Cina a Gran Bretagna: rivedere le relazioni

Invito cinese a “riportare le relazioni sulla strada giusta”.
Dimissioni Truss sono “affari interni” ma relazioni sono “interessi di entrambi”.

Le dimissioni di Liz Truss dalla premiership britannica “sono affari interni del Regno Unito” su cui Pechino non “intende fare commenti”.

Il portavoce del ministero degli Esteri Wang Wenbin, stando a quanto riporta “Ansa”, tuttavia ha osservato quanto di seguito:

La posizione della Cina sullo sviluppo delle relazioni Cina-Regno Unito è sempre stata chiara: mantenere e sviluppare le relazioni bilaterali è una comune responsabilità dei due Paesi e serve gli interessi di entrambi i popoli“.

Per questo motivo, ha aggiunto Wang nel briefing quotidiano:

Ci auguriamo di portare le relazioni Cina-Regno Unito lungo la strada giusta, sulla base del rispetto e del vantaggio reciproco, e di risultati vantaggiosi per tutti“.

Accordo Erdogan-Putin: Turchia hub per esportazione gas

Possibili rincari per l’Ue: per l’immagine, ci rimettono i cittadini.

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha confermato un accordo con il suo omologo russo, Vladimir Putin, in base al quale la Turchia diventerà un hub per la ridistribuzione del gas russo a Paesi terzi, come i due leader hanno discusso in un recente incontro.

Creeremo un nodo qui con il gas della Russia“, ha annunciato Erdogan in un discorso ai membri del suo partito ad Ankara.

Secondo l’agenzia di stampa Anatolia, Putin ha anche affermato che, una volta che l’iniziativa andrà avanti, “l’Europa potrà ottenere il suo gas naturale dalla Turchia“.

Erdogan ha affermato che la Turchia non ha il “problema” di cui soffrono altre economie, in un contesto di emergenza energetica con problemi di approvvigionamento e prezzi elevati, dovuti principalmente all’offensiva militare della Russia in Ucraina.

Putin ed Erdogan si sono incontrati la scorsa settimana in Kazakistan a margine di un forum regionale e già dopo questo incontro entrambe le parti avevano manifestato la volontà di raggiungere un accordo.

Il presidente turco ha suggerito la regione della Tracia orientale sul Mar Nero come l’area più favorevole per il nuovo nodo.

Questa provincia è già servita dal Turkstream, che Putin sostiene essere attualmente il gasdotto più affidabile per le esportazioni, anche se Mosca ha recentemente denunciato un presunto tentativo di sabotaggio che ha portato all’arresto di diverse persone.

La strategia di Draghi, per dare l’immagine che l’Italia non comprava più il gas dalla Russia, era quello di comprarlo da altri Paesi.

Così facendo, figura che i principali fornitori di gas siano Paesi come l’Algeria o altri; in realtà, però, questi Stati comprano il gas dalla Russia per poi rivenderlo all’Italia applicando un rincaro del prezzo.

Alla fine dei conti, quindi, la Russia non cala le proprie esportazioni ed il costo delle strategie politiche, utili al solo fine di pulirsi l’immagine, ricade sui consumatori (ovvero cittadini ed aziende).

Lo stesso vale per le forniture dell’Ue. L’accordo tra Turchia e Russia non fa altro che spingere la situazione attuale in questo senso.

Burkina Faso: sentimenti antifrancesi e vicinanza alla Russia

Colpo di Stato militare a ribaltare il precedente.
La Francia nega il sostegno al deposto governo.

Rimane alta la tensione a Ouagadougou, capitale del Burkina Faso, a due giorni dal colpo di stato militare che ha portato alla destituzione del tenente colonnello Paul-Henri Sandaogo Damiba, salito al potere a gennaio con un colpo di stato.

Il rovesciamento è stato accompagnato da atti di vandalismo che hanno preso di mira le rappresentazioni diplomatiche e culturali francesi nel paese; nel comunicato del capitano Farouk Azaria Sorgho, trasmesso dalla televisione nazionale, si legge quanto di seguito:

Vi invitiamo a svolgere liberamente le vostre attività e ad astenervi da qualsiasi atto di violenza e di vandalismo che possa rovinare gli sforzi compiuti dalla notte del 30 settembre 2022, in particolare quelli che potrebbero essere perpetrati contro l’ambasciata francese o la base militare francese qui a Kamboinsins“.

