Trump lancia Stargate: 500 miliardi di investimenti in AI

Investimento iniziale di 100 miliardi da parte di Softbank, Oracle e OpenAI.
Se il progetto ha successo arriveranno altri licenziamenti come in BP e banche?

Donald Trump annuncia un maxi-investimento fino a 500 miliardi di dollari nell’intelligenza artificiale.

Il presidente Usa svela ‘Stargate‘, la joint-venture di Softbank, Oracle e OpenAI per investire nell’infrastruttura necessaria per l’IA.

Come riporta Ansa, i tre colossi si impegnano a investire inizialmente 100 miliardi di dollari con l’obiettivo di salire fino a 500 miliardi in quattro anni.

Si spera però che, poi, l’AI porti benefici e non altri tagli ai posti di lavoro come recentemente successo in BP, colosso petrolifero che ridurrà subito la forza lavoro di 7.700 dipendenti più altri in futuro (approfondimento al link), e per le mansioni di banche, dove verranno licenziate 200mila persone sostituite dai bot (approfondimento al link).

Amazon, Meta e Nvidia contro Biden

Dopo le critiche di Zuckerberg e Bezos all’amministrazione Biden, arrivano anche quelle del colosso tecnologico.

Non bastavano Jeff Bezos (proprietario di Amazon) e Mark Zuckerber (fondatore di Meta che comprende Facebook ed Instagram), che alla luce delle ultime elezioni americane hanno trovato tempo e modo per posizionarsi dalla parte di Donald Trump, ora arrivano anche le critiche di Nvidia.

Come riporta Il Sole 24 Ore, infatti, con un post sul blog ufficiale l’azienda ha bocciato apertamente l’ultima mossa dell’amministrazione democratica uscente: una legge sull’export dei chip per l’intelligenza artificiale che mina le certezze dei produttori di semiconduttori.

Nvidia aveva significativamente incrementato le spese di lobbying a Washington ed ora, proprio a causa delle restrizioni della nuova legge fatta dal governo Biden, si ritrova ad essere autorizzata alla vendita verso la Cina solo delle versioni meno performanti dei chip per l’AI.

AI pronta a sostituire 200mila dipendenti nelle banche

Tagli medi del 3% del personale.
Back office la posizione più a rischio ma anche altre sono sotto esame.

La tecnologia non ha solo benefici.

Dopo aver recentemente assistito ai tagli dichiarati dal colosso petrolifero BP scelti dall’intelligenza artificiale (approfondimento al link), ora uno studio di Bloomberg Intelligence, ripreso poi da Il Sole 24 Ore, rivela che l’AI è pronta sostituire 200.000 dipendenti nelle banche entro 5 anni.

Per quelli che invece non verranno licenziati, comunque vi sarà una novità: la maggior parte degli Istituti bancari, infatti, sta richiamando in ufficio la forza lavoro attualmente impiegata con modalità di Smart Working.

Lo studio continua indicando che, in media, è previsto un taglio pari al 3% dei posti di lavoro e che tra le posizioni che più a rischio sono quelle di back office; tuttavia, l’assistenza clienti subirà variazioni variazioni a causa dell’utilizzo dei bot ed anche le mansioni legate alla conoscenza dei clienti sono sotto esame.

Borsa 2025: dove investire?

Ecco i settori su cui puntare e quelli invece da evitare.
La classifica dei primi e degli ultimi cinque.

Ecco, secondo Il Sole 24 Ore, i settori sui quali investire nel nuovo anno: finanza, tech e pharma ai primi posti; da evitare, invece, auto, energia ed immobiliare.

Più precisamente, in merito ai settori sui quali investire, al primo posto troviamo la tecnologia, al secondo la finanza, al terzo la farmaceutica, al quarto le utilities ed al quinto posto l’industria.

Al contrario, la classifica dei settori da evitare vede al primo posto l’automotive, al secondo i beni di consumo discrezionali (beni e servizi non essenziali), al terzo l’energia, al quarto l’immobiliare ed al quinto posto i beni di consumo primari.

Smartphone 2024: il mercato premia qualità e durabilità. Apple domina con margini record nella rivendibilità

L’indice WeFix.it ha analizzato oltre 40 nuovi modelli lanciati nel 2024.
L’iPhone 16 Pro mantiene oltre il 70% del valore dopo 12 mesi,
mentre il segmento medio soffre con perdite fino al 60%.

Il mercato degli smartphone nel 2024 ha visto il lancio di oltre 40 nuovi modelli, con una distribuzione che ha premiato i produttori più attivi: Xiaomi in testa con oltre 10 dispositivi, seguita da Samsung con nove nuovi modelli e un terzetto composto da Apple, Google e Honor con quattro device ciascuno. Secondo l’analisi svolta da WeFix.it, attraverso il sistema di monitoraggio WeFix.it Index* che ha esaminato svalutazione, assistenza tecnica, durabilità e valore residuo sul mercato dell’usato attesi dei modelli lanciati nel 2024, emerge un quadro dove solo il 16,6% dei dispositivi ha ottenuto un punteggio superiore a 7 su 10, evidenziando un divario crescente tra fascia premium e segmento medio-basso del mercato.

«Il dato più significativo del 2024 riguarda la tenuta del valore nel tempo –spiega Walter Ruggeri, responsabile del dipartimento statistico di WeFix.it-. L’iPhone 16 Pro si distingue con un voto di svalutazione di 9,72, seguito dal Pro Max con voto 9,02 e dal modello base con 8,99. Questi numeri certificano come gli investimenti in ricerca e sviluppo di Apple e il valore del marchio si traducano in un valore tangibile per i consumatori».

Nel segmento Android, il Samsung Galaxy Z Flip 6 conquista la leadership con un voto accorpato di 7,43, distinguendosi particolarmente nel parametro della durabilità (8,63) e della rivendibilità (7,92). Segue l’OPPO Find X8 Pro con 7,18 punti, premiato soprattutto per uno dei migliori bilanciamenti tra costo di assistenza in caso di necessità rispetto al valore del dispositivo (7,72) e la robustezza costruttiva (8,17). Completa il podio dei migliori Android lo Xiaomi 14 Ultra che, con voto 7,03, si fa notare per l’ottima durata della batteria e la resistenza generale all’usura (8,90).

«Il mercato 2024 ha segnato un punto di svolta nella percezione della qualità –precisa Ruggeri-. I consumatori mostrano una crescente attenzione alla longevità dei dispositivi e alla qualità dell’assistenza post-vendita. Non sorprende vedere Nothing e Xiaomi guidare la classifica dell’assistenza con valutazioni superiori a 7,90, mentre preoccupa il calo qualitativo nel segmento medio, dove la ricerca della competitività di prezzo sta portando a compromessi significativi sui materiali e sulla costruzione».

Le performance più deludenti sono state registrate nel segmento entry-level: il Samsung Galaxy A16 si ferma a 4,21, penalizzato da una delle valutazioni più basse in rivendibilità (appena 3,27) e da una durabilità insufficiente (4,05). Analoghe criticità per il Realme GT 6 (4,30) e per il Redmi 14C (voto: 4,46), che evidenziano come il risparmio iniziale possa tradursi in costi maggiori nel medio termine per riparazioni e sostituzioni o una bassa resa nel tempo.

«La polarizzazione del mercato emerge con chiarezza dai nostri test –conclude il responsabile del WeFix.it Index-. Mentre i dispositivi premium consolidano la loro posizione con valori di rivendita superiori al 70% del prezzo di acquisto dopo 12 mesi, il segmento medio fatica a mantenere un bilanciamento conveniente tra: svalutazione dopo 12 mesi, costo di assistenza, valore di rivendibilità e conseguente durata attesa complessiva del dispositivo. È un trend che dovrebbe far riflettere i produttori sulla sostenibilità delle loro strategie di mercato. I nostri dati mostrano che gli smartphone di fascia media hanno registrato un aumento del 47% nei costi di riparazione rispetto al 2023, con una durata media della batteria inferiore del 22% rispetto ai modelli premium. Questa tendenza sta spingendo sempre più consumatori verso l’acquisto di dispositivi ricondizionati di fascia alta, un mercato che nel 2024 ha registrato una crescita del 34%. Se i produttori non invertiranno questa rotta, il rischio di perdere definitivamente la fascia media del mercato è molto elevato, con conseguenze significative sulla diversificazione dell’offerta e, in ultima analisi, sulla libertà di scelta dei consumatori».

NOTA: *WeFix.it Index rappresenta il punto di riferimento indipendente che, attraverso dati oggettivi, guida i consumatori nella scelta consapevole di uno smartphone, traducendo l’esperienza tecnica in consigli d’acquisto affidabili e fornendo ai consumatori una guida concreta e imparziale per orientarsi tra le numerose proposte del mercato. Dal 2020 analizza quattro parametri fondamentali (svalutazione, assistenza, durata e rivendibilità) attraverso test di laboratorio e analisi dei dati di mercato. La metodologia di valutazione, validata da enti terzi, ha permesso di esaminare oltre 500 dispositivi, fornendo ai consumatori uno strumento oggettivo per orientare le proprie scelte d’acquisto.