Russia: nuovo gasdotto verso la Cina

Previsto il passaggio tramite la Mongolia.
Lo annuncia direttamente Putin.

La compagnia energetica russa Rosneft, controllata dal governo, ha raggiunto accordi con la Mongolia per costruire un gasdotto attraverso il territorio di questo Paese che porterà il gas russo alla Cina.

Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin che oggi a Vladivostok ha incontrato il primo ministro della Mongolia, Luvsannamsrai Oyun-Erdene.

Il nuovo gasdotto, denominato “Forza della Siberia 2“, stando a quanto riporta “Ansa” è progettato per consolidare i sistemi per il trasporto di gas nell’est della Russia.

Medvedev: Germania ci ha dichiarato guerra ibrida

Mosca: Germania ha fornito armi letali all’Ucraina.
Berlino: Russia fornitore inaffidabile.

Botta e risposta tra Mosca e Berlino.

Dopo che il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha accusato la Russia di non essere “più una fornitrice di energia affidabile“, veniamo “di nuovo offesi” dalla Germania, gli ha replicato il vice presidente del Consiglio di sicurezza russo, Dmitry Medvedev.

Secondo quest’ultimo, stando a quanto riporta “Adnkronos”, le cose starebbero come di seguito:

La Germania è un Paese ostile perché ha imposto sanzioni contro l’intera economia della Russia e dei suoi cittadini e fornisce all’Ucraina armi letali dirette contro le nostre forze armate. In altre parole, ha dichiarato una guerra ibrida alla Russia e agisce come un nostro nemico“. 

Gli fa eco il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov:

Il fatto che armi tedesche siano in mano a soldati nazionalisti che stanno sparando ai nostri ragazzi è mostruoso. Il fatto che la Germania ed altri Stati europei sostengano un Paese il cui regime consente ai nazisti di camminare per le strade non è meno terribile“.

Il tutto, mentre il primo ministro ucraino Denys Shmygal è in visita in Germania per chiedere più sostegno.

Kadyrov annuncia il ritiro

Le dichiarazioni tramite un video su Telegram.
Guida la Repubblica Cecena dal 2007.

Kadyrov annuncia il suo ritiro dopo 15 anni.

Ramzan Kadyrov, leader della Cecenia, ha annunciato che intende prendersi una pausa “indefinita e lunga” dal suo incarico.

Le dichiarazioni arrivano tramite un video postato su Telegram, come riporta il “Guardian” citato anche da “Ansa”.

Kadyrov, che dal 2007 governa la Repubblica cecena russa, ha affermato di essersi “reso conto di essere rimasto seduto per molto tempo” a occupare la sua posizione di potere e che “sia giunto il momento” di lasciare.

Lo riporta anche l’agenzia russa Tass conferma le intenzioni di Kadyrov;

Penso che sia venuta la mia ora prima che gli altri mi caccino via“.

Mosca: “Usa parte del conflitto”

Ryabkov mette in guardia dal fare provocazioni e premette che aiuti militari all’Ucraina non rimarranno impuniti.

Il vice ministro degli Esteri russo Serghei Ryabkov sostiene che “ormai c’è solo una sottilissima linea a separare gli Stati Uniti dal diventare una parte in conflitto” nella guerra in Ucraina.

Come riporta “Tgcom24“, Ryabkov ha voluto “mettere in guardia gli Usa dal fare passi provocatori, compresa la fornitura di armi di sempre più a lunga gittata e più distruttive” perché le “sfacciate forze anti-russe non possono illudersi che tutto rimarrà immutato“. 

G7, Russia: niente petrolio a Paesi che mettono tetto a prezzi

L’avviso arriva direttamente dal Cremlino.
Destabilizzazione mercati petroliferi dietro l’angolo?

La Russia tuona al G7 sui prezzi del petrolio e sulle sue forniture.

Si alza, dunque, il livello di scontro tra la Russia e l’Europa in teme energia, con il Cremlino che ha avvertito che smetterà di vendere petrolio ai Paesi che impongono limiti di prezzo alle risorse energetiche russe.

Come riporta “Milano Finanza”, il portavoce Dmitry Peskov ha spiegato che se i leader del G7 nella riunione odierna decideranno di imporre limiti di prezzo al petrolio russo, ciò porterà a una significativa destabilizzazione del mercato petrolifero globale; più nel dettaglio, le parole sono state le seguenti:

Le aziende che impongono un limite di prezzo non saranno tra i destinatari del petrolio russo. Semplicemente non coopereremo con loro su principi non di mercato. Una cosa si può dire con sicurezza: una tale mossa porterà a una significativa destabilizzazione dei mercati petroliferi“.

I ministri delle Finanza del G7 si incontrano virtualmente per definire i piani per imporre un tetto ai prezzi del petrolio russo, con l’obiettivo di ridurre i ricavi di Mosca.