa bielorusso ha avvertito venerdì di avere a disposizione circa mezzo milione di reclute addestrate e pronte a entrare in azionese necessario” in caso di un’escalation del conflitto in Ucraina.

Stando a quanto riporta l’agenzia di stampa russa “TASS”, il ministero avrebbe dichiarato quanto di seguito:

Una risorsa di 500.000 reclute militari potrebbe unirsi alle Forze Armate bielorusse, se necessario, e stiamo parlando di una riserva addestrata“.

Il ministro della Difesa bielorusso Viktor Jrenin ha inoltre annunciato l’arrivo nel Paese dei missili Iskander e dei sistemi di difesa aerea S-400, che saranno presentati a ottobre. Entrambi i sistemi sono stati acquistati dalla Russia nel maggio di quest’anno, come annunciato dal presidente bielorusso Alexander Lukashenko.

Questa settimana Lukashenko ha confermato apertamente che il suo governo sta partecipando all’offensiva militare russa in Ucraina, dopo mesi di sforzi per sminuire la misura in cui è legato all’invasione ordinata a febbraio dal suo alleato, il presidente russo Vladimir Putin.

Il presidente bielorusso, che attualmente si trova a San Pietroburgo per il vertice informale dei capi di Stato della Comunità degli Stati Indipendenti – l’entità sovranazionale formata nel 1991 dalla Russia e dai Paesi satelliti subito dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica – ha anche detto che sta discutendo con Putinuna risposta appropriata” alle dichiarazioni del governo polacco che potrebbe proporre di trasferire nel Paese le armi del deterrente nucleare statunitense.

Come riporta “News 360”, Lukashenko sarebbe intervenuto come di seguito:

Avete già sentito dichiarazioni sul trasferimento degli arsenali nucleari in Polonia. Penseremo a come rispondere a questa situazione. Nessuno deve preoccuparsi, tutto andrà bene“.

Il presidente polacco ha insistito sul fatto che la richiesta era ancora in fase di esame e che non aveva rilasciato una dichiarazione formale in merito, dichiarando su “Gazeta Polska”:

La questione è in sospeso“.

Mosca: nuove basi militari in risposta ad allargamento Nato

Kiev: “siamo nella fase più sanguinosa”.
Draghi: da Putin solo risposte negative alle richieste di pace. È vero?

La guerra in Ucraina entra nel suo 86esimo giorno, con l’offensiva russa che prosegue la sua corsa. Mosca annuncia che risponderà con nuove basi militari all’allargamento dell’Alleanza Atlantica, mentre Zelensky accusa Mosca di aver trasformato la regione del Donbass in un “inferno” e rende noto che nella notte le truppe del Cremlino hanno colpito il villaggio di Desna (vicino al confine con la Bielorussia) provocando “molti morti“.

Come riporta “Tgcom24”, secondo l’intelligence ucraina, la Russia “mobilita tutti, anche i disabili”. Draghi dice che da Putin ha avuto solo “risposte negative” alle sue richieste di pace e di cessate il fuoco, ma dal Cremlino arriva qualche segnale di apertura.

Il più significativo riguarda il primo colloquio dall’inizio dell’invasione tra il suo capo di Stato maggiore, il generale Valery Gerasimov, e l’omologo americano Mark Milley. E c’è anche una disponibilità a riprendere i negoziati con Kiev.

Al contrario, però, va segnalato che Russia ed Ucraina si sono già sedute al tavole delle trattative più di una volta (sia in Bielorussia che in Turchia) e proprio quando si pareva essere vicini ad un accordo che portasse al cessate il fuoco, è intervenuta la Nato imponendo all’Ucraina di non firmare i concordati di pace e di proseguire nel conflitto, inviando ulteriori aiuti economici e militari.

Polonia: si lavorerà 24h al giorno per costruire la barriera con la Bielorussia

I lavori inizieranno entro la fine dell’anno.
180 km d’acciaio e filo spinato per 5,5 metri d’altezza.

Il ministro polacco degli affari interni e dell’amministrazione, Kamiński, ha twittato che la Polonia lavorerà 24 ore al giorno per costruire una barriera al confine con la Bielorussia, visti le recenti tensioni ed i problemi legati all’immigrazione di massa dal Paese di Lukashenko verso quello di Morawiecki, dove i migranti continuano i tentativi di forzare la frontiera con la forza a Kuźnica, dove hanno lanciato verso poliziotti e soldati polacchi pietre e bombe carta ottenendo una risposta tramite cannoni ad acqua da parte della milizia polacca.

Come riporta Gazzetta Italia, giornale bi-lingue italo-polacco con sede a Varsavia, i lavori inizieranno entro la fine dell’anno ed il loro completamento è previsto entro la metà del 2022.

Il progetto prevede la costruzione di una barriera in acciaio lunga 180 chilometri ed alta 5,5 metri, con all’estremità superiore l’aggiunta di filo spinato.

Non solo. Alla frontiera saranno installati sensori di movimento e telecamere con rilevamento diurno e notturno.

La recinzione avrà luogo in Podlachia, mentre il fiume Bug offre una barriera naturale.

Proprio a causa degli eventi, dal 2 settembre è in vigore lo stato di emergenza in 183 località situate nei voivodati di Lublino e Podlachia; secondo il decreto legislativo preliminare lo stato di emergenza è stato introdotto per 30 giorni ma a fine settembre è stato prorogato di altri 60.