Lo IOR pubblica il bilancio: dividendo di 24,3 milioni al Papa

La raccolta complessiva gestita dall’Istituto ha raggiunto i 5,9 miliardi di Euro (+3% rispetto all’anno scorso).
Ecco voci ed importi delle fonti.

Al Papa un dividendo di 24,3 milioni di euro, in aumento del 76,1%.

A darne notizia è l’Istituto per le Opere di Religione (IOR) che nella giornata dell’11 maggio ha pubblicato la 14° edizione del Rapporto annuale contenente il Bilancio d’Esercizio 2025, redatto in conformità con i principi contabili internazionali IAS-IFRS, e l’Informativa equivalente al Terzo Pilastro della normativa di Basilea (Pillar III).

Nel 2025, come riporta Italia Oggi, l’Istituto ha dunque conseguito i seguenti risultati:

  • 51 milioni di euro di utile netto, in crescita del 55,5% rispetto al 2024, anche grazie all’aumento della raccolta della clientela.
  • Margine di interesse pari a 32,3 milioni di euro, in crescita rispetto a 29,4 milioni di euro nel 2024; Margine Commissionale pari a 26,2 milioni di euro, in linea rispetto all’anno precedente di 26,5 milioni di Euro; Margine di intermediazione pari a 66,3 milioni di euro, in crescita rispetto a 51,5 milioni di euro dell’anno precedente.
  • Tier 1 ratio pari a 71,9%, in aumento del 3,5% rispetto al 2024, per una generale diminuzione dei rischi ed un incremento del patrimonio netto.
  • 5,9 miliardi di euro di raccolta complessiva (depositi, conti correnti, gestioni patrimoniali e titoli in custodia) gestita dall’Istituto rispetto ai 5,7 miliardi di euro del 2024.
  • 815,3 milioni di euro di patrimonio netto, in crescita di 83,4 milioni di euro rispetto al 2024.

La significativa crescita dell’utile netto è principalmente riconducibile al miglioramento dei risultati operativi, conseguente ad una gestione attiva e disciplinata dei portafogli e alle condizioni favorevoli di mercato. Tale andamento ha determinato un rilevante incremento della redditività complessiva, ulteriormente sostenuta dalla variazione positiva delle riserve relative al Fondo Pensione.

Tutte le strategie delle gestioni patrimoniali (GPM) della clientela, con tutte le linee di gestione patrimoniale in territorio positivo, confermano il posizionarsi dello IOR come uno dei principali gestori patrimoniali al servizio di enti ed investitori Cattolici.

In piena coerenza con la dottrina sociale della Chiesa Cattolica, l’Istituto ha continuato ad offrire una gamma di prodotti ben diversificata, integrando la propria expertise gestionale con quella di oltre 11 asset manager internazionali.

La raccolta complessiva gestita dall’Istituto ha raggiunto, al 31 dicembre 2025, i 5,9 miliardi di Euro, in crescita di circa il 3% rispetto all’anno precedente.

In tale contesto, si è ulteriormente consolidata la relazione con le Congregazioni religiose. In particolare, nel corso del 2025 si è registrato un incremento sia del numero delle Congregazioni clienti dell’Istituto, sia di quelle che hanno affidato il proprio patrimonio mediante la sottoscrizione di linee di gestione patrimoniale.

Negli ultimi anni, hanno riconosciuto nello IOR un partner affidabile, anche in virtù del rafforzamento della governance, dei presidi di controllo interno, della trasparenza fiscale, dell’implementazione dell’offerta digitale e della solidità patrimoniale dell’Istituto.

La robustezza del Tier 1 ratio, così come i coefficienti di liquidità, posizionano l’Istituto tra le più solide istituzioni finanziarie a livello internazionale in termini di patrimonializzazione e liquidità.

Tale solidità patrimoniale riflette un approccio improntato alla prudenza e responsabilità, volto a garantire nel tempo la tutela dei clienti e la sostenibilità di lungo periodo dell’Istituto. Questo punto di forza è stato apprezzato anche dai nostri clienti vaticani che nel corso degli ultimi anni hanno costantemente incrementato la quantità di consistenze patrimoniali affidate allo IOR.

Papa Francesco: non è maturo tempo per donne diacono

Il card. Fernandez: per il Papa non è il momento e ha chiesto di non intrattenerci su questa possibilità.
La Chiesa predica bene ma razzola male?

Il Papa chiude, per il momento, all’ordinazione delle donne al diaconato.

Lo ha chiarito con una comunicazione al Sinodo il Prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, il card. Victor Manuel Fernadez che, come riporta Ansa, ai membri del Sinodo ha indicato:

Il Papa ha espresso che in questo momento la questione del diaconato femminile non è matura ed ha chiesto che non ci intratteniamo su questa possibilità“.

Nicaragua: Ortega tassa le elemosine in chiesa

Abrogato l’articolo che proteggeva le istituzioni religiose dall’imposta sul reddito.
Tutte le chiese di qualsiasi denominazione pagheranno imposte sul reddito tra il 10% ed il 30%.

Il governo sandinista di Daniél Ortega ha deciso di colpire le elemosine e le donazioni dei fedeli.

L’offensiva generalizzata contro la Chiesa cattolica e le istituzioni religiose in Nicaragua è stata resa nota dal quotidiano La Prensa, vicino all’opposizione, e poi ripresa anche da Avvenire.

Più precisamente, si tratta di una modifica della Legge sulla Concertazione Fiscale approvata in Parlamento insieme a un pacchetto di norme che aumenta il controllo dello Stato sulle Ong e, ancor più nello specifico, si tratta dell’abrogazione del paragrafo 3 dell’articolo 32 della stessa legge, ovvero un inciso che proteggeva le chiese ed altre istituzioni religiose dal pagamento dell’imposta sul reddito sulle attività economiche.

Eliminando questa sezione, afferma uno specialista citato da La Prensa, “tutte le chiese di qualsiasi denominazione saranno soggette al regime fiscale a cui la dittatura sottopone il settore privato e ora anche le istituzioni religiose. L’eliminazione della tutela fiscale delle chiese e delle istituzioni religiose implica che anche le offerte, le elemosine e le donazioni dei fedeli saranno soggette al pagamento dell’imposta sul reddito con aliquote comprese tra il 10 e il 30 per cento“.