Il sentimento antifrancese è stato alimentato dalle notizie secondo cui il deposto tenente colonnello Damiba avrebbe ricevuto protezione dalla Francia. informazione successivamente stata smentita da Parigi.

Da alcuni militari del Burkina Faso, Damiba era visto come troppo legato alla Francia, ex colonizzatrice che mantiene una presenza militare nella regione africana del Sahel per aiutare i Paesi a combattere gli estremisti islamici. Alcuni sostenitori del nuovo leader del colpo di Stato, Traore, hanno invitato il governo del Burkina Faso a cercare invece il sostegno della Russia.

Nel vicino Mali, il leader del colpo di Stato ha invitato i mercenari russi del Gruppo Wagner a contribuire alla sicurezza, una mossa che ha attirato la condanna globale e le accuse di violazione dei diritti umani.

Stando a quanto riporta “Euronews”, a differenza di altri leader estromessi dell’Africa occidentale, Damiba non ha ancora presentato le proprie dimissioni, anche se la giunta ha dichiarato che è stato rimosso dal potere nel suo annuncio di venerdì sera alla televisione di Stato.

Orban: rapporto Parlamento europeo è una barzelletta

Accuse all’Ungheria di non essere un Paese democratico e di calpestare i valori europei.

Il premier ungherese Viktor Orban ha definito “una barzelletta” il rapporto adottato ieri dal Parlamento europeo contro Budapest, nel quale si accusa l’Ungheria di non essere un Paese democratico e di calpestare i valori europei.

Parlando oggi a Belgrado, dove il presidente Aleksandar Vucic gli ha conferito una alta onorificenza serba, Orban ha definito ridicola la decisione dell’Assemblea di Strasburgo.

Più nel dettaglio, stando a quanto riporta “Ansa”, le parole del premier ungherese sono state le seguenti:

Noi di questo non ridiamo più, poichè siamo stufi di questa barzelletta. Il Parlamento europeo già due-tre volte ha adottato simili documenti di condanna dell’Ungheria. Prima pensavamo che avessero una qualche importanza, ma ora vediamo che si tratta di una barzelletta“.

Polonia: Ue bene come mercato ma non come valori

Kaczynski: Non vogliamo nuova cultura, vogliamo che vecchia fiorisca. In Ue vige legge del più forte grazie alla Germania.

Jarosław Kaczyński è uno degli ospiti del Forum Economico a Karpacz durante il quale ha partecipato ad un dibattito dedicato alla visione della politica del partito Diritto e Giustizia (PIS).

Kaczyński ha sottolineato che la tradizione polacca è di natura repubblicana.

Come riporta “Polonia Oggi”, il leader del PIS ha fatto riferimento alla politica di alcuni Paesi dell’Unione Europea:

È un grave errore dell’Occidente abbandonare la cultura cristiana. La civiltà cristiana è la più benevola del mondo, quindi va difesa e noi ci sforziamo per mantenerla”.

Secondo Jarosław Kaczyński, ci sono differenze culturali significative tra la Polonia e l’Occidente, rappresentato dall’Unione Europea:

Ne eravamo consapevoli, ma la Polonia degli anni ’90 era uno stato del tutto incompetente. L’UE porta con se molti aspetti positiveicome il mercato comune, la possibilità di libera circolazione del capitale. Eravamo consapevoli di queste differenze culturali, ma la decisone di entrare nell’UE era una decisione realistica e necessaria per la Polonia. Non volevamo invece assorbire gli elementi culturali dell’Occidente. Per questo motivo ci opponiamo a qualsiasi tentativo di imporci questi altri valori. L’unione economica ci ha aiutato, ma nell’Unione si applica la regola del più forte. Grazie a questo la Germania sta attuando i suoi piani neoimperiali. Lo scopo della Germania è di impedire alla Polonia di raggiungere lo stesso livello di sviluppo. Non vogliamo costruire una nuova cultura, vogliamo che quella vecchia fiorisca”.