Produzione di petrolio a livelli record

Il 30% del totale trasportato via mare è petrolio.
Agenti marittimi: alla faccia della transizione enegetica.

“Il 30% di quanto viene trasportato oggi via mare è petrolio e il 2023 con i ritmi attuali polverizzerà con una media mensile di oltre 102 milioni di barili ogni precedente dato sulla produzione di petrolio, a fronte dei 94,2 milioni di barili mensili del 2021“.

Questo, a dispetto della transizione energetica e le ipotesi sul consumo dei consumi di petrolio.

È “il dato choc“, come è stato definito, emerso dal convegno organizzato dal Gruppo Giovani di Assagenti, l’associazione degli agenti marittimi di Genova, nell’ambito della Genoa shipping week.

Come riporta Ansa, Ennio Palmesino, uno dei decani fra i broker marittimi del settore tanker, ha precisato:

Fra proclami sulla transizione e realtà di mercato si consuma la grande contraddizione e in parte il grande falso: le incertezze alimentate da previsioni che si stanno rivelando errate hanno rallentato gli investimenti in un settore, quello del trasporto di petrolio, che non alimenta solo i consumi energetici, ma fornisce anche (con una quota pari al 50% del trasportato) la materia prima essenziale per molteplici filiere industriali strategiche“.

Colonnine ricarica elettrica: a Tesla Italy i maggiori finanziamenti Ue

Quattro progetti vincenti per un totale di 227 milioni di euro.
133,8 milioni andranno a Tesla Italy.

Sono quattro i progetti italiani che hanno ottenuto il via libera Ue per realizzare infrastrutture di ricarica per la mobilità elettrica.

Bruxelles ha raccomandato il finanziamento per oltre 227 milioni di euro agli operatori nazionali, su un totale di 352 milioni di sovvenzioni per la realizzazione di infrastrutture sulla rete transeuropea di trasporto (Ten-T) decise oggi per 26 progetti in 12 Stati membri.

Tesla Italy beneficerà della fetta di risorse più grande: 133,8 milioni di euro per realizzare 6.458 punti di ricarica elettrica per veicoli leggeri in 16 paesi Ue, Italia inclusa.

Ad Atlante Srl andranno 49,9 milioni per colonnine di ricarica standard e veloce in Italia, Spagna, Francia e Portogallo.

Italiana Petroli potrà contare su 29,3 milioni di euro dal bilancio Ue per l’installazione di oltre mille stazioni di ricarica per veicoli leggeri e pesanti.

Enel X Way beneficerà di 14,8 milioni per il suo progetto di stazioni di ricarica ad alta potenza in Italia e Spagna.

Il finanziamento, come riporta Ansa, fa parte del meccanismo per le infrastrutture dei combustibili alternativi (Afif), con capitale aggiuntivo da parte di istituzioni finanziarie per aumentare l’impatto degli investimenti.

Sfruttamento minorile dietro le auto elettriche

In Congo impiegati anche bimbi di 6 anni per estrarre il cobalto a mani nude.
Ecco i veri costi, altro che “rivoluzione verde”.

Almeno 40.000 piccoli schiavi già a 6 anni scavano a mani nude il cobalto.

Non più di dieci euro per tirar fuori in due giorni i dieci chili per una batteria al servizio della “rivoluzione verde“, come riportava Domani in tempi non sospetti.

La piccola provincia del Lualaba, ex Katanga, fornisce al mondo sviluppato il 70% del cobalto che serve per le piccole batterie degli smartphone e per quelle massicce delle auto elettriche ed ibride.

Secondo l’Unicef sono oltre 40.000 quelli che si calano nelle gallerie a età anche di 6-7 anni e scavano a mani nude per portare in superficie quantità sempre maggiori di cobalto.

Per una batteria di un’auto elettrica ne servono una decina di chili, che sul mercato occidentale costano 300-350 euro, ma sono il frutto di due giornate di lavoro pagate tra i 3 e 5 dollari.

Ai piccoli si aggiunge un esercito di sfruttati adulti, circa 160mila uomini e donne, ma anche ragazze che si occupano di selezionare, scartare e lavare il materiale estratto, esposte a ogni sorta di abusi.

Tavares: Euro 7 mette in pericolo nuova Fiat Panda

Il Ceo di Stellantis: i nuovi regolamenti la uccideranno; non sono stato ascoltato sulla Cina.
Non c’è domanda per l’elettrico.

La FIAT Panda è ormai un pilastro del mercato FIAT, da decenni in cima alle classifiche dei modelli più venduti in Italia e la sua nuova versione sarà rivoluzionata sotto forma di crossover (approfondimento al link); ma la sua posizione potrebbe essere a rischio.

Lo ha dichiarato Carlos Tavares, CEO di Stellantis, in una conferenza stampa ripresa da Autoappassionati:

L’Euro 7 mette in pericolo la Panda. Fa parte della storia dell’Italia, ma questi nuovi regolamenti la uccideranno”.

L’aumento dei costi a causa dei regolamenti europei e la riduzione di utilizzo e accessibilità economica delle vetture sarebbero i principali problemi da sormontare:

Noi non possiamo sostenere l’obiettivo del milione di veicoli prodotti. Se non si proteggono prodotti iconici come la Panda, allora non ci si può chiedere di produrre un milione di veicoli”.

Le auto elettriche intanto, dati alla mano, non hanno molto successo; sul tema, lo stesso Tavares, dichiara:

Non è un problema di capacità produttiva o di forniture, ma di dimensioni del mercato. Senza domanda, non c’è mercato”.

Da inizio settembre dovrebbe terminare la crisi dei chip e di conseguenza tornare la piena normalità, ma i regolamenti dell’Unione Europea restano molto restrittivi: il mercato cinese rischia di prendere piede in modo incontrollato.

Anche su questo punto, Tavares ribadisce:

Non sono stato ascoltato. Ora dobbiamo solo lottare per convincere i consumatori che i nostri prodotti sono migliori di quelli cinesi. Siamo pronti per la battaglia”.

Enel: continuano le cessioni “green”

Dopo le vendite inCile ed Australia, ora la Grecia.
A Macquaire il 50% di Enel Green Power Hellas.

Continuano le cessioni del business green da parte di Enel.

La società, tramite la propria controllata al 100% Enel Green Power, ha infatti firmato un accordo con Macquarie Asset Management, tramite Macquarie Green Investment Group Renewable Energy Fund 2, per la cessione del 50% di Enel Green Power Hellas, controllata al 100% di Egp in Grecia, a fronte di un corrispettivo totale di circa 345 milioni di euro, che produrrà un equivalente effetto positivo sull’indebitamento netto consolidato del gruppo.

Alla chiusura dell’operazione, come riporta Ansa, Egp e Macquarie Asset Management stipuleranno uno shareholder agreement che prevede il controllo congiunto di Enel Green Power Hellas.

Le vendite in Grecia sono l’ennesimo disinvestimen to da parte i Enel nel settore green, dopo che poco tempo fa aveva effettuate cessioni prima in Australia (approfondimento al link) e, poi, in Cile (approfondimento al link).