In Sud Corea il primo robot “suicida”

Si tratta di un robot impiegato come funzionario amministrativo.
Era stato “assunto” ad agosto.

La Corea del Sud è uno dei paesi al mondo più tecnologicamente avanzati e nel quale la robotica riveste un ruolo fondamentale anche nel settore lavorativo.

Il paese, al momento, ha il numero più alto di robot in attività utilizzati in modo dove, nel resto del pianeta, vengono ancora adoperate figure umane (anche se qui andrebbe aperta una parentesi sull’utilità e l’efficienza del ruolo).

L’evoluzione dell’intelligenza artificiale avvicina sempre di più l’operatività di un robot a quella di un essere umano risparmiando compiti generalmente definiti noiosi.

Come riporta Il Mattino, nella provincia di North Gyeongsang si è deciso di impiegare un robot per assolvere compiti amministrativi nella città di Gumi.

Un funzionario presente all’apparente “suicidio” ha raccontato di aver visto il robot ruotare su se stesso prima di lanciarsi da una rampa di scale e disattivarsi definitivamente. Il tutto in maniera completamente autonoma senza il minimo intervento umano.

Il robot era stato “assunto” ad agosto e da quel momento si era occupato del trasporto documenti spostandosi nei diversi piani del municipio (qui torniamo alla parentesi sopra: in quanti Paesi ritenuti avanzati, infatti, si occuperebbe una persona solo per una mansione simile?) ed il suo lavoro si svolgeva dalle 9.00 alle 16.00 proprio come un normalissimo impiegato statale.

L’intelligenza artificiale si è talmente evoluta al punto di provare stress, noia e depressione? O è un semplice cortocircuito/guasto tecnologico?

Regno Unito: tracollo dei Conservatori, stravincono i laburisti

I Tory erano al governo dal 2010 con 5 diversi leader.
Sunak: “Mi dispiace e mi prendo tutta la responsabilità della sconfitta”.

Mi dispiace e mi prendo tutta la responsabilità della sconfitta“.

Lo ha detto a Downing Street il premier conservatore uscente Rishi Sunak nel suo ultimo discorso al Regno Unito dopo il disastroso tracollo dei Tory nelle elezioni politiche prima di andare a Buckingham Palace da re Carlo III e rassegnare le sue dimissioni.

Come riporta Ansa, ha poi aggiunto:

Tra poco incontrerò Sua Maestà il Re per presentare le mie dimissioni da primo ministro del Paese. Vorrei dire prima di tutto che mi dispiace (I’m sorry). Ho dato tutto me stesso in questo lavoro, ma avete inviato un chiaro segnale che il governo del Regno Unito deve cambiare e il vostro è l’unico giudizio che conta. Ho sentito la vostra rabbia, la vostra delusione. E mi assumo la responsabilità di questa sconfitta“.

Sunak ha quindi annunciato che lascerà la leadership Tory:

Mi dimetterò dalla carica di leader conservatore, ma non immediatamente, ma una volta che saranno stati predisposti gli accordi formali per la selezione del mio successore“.

I Tory erano al governo dal 2010 con 5 diversi leader; ora Keir Starmer, ex pubblico ministero che ha sostituito Jeremy Corbyn come leader laburista nel 2020 ed ha guidato i laburisti ad un successo schiacciante, sarà il prossimo primo ministro del Regno Unito.

Erede impero Disney: “Congelo finanziamenti finché Biden non si ritira”

Il dibattito contro Trump ha sollevato seri interrogativi sulla salute di Biden.
Abigail Disney: “Non si tratta di mancanza di rispetto ma di realismo”.

L’erede dell’impero Disney è pronta a congelare le donazioni se Biden non si farà da parte.

Aumentano giorno dopo giorno le pressioni sul presidente degli Stati Uniti perché si ritiri dalla corsa alle elezioni di novembre, prima che sia troppo tardi.

Dopo la pessima figura al dibattito tv contro l’avversario Donald Trump, che ha sollevato seri interrogativi sulla sua salute, si moltiplicano le voci di chi chiede un passo indietro.

Non solo dei politici dem: come riporta Quotidiano.Net, l’ultima è quella di Abigail Disney, produttrice cinematografica erede del patrimonio di famiglia e una dei maggiori finanziatori del partito democratico e dei comitati legati a Biden.

Nell’intervista alla CNBC, Abigail Disney ha dichiarato quanto di seguito:

Non si tratta di mancanza di rispetto ma di realismo. Se non si ritira i Democratici perderanno. Ne sono assolutamente certa. E le conseguenze della sconfitta saranno davvero disastrose“.

Poi, citata dal New York Times, aggiunge:

Biden è un brav’uomo che ha servito bene il suo Paese, ma la posta in gioco è troppo alta per consentire alla timidezza di determinare la nostra linea di condotta”.

Polonia: anche PKP Cargo verso 4.000 licenziamenti

Altro licenziamento collettivo in Polonia dopo ABB, Toshiba e Lear Corporation.
Sono 85 le aziende che stanno per chiudere in battenti in terra polacca.




PKP Cargo ha informato che il consiglio di amministrazione ha adottato una risoluzione che prevede il licenziamento del 30% dei dipendenti.

I licenziamenti dovrebbero avvenire entro il 30 settembre, stando a quanto riporta Polonia Oggi.

In totale, oltre 4.000 persone potrebbero perdere il lavoro.

Questi licenziamenti collettivi vanno ad aggiungersi a quelli recentemente annunciati di 85 aziende presenti sul territorio polacco, tra cui ABB (approfondimento al link), Toshiba (approfondimento al link) e Lear Corporation (approfondimento al link).

Come ha sottolineato la compagnia ferroviaria, in caso di un licenziamento collettivo i dipendenti hanno diritto a un’indennità dipendente dalla durata del rapporto di lavoro.

Le informazioni di money.pl mostrano che PKP Cargo ha registrato una perdita nel primo trimestre del 2024 di 118 milioni di zloty.

Considerando i risultati dello scorso anno, i primi tre mesi sono stati i migliori in termini di profitti ma i prossimi trimestri potrebbero portare perdite ancora maggiori e determinare il destino di uno dei più grandi vettori ferroviari in Polonia.

Marcin Wojewódka, facente funzione del presidente della società PKP Cargo ha annunciato che la società non fallirà.