Mosca: abbiamo armi per spazzare via anche gli usa

Patrushev: Russia paziente ma pronta in caso di minaccia.
C’è altro oltre alla bomba termobarica più potente al mondo?

La Russia possiede armi avanzate e uniche in grado di spazzare via qualsiasi nemico, compresi gli Stati Uniti.

È quanto ha dichiarato il segretario del Consiglio di sicurezza russo, Nikolai Patrushev, in un’intervista al quotidiano Rossiyskaya Gazeta rilanciata dalla Tass poi ripresa dall’Ansa.

Più precisamente, le parole del capo della sicurezza sono state le seguenti:

La Russia è paziente e non intimidisce nessuno con il suo vantaggio militare. Tuttavia, possiede armi avanzate e uniche in grado di distruggere qualsiasi nemico, compresi gli Stati Uniti, in caso di minaccia alla sua esistenza“.

La Russia aveva già dichiarato di avere, oltre alla bomba atomica, anche la bomba termobarica più potente al mondo (approfondimento al link): cosa celerà ancora?

Cina e Honduras ufficializzano relazioni diplomatiche

Duro colpo per Taiwan, ora riconosciuto da 13 Stati.
Taipei: aiuti finanziari in piena campagna elettorale.

La Cina ufficializza le relazioni diplomatiche con l’Honduras.

Il tutto, poco dopo l’annuncio dell’interruzione dei rapporti tra il Paese sudamericano e Taiwan, che subisce dunque un duro colpo.

Secondo Taipei, come riportano Ansa ed Euronews, la ragione si spiegherebbe come di seguito: “Pechino avrebbe convinto l’Honduras a rompere le relazioni con l’ex-alleato promettendo aiuti finanziari, in piena campagna elettorale”. Forse, anche utilizzando metodi coercitivi.

La dichiarazione di Taipei poggerebbe sul fatto che il colosso economico e demografico cinese rifiuta ogni tipo di relazione diplomatica con chiunque riconosca Taiwan.

Taiwan, l’isola di 23 milioni di abitanti che da oltre 70 anni rivendica la sua indipendenza da Pechino, è ora riconosciuta solo da 13 Stati.

Amazon riduce altri 9.000 posti

Dopo i 18.000 posti annunciati ad inizio anno, un ulteriore 50%.
Lo comunica direttamente l’Ad Jassy.

Un ulteriore 50% di tagli. I 18.000 licenzianti annunciati a inizio anno evidentemente non bastano.

Così Amazon, come riporta Il Sole 24 Ore, rimette testa e mani sui numeri della sua forza lavoro, decidendo di tagliare ulteriori 9.000 posti.

La notizia è emersa da una lettera, firmata dall’amministratore delegato Andy Jassy, inviata nelle scorse ore ai dipendenti:

Vi scrivo per condividere che intendiamo eliminare altre 9.000 posizioni nelle prossime settimane. Questa è una decisione difficile ma che riteniamo sia per il bene della società nel lungo termine”.

Giova ricordare che quella annunciata a gennaio era divenuta, di fatto, la più grande riduzione della forza lavoro nella storia del colosso di Seattle.

A conferma della profonda crisi che sta attraversando il settore tecnologico, eCommerce in testa.

Inizialmente i tagli, avviati in parte già nei mesi finale del 2022, avrebbero dovuto interessare circa 10mila dipendenti, concentrandosi principalmente nella divisione retail di Amazon e nelle funzioni delle risorse umane come il reclutamento.

Col passare dei mesi, e con l’aggravarsi di un contesto macro alle prese con poche certezze, l’azienda di Bezos ha deciso di ripensare i tagli. E con l’annuncio odierno, il totale dei licenziamenti sforza quota 27mila dipendenti.

Questo licenziamento complessivo costituisce il taglio di forza lavoro più consistente mai portato avanti da un’azienda bigh tech nel corso dell’attuale congiuntura economica negativa, ma Amazon ha anche una forza lavoro molto più grande rispetto alle altre aziende della Silicon Valley.

A fine settembre 2022 poteva contare su più di 1,5 milioni di dipendenti.

Dal 2022, i conteggi dei licenziamenti nelle aziende tecnologiche hanno raggiunto circa 300.000 lavoratori, secondo Layoffs.fyi, un sito che tiene traccia dei tagli di posti di lavoro nel settore.

La Nato vuole potenziare il confine Est

Probabili 300mila forze Nato.
Piani di difesa regionali aggiornati in primavera.

La Nato vuole rafforzare il confine con l’Est ma c’è il nodo armi.

A riportare la notizia è Politico Europe, poi ripreso anche da Tgcom24:

La Nato accelererà gli sforzi per accumulare attrezzature lungo il confine orientale e designerà decine di migliaia di forze in grado di accorrere in aiuto degli alleati con breve preavviso“.

La rivista aggiunge che in primavera saranno presentati “piani di difesa regionali aggiornati. I numeri saranno elevati: i funzionari hanno ventilato l’idea che siano necessarie fino a 300mila forze Nato“.

Tuttavia, il piano potrebbe essere complicato dalla necessità di avere più militari, armi e attrezzature.

Sul tema è intervenuto anche Ben Hodges, ex comandante Usa in Europa, limitandosi a commentare con un “Sarà molto complicato“.

Trump: martedì possibile arresto?

L’ex Presidente Usa lo annuncia sul suo social “Truth”.
Appello a protestare.

L’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump si aspetta di essere “arrestato” martedì prossimo.

Il perchè rientrerebbe nell’ambito dell’inchiesta sul pagamento di denaro a una pornostar prima delle elezioni del 2016 ed ha esortato gli americani a protestare.

Come riportano Avvenire, Rai News ed altre testate, citando un “leak” dall’ufficio del procuratore distrettuale di Manhattan, Trump lo ha denunciato sulla sua piattaforma Truth Social:

Il principale candidato repubblicano ed ex presidente degli Stati Uniti d’America sarà arrestato martedì della prossima settimana. Protestate, riprendiamoci la nostra nazione!“.

Da qualche giorno si moltiplicano le voci su una possibile incriminazione di Donald Trump da parte di una giuria popolare, il Grand Jury, un organismo formato da cittadini con larghi poteri di inchiesta incaricato di decidere sul rinvio a giudizio.

In questa fase, l’inchiesta è condotta dal procuratore di Manhattan Alvin Bragg, un magistrato nominato dai democratici.

Si tratterebbe della prima volta che un ex presidente americano affronta un processo penale.

Al centro di diversi procedimenti giudiziari, per ora Trump non è mai stato incriminato.

L’indagine di New York riguarda il pagamento nel 2016 a una pornostar, Stephanie Clifford in arte Stormy Daniels, di 130 mila dollari per convincerla a non rivelare la sua relazione con il futuro presidente e non danneggiarne la campagna elettorale che avrebbe portato alla sua elezione alla Casa Bianca.

L’ex avvocato personale di Trump, Michael Cohen, ha testimoniato contro di lui davanti al Grand Jury.