Putin: Ucraina parlerà di pace solo quando finirà le risorse

Controfensive ucraine sistematicamente fallite e riarmate da Occidente.
Ucraina si autoimpone il divieto legale di colloqui di pace.

Il presidente russo, Vladimir Putin, ha detto oggi che l’Ucraina sarà propensa ad avviare colloqui di pace solo quando avrà esaurito le risorse, e sfrutterà qualsiasi potenziale cessazione delle ostilità per riarmarsi nuovamente con l’aiuto dell’Occidente.

La guerra ha devastato vaste aree dell’Ucraina orientale e meridionale, ha ucciso o ferito centinaia di migliaia di persone e ha innescato la più grande rottura nei legami della Russia con l’Occidente dalla crisi missilistica di Cuba del 1962.

Putin, parlando a un forum economico nella città portuale russa di Vladivostok, sul Pacifico, ha detto che la controffensiva dell’Ucraina contro le forze russe è finora fallita e che l’esercito di Kiev ha subito pesanti perdite.

Lo stesso Putin, come riporta Reuters, ha poi aggiunto:

Ho l’impressione che vogliano prendersi il più possibile e poi, quando le loro risorse sono prossime allo zero, ottenere la cessazione delle ostilità e avviare i negoziati per ricostituire le loro risorse e ripristinare la capacità di combattimento“.

Putin ha detto che molti potenziali mediatori gli hanno chiesto se la Russia sia pronta a smettere di combattere, ma che questo non è possibile dal momento che deve affrontare la controffensiva ucraina.

Affinché ci sia una possibilità di dialogo, ha detto Putin, l’Ucraina dovrebbe prima cancellare il divieto legale di colloqui di pace che si è autoimposta, e spiegare cosa vuole.

La Russia controlla circa il 18% del territorio ucraino, compresa la Crimea, annessa nel 2014, e una fascia dell’Ucraina orientale e meridionale, di cui ha assunto il controllo nel 2022.

Cina: più collaborazione con Nord Corea in vari campi

Fronte ormai chiaro e compatto contro le politiche Nato.
Si intensificano le relazioni tra Cina, Russia e Corea del Nord.

Dopo le preoccupazioni per la possibile collaborazione tra Corea del Nord e Russia dal punta di vista degli armamenti che spaventa la Nato (approfondimento al link), ora arriva un altro chiaro segnale del fronte unito contro le politiche occidentali.

La Cina sta lavorando per approfondire la cooperazione con la Corea del Nord in “vari campi“: nel giorno dell’arrivo in Russia del leader Kim Jong-un con le attese di un incontro con Vladimir Putin, la portavoce del ministero degli Esteri Mao Ning ha detto che le relazioni Pechino-Pyongyangsi stanno sviluppando bene e le due parti stanno attuando l’importante consenso raggiunto dai leader dei due Paesi“.

Cina e Corea del Nord stanno “approfondendo gli scambi e la cooperazione bilaterale in vari campi e spingendo affinché le relazioni continuino a raggiungere uno sviluppo ancora maggiore“, ha aggiunto Mao nel briefing quotidiano, come riporta Ansa.

Tajani: non poassiamo sempre correre dietro agli Usa

Secondo il ministro degli Esteri erve un’Europa che conti di più nella Nato.
Borrell spinge nel veros giusto.

Serve un’Europa che conti di più nella Nato.

Questo il pensiero del ministro degli Esteri e vice premier Antonio Tajani, aggiungendo che Borrell sta spingendo correttamente in questo senso.

Come riporta Notizie.it, le sue parole al Forum Ambrosetti a Cernobbio sono state le seguenti:

L’Europa deve fare qualche passo in avanti in tema di difesa comune. Eravamo quasi pronti nel ’52, poi la Francia ha fatto marcia indietro. Ora, devo dire, Josep Borrell sta spingendo nella giusta direzione però dobbiamo essere più ambiziosi. I numeri che abbiamo non ce lo permettono, dobbiamo pur iniziare… Lo abbiamo visto anche sulla questione Ucraina, non possiamo sempre correre dietro agli Stati Uniti, che sono un nostro interlocutore ma se anche nella Nato vogliamo contare di più, serve un’Europa in grado di contare di più, non a parole ma coi fatti. Anche con l’industria della Difesa che porta risultati positivi anche in ricerca e innovazione”.

Pentagono: Nord Corea non negozi armi con Russia

Accuse anche all’Iran da parte di Ryder.
Il tutto mentre gli Stati Uniti sono i primi fornitori di armi all’Ucraina.

Il portavoce del ministero della Difesa americano, Patrick Ryder, ha esortato la Corea del Norda non negoziare con la Russia” in vista di una potenziale fornitura di armi.

Più precisamente, come riporta Notizie.it, le sue parole sono state le seguenti:

Invitiamo la Corea del Nord ad astenersi da ogni tipo di retorica o di comportamento provocatorio e il nostro obiettivo nella regione è di lavorare in stretto contatto con la Repubblica di Corea e i nostri alleati nella regione per garantire la pace, la stabilità e la sicurezza. Il problema più in generale è che la Russia cerca di ottenere armi o munizioni supplementari da regimi criminali, compreso l’Iran. Ancora una volta, chiediamo alla Corea del Nord di non negoziare con la Russia e di non fornire alcun tipo di munizioni, che potrebbero uccidere civili innocenti in Ucraina”.

Proprio la Corea del Nord, poco tempo fa, aveva accusato gli Usa di aumentare il rischio di una guerra nucleare (approfondimento al link).

Non si può certo dire, però, che gli Usa stiano dando l’esempio dato che sono i primi fornitori di armi all’Ucraina ma chiedono ad altri Stati di non fare lo stesso con altri Stati.

Ucraina, Macron: Francia non entra in guerra con Russia

Parigi impegnata ad evitare qualsiasi escalation nel conflitto.
E Macron propone un’Europa a due velocità.

La Franciaesclude la possibilità di una partecipazione diretta alla guerra dell’Ucraina contro l’aggressione della Russia“.

Lo ha affermato il presidente Emmanuel Macron alla conferenza annuale degli ambasciatori, aggiungendo che Parigi sta cercando di “evitare qualsiasi escalation del conflitto ucraino“. 

Allo stesso tempo, come riporta Adnkronos, il presidente francese ha osservato che “l’Unione europea fornisce la massima assistenza all’Ucraina in ambito umanitario ed economico, nonché in materia di fornitura di armi“.

Macron ha anche sottolineato che “la Russia non dovrebbe vincere questa guerra in nessuna circostanza”.

Macron, ancora, ha affermato che la Ue dovrebbe “forse” evolversi verso un’unione “a più velocità” in considerazione dell’integrazione di Ucraina, Moldova e paesi dei Balcani occidentali.

Il capo dell’Eliseo ha ribadito che l’Unione Europea deve riformarsi se vuole integrare nuove nazioni e deve creare consenso con più di 30 paesi membri.

Ha infine concluso il presidente francese:

Il rischio è pensare di poter allargare senza riforme. Posso testimoniare che è già abbastanza difficile per l’Europa avanzare su temi delicati con 27 membri. Con 32 o 35 membri non sarà più facile“.