Crosetto: Kiev non ci contesta nulla

Il ministro della Difesa: “non abbiamo discusso di possibili obiettivi in territorio russo”.
Poi aggiunge: “tutto quello che gli ucraini ci hanno chiesto gli è stato dato”.

Non abbiamo discusso col ministro della Difesa ucraino Umerov di possibili obiettivi in territori russo“.

Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto a Bruxelles per il Consiglio informale, come riporta Ansa, rispondendo a una domanda sul tema della rimozione delle restrizioni sulle armi.

Poi, lo stesso Crosetto ha continuato come di seguito:

Quello che posso dire è che gli ucraini non hanno nulla da contestare all’Italia in proposito: il giudizio che ci interessa è quello delle persone che sono in difficoltà, non di altri. Tutto quello che gli ucraini ci hanno richiesto gli è stato dato“.

Ungheria: “da Borrell proposte folli, va fermato”

Szijjártó: proposte sconsiderate su Ucraina e Medio Oriente; non vogliamo altre armi in Ucraina né un’escalation della guerra.

Proposte sconsiderate da Bruxelles sia sull’Ucraina che sul Medio Oriente. La pericolosa furia dell’Alto Rappresentante deve essere fermata. Non vogliamo altre armi in Ucraina, non vogliamo altri morti, non vogliamo un’escalation della guerra, non vogliamo un’escalation della crisi in Medio Oriente. Oggi continuiamo ad adottare una posizione pacifica e di buon senso“.

Come riporta Ansa, lo scrive in un post su Facebook il ministro degli Esteri ungherese, Péter Szijjártó.

Modi esorta Zelensky a colloqui con Mosca

Il primo ministro indiano in visita in Ucraina per la prima volta.
“Risoluzione solo tramite dialogo e diplomazia senza perdere tempo”.

Il primo ministro dell’India Narendra Modi ha esortato il presidente Volodymyr Zelensky a tenere dei colloqui con la Russia per porre fine alla guerra e si è offerto di agire come “amico” per aiutare a portare la pace, in occasione dell’incontro tra i due leader a Kiev.

Si tratta della prima visita di un primo ministro indiano nella storia moderna dell’Ucraina.

Modi, come riporta Reuters, ha detto di essere venuto a Kiev con un messaggio di pace e ha chiesto un dialogo tra Russia e Ucraina:

La strada verso la risoluzione può essere trovata solo attraverso il dialogo e la diplomazia, e noi dovremmo muoverci in questa direzione senza perdere tempo. Entrambe le parti dovrebbero riunirsi per trovare una via d’uscita da questa crisi. Vi garantisco che l’India è pronta a svolgere un ruolo attivo in qualsiasi sforzo verso la pace. Se posso svolgere personalmente un ruolo in questo senso, lo farò, ve lo assicuro come amico”.

Medvedev: “l’Ucraina sarà distrutta come Sodoma e Gomorra”

Le dichairazioni del vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo dopo la messa al bando della chiesa ortodossa da parte del Parlamento ucraino.

Il Paese (l’Ucraina) sarà distrutto come Sodoma e Gomorra e i demoni cadranno inevitabilmente. E la punizione non arriverà in un futuro lontano, dopo il passaggio all’altro mondo. Al contrario, la punizione sarà terrena, crudele, dolorosa e si compirà presto… E la vera Chiesa ortodossa nelle ex terre ucraine risplenderà nella sua antica grandezza“.

Come riporta Ansa, lo scrive su Telegram il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, Dmitry Medvedev, commentando l’approvazione da parte del Parlamento ucraino martedì scorso della messa al bando della Chiesa ortodossa ucraina legata al Patriarcato di Mosca.

Nicaragua: Ortega tassa le elemosine in chiesa

Abrogato l’articolo che proteggeva le istituzioni religiose dall’imposta sul reddito.
Tutte le chiese di qualsiasi denominazione pagheranno imposte sul reddito tra il 10% ed il 30%.

Il governo sandinista di Daniél Ortega ha deciso di colpire le elemosine e le donazioni dei fedeli.

L’offensiva generalizzata contro la Chiesa cattolica e le istituzioni religiose in Nicaragua è stata resa nota dal quotidiano La Prensa, vicino all’opposizione, e poi ripresa anche da Avvenire.

Più precisamente, si tratta di una modifica della Legge sulla Concertazione Fiscale approvata in Parlamento insieme a un pacchetto di norme che aumenta il controllo dello Stato sulle Ong e, ancor più nello specifico, si tratta dell’abrogazione del paragrafo 3 dell’articolo 32 della stessa legge, ovvero un inciso che proteggeva le chiese ed altre istituzioni religiose dal pagamento dell’imposta sul reddito sulle attività economiche.

Eliminando questa sezione, afferma uno specialista citato da La Prensa, “tutte le chiese di qualsiasi denominazione saranno soggette al regime fiscale a cui la dittatura sottopone il settore privato e ora anche le istituzioni religiose. L’eliminazione della tutela fiscale delle chiese e delle istituzioni religiose implica che anche le offerte, le elemosine e le donazioni dei fedeli saranno soggette al pagamento dell’imposta sul reddito con aliquote comprese tra il 10 e il 30 per cento“.