FederTerziario Balneari sostiene emendamento Romeo

L’emendamento è all’interno del D.L. Agricoltura che andrà in votazione martedì prossimo.
Ecco l’opinione di Mancarella, presidente di FederTerziario Balneari.

Come Federterziario Balneari abbiamo appreso che l’emendamento presentato dai Senatori Romeo, Centinaio e Marti all’interno del D.L. Agricoltura e relativo al comparto balneari verrà votato già lunedì pomeriggio dalla Commissione Industria del Senato e messo in votazione martedì”.

Lo precisa Giuseppe Mancarella, presidente di FederTerziario Balneari.

Si tratta di un emendamento che, in questo momento, si presenta sicuramente di particolare importanza per “l’intera categoria degli imprenditori balneari – aggiunge Mancarella in quanto traccia, al suo interno, il tema fondamentale della mappatura, oltre che prevedere significative modifiche al codice della navigazione. Si tratta, peraltro, di un testo assolutamente in linea con i principi comunitari in materia d concorrenza e rispettoso dei principi sanciti dalla Corte di Giustizia europea nella sentenza del 20 aprile 2023”.

Confidiamo – prosegue il presidente di FederTerziario Balneariin un iter di approvazione chiaro e soprattutto rapido in quanto esso rappresenta un importante passo in avanti nel percorso finalizzato al riordino della materia delle concessioni balneari. La categoria ha, mai più che adesso, estremo bisogno di una norma che definisca concetti importanti e che ponga le basi di quanto dovrà animare la riforma del settore laddove non si potrà prescindere dal concetto e della rilevanza della c.d. risorsa scarsa”.

È necessario che si arrivi “all’interlocuzione con la Commissione Europea con una norma – conclude Mancarellache abbia definito e sancito i pilastri del riordino della materia, nel pieno rispetto del principio di Sovranità nazionale”.

Lear Corporation licenzia il 90% dei dipendenti in Polonia

L’azienda non spiega il motivo della chiusura, ma pesano i forti aumenti del costo del lavoro e le politiche del nuovo governo.

Lear Corporation, l’azienda americana che produce sedili e componenti elettronici utilizzati nell’industria automobilistica, licenzierà quasi il 90% del personale dello stabilimento che opera vicino a Włocławek.

Come è stato riportato dal sito locale ddwloclawek.pl, poi ripreso da Polonia Oggi, ciò significa che 960 dei circa 1100 dipendenti finora impiegati dall’azienda perderanno il lavoro.

L’azienda americana ha deciso di chiudere quasi tutta la fabbrica ed ha proposto che la riduzione dell’occupazione si terrà sulla base di dimissioni volontarie, con una gratificazione finanziaria.

L’azienda non ha spiegato perché ha deciso di ridurre l’occupazione, ma negli ultimi mesi diverse società straniere hanno chiuso le loro attività in Polonia e questo, si presume, sia correlato al forte aumento del costo del lavoro, compreso il salario minimo, avvenuto negli ultimi anni.

Oltretutto, il nuovo governo sta introducendo il pagamento della malattia al 100%: questo comporta maggiori costi e rischi per le aziende che potrebbero vedere un grande numero di dipendenti mettersi in malattia per andare a fare altri lavori a nero, dovendo oltretutto pagare loro il salario completo.

Infine, il rafforzamento dello Zloty tanto cercato dal governo Tusk, che non ha mai nascosto la forte volontà di entrare nell’euro, rende meno attrattivi gli investimenti stranieri.

Grecia controcorrente: al via la settimana lavorativa lunga

Aumento dello stipendio del 40% per il giorno extra ma impossibilità di rifiutare.
Ecco pro e contro.

A partire dal 1 luglio, la Grