La Polonia vieta la vendita di sigarette elettroniche e bustine di nicotina ai minori

Dalle vendite alla pubblicità verranno trattati come i tradizionali prodotti contenenti tabacco.
Posto anche il limite massimo di 20 mg di nicotina per grammo nelle bustine.

Il Presidente Andrzej Duda, ha firmato l’emendamento alla legge sulla protezione della salute dai danni causati dall’uso del tabacco e dei prodotti del tabacco.

Le nuove disposizioni, come riporta Polonia Oggi, vietano completamente la vendita di sigarette elettroniche e di bustine di nicotina ai minori di 18 anni e introduce cambiamenti significativi sull’accesso ai prodotti contenenti nicotina indipendentemente dalla quantità di sostanza presente.

Le restrizioni saranno applicate sia nei negozi sia alle vendite online.

I prodotti contenenti nicotina non potranno più essere venduti tramite distributori automatici né essere pubblicizzati, in pratica saranno quindi soggetti alle stesse restrizioni applicabili ai prodotti tradizionali contenenti tabacco.

L’emendamento vieterà l’utilizzo dei suddetti prodotti in luoghi pubblici, quali le fermate dell’autobus, i ristoranti, i parchi giochi e le scuole.

Le nuove norme stabiliscono anche un limite massimo di nicotina pari a 20 mg per grammo nelle bustine.

Il legislatore ha motivato la riforma con la necessità urgente di contrastare il crescente fenomeno dell’uso delle sigarette elettroniche tra i giovani, considerato una seria minaccia per la salute pubblica.

La legge entrerà in vigore 14 giorni dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

Nuovo contratto medici ospedalità classificata, Costantino: “Risultato corale premia lavoro di tutti e manifesta senso responsabilità Associazione”

Il Capodelegazione Aris: nuovo contratto nazionale contempera esigenza valorizzare personale medico senza pregiudicare condizioni sostenibilità ospedali.

«La decisione di ratificare l’ipotesi d’intesa per la dirigenza medica dell’Ospedalità classificata dimostra ancora una volta il grande senso di responsabilità e la ferma volontà dell’Aris di continuare a cooperare, come sempre ha fatto, per garantire il diritto alla salute dei cittadini, fornendo, tramite le proprie strutture, un fondamentale contributo al Servizio Sanitario Nazionale». Queste le dichiarazioni di Giovanni Costantino, Capodelegazione Aris (Associazione Religiosa Istituti Socio Sanitari), a marginedell’incontro sindacale dell’11 giugno 2025, durante il quale è stato sottoscritto l’accordo definitivo per l’applicazione del ccnl Aris/Anmirs.

«Il nuovo contratto nazionale – prosegue Costantino – contempera due differenti esigenze, entrambe essenziali per la tenuta del sistema, e cioè valorizzare adeguatamente il personale medico senza pregiudicare le condizioni di sostenibilità degli ospedali».

«Siamo soddisfatti del risultato raggiunto – conclude il Capodelegazione Aris – che consente di riaffermare la centralità della contrattazione nazionale, pur recependo le intese già raggiunte a livello locale. Tuttavia, le criticità che hanno impedito sinora la ratifica non possono dirsi superate. Per tale ragione, non sono stati riconosciuti arretrati ed è stato previsto, a favore delle strutture, un periodo di 12 mesi per adeguarsi ai nuovi valori contrattuali, nell’auspicio che in questo intervallo le parti riescano congiuntamente a sensibilizzare le Istituzioni».

Scabbia, boom di casi in Italia: +750% in tre anni

Bologna la città più colpita.
Giovani e anziani le fasce più a rischio; ecco sintomi ed indicazioni.

La scabbia, malattia cutanea spesso associata ai Paesi in via di sviluppo, sta registrando un’impennata di casi in Italia e in altre nazioni europee.

Studi recenti parlano di un aumento dei casi fino al +750% in alcune realtà italiane tra il 2020 e il 2023. Tra le cause: lockdown durante la pandemia, sovraffollamento, turismo di massa e una preoccupante resistenza ai farmaci. La fascia più colpita, come riporta Imola Oggi citando Adnkronos, è quella dei giovani e degli anziani.

A lanciare l’allarme gli esperti della Società italiana di dermatologia e malattie sessualmente trasmesse (Sidemast), che in vista del Congresso nazionale Sidemast Special Edition 2025 – organizzato nell’ambito del XIV International Congress of Dermatology, a Roma dal 18 al 21 giugno – invitano a non sottovalutare questi segnali e a intervenire tempestivamente per contrastare la malattia che, nella quasi totalità dei casi, ha una trasmissione interumana.

Una malattia della pelle ‘antica’ che ritorna, causata da un piccolo parassita, l’acaro Sarcoptes scabiei che scava cunicoli nella pelle per deporre le uova, provocando un intenso prurito, soprattutto notturno, e la comparsa di piccole papule soprattutto su mani, piedi e genitali. Rsa, scuole, ospedali e famiglie numerose sono sempre più colpiti anche alle nostre latitudine.

Nel nostro Paese, in numerose regioni, si sta registrando un preoccupante aumento di casi, anche se ancora non ci sono dati precisi su larga scala e il fenomeno rimane quindi sottostimato. Due studi italiani, relativi alle regioni Emilia Romagna e Lazio, forniscono però i numeri critici che mostrano l’espansione del fenomeno. Una recente analisi pubblicata su ‘Sexually Transmitted Infections’, evidenzia infatti come tra il 2020 e il 2023 i casi di scabbia siano aumentati vertiginosamente nella città di Bologna.

Mentre un altro studio apparso quest’anno su ‘Infectious Diseases of Poverty’ ha lanciato l’allarme per una nuova ondata di casi post-Covid nella regione Lazio, definendola una “emergente minaccia di salute pubblica”. L’incremento è stato particolarmente marcato nelle strutture di lungodegenza, con un aumento del 750% dei focolai tra il 2020 e il 2023. Lockdown e isolamento, spesso in condizioni igienico-sanitarie precarie, turismo di massa con l’aumento dei viaggi dopo la pandemia da Covid che hanno facilitato la diffusione in ambienti condivisi come hotel, campeggi e ostelli, hanno favorito l’impennata di casi di scabbia.

Le categorie più vulnerabili – spiega Giuseppe Argenziano, presidente Sidemast – sono sicuramente bambini e adolescenti tra i 5 e i 18 anni, anche a causa della frequentazione di ambienti comunitari come scuole e palestre. A questi si aggiungono gli anziani, in particolar modo quelli ricoverati nelle Rsa e persone con fragilità sociali o sanitarie. Tra questi i senzatetto, i migranti e chi vive in condizioni di sovraffollamento o precarie condizioni igieniche”.

Il sintomo principale è un prurito intenso e persistente, spesso più accentuato durante la notte: “Se associato a piccole papule o a lesioni cutanee tra le dita, ai polsi, all’ombelico o ai genitali, può trattarsi di scabbia”, precisa l’esperto.

Cosa fare a fronte di questi sintomi? Queste le 4 indicazioni dei dermatologi della Sidemast: 1) Consultare tempestivamente il medico o un dermatologo in caso di prurito persistente in più membri dello stesso nucleo familiare e/o prurito che non risponde alle terapie; 2) Evitare il ‘fai da te’: una diagnosi errata può prolungare l’infestazione e facilitare il contagio; 3) In caso di diagnosi accertata di scabbia, trattare tutti i contatti stretti, anche se asintomatici; 4) Lavare ad alta temperatura gli indumenti e le lenzuola.

“Racconti pandemoniaci”: il nuovo libro di Alfio Krancic

L’autore ci porta in un viaggio tra libro, storia e attualità.
Poi chiude l’intervista lasciando un messaggio.

Alfio Krancic, il maestro della satira su vignetta, ha pubblicato il suo nuovo libro: “Racconti pandemoniaci” (edito da La Vela).

Abbiamo raggiunto l’autore parlando con lui sia del libro che di attualità, passando per cenni storici; e lui, come sempre, si è fatto trovare pronto ad offrire degli spunti interessanti e, perfettamente in linea col suo stile, satirici.

Cosa spinge un maestro della matita (vignette) come lei, a passare, di tanto in tanto, alla penna (libri)?

Von Clausevitz diceva che la guerra era la continuazione della politica con altri mezzi. Questa legge vale anche per la satira: dove non arriva la matita arriva la penna“.

Ha passato decenni di onorata carriera tra giornali e TV nazionali per poi essere “liquidato” come uno stagista qualsiasi. Secondo lei, perché? E come l’ha presa?

Sono stato “liquidato” perchè non ero più in sintonia con la linea politico-editoriale della cosiddetta destra liberal-conservatrice. Ero filo-novax, filo-russo, filo-palestinese. Figuriamoci se potevo esistere e resistere in un ambiente ipocrita come quello melonian-forzista-leghista. Sono diventato quindi un paria che aveva oltrepassato i confini. Insomma una mina vagante“.

Lei è un guru della satira. Se dico che oggi le persone fanno esattamente quello che dicono di voler evitare, è d’accordo? Percepisce questo cortocircuito nel pensiero generale attuale?

Sicuramente. Oggi assistiamo ad un impazzimento generalizzato e indotto“.

Credo che i tempi che stiamo vivendo siano particolarmente difficili da sopportare per chi ha avuto esperienze di vita come le sue. C’è un messaggio che vuole passare o un consiglio che vuole dare?

Parafrasando un celebre motto direi che è: “meglio vivere un giorno da liberi che cento da servitori“.

Per chi fosse interessato, dov’è possibile trovare il suo libro?

Per acquistare il mio libro è sufficiente cliccare su Google il titolo e l’autore e appariranno decine di piattaforme online dove comprarlo.
Un saluto a tutti!
Alfio Krancic

Bassetti: Covid, morta una donna per variante LP.8.1. era stata vaccinata 6 volte

L’infettivologo: la variante pare eludere i vaccini; aggiornare i vaccini per la prossima campagna vaccinale.

L’infettivologo e direttore del Malattie Infettive al San Martino di Genova Matteo Bassetti ha annunciato che ha registrato il primo caso italiano di infezione Covid da variante Nimbus NB.1.8.1.

Come riporta Il Gazzettino, le sue parole sono le seguenti:

Purtroppo abbiamo avuto un caso di LP.8.1 – una variante di Sars-CoV-2 molto diffusa – che ha portato a un decesso una decina di giorni fa“.

L’infezione, come precisa Adnkronos, ha colpito “una paziente giovane, di 66 anni, canadese, che purtroppo è deceduta per le complicanze di una forma di Covid molto aggressiva che non vedevamo da oltre 2 anni. Un paziente apparentemente immunocompetente, senza particolari problemi di salute, che è arrivato con una forma devastante di polmonite da Covid ed è deceduto dopo un paio di settimane di terapia intensiva“.

Il caso di LP.8.1, precisa Bassetti, ha riguardato “un soggetto che aveva fatto 6 dosi di vaccino e quindi sembra essere una variante molto elusiva dell’immunità. Credo che sia il caso di pensare a dei vaccini aggiornati anche su queste nuove varianti che sembrano eludere l’immunità sia da vaccino sia naturale“, conclude l’infettivologo. LP.8.1 è proprio la variante a cui si raccomanda di mirare i vaccini per le prossime campagna vaccinali, per esempio in Europa. Dal punto di vista dei sintomi sono blandi, cioè simili all’influenza, al raffreddore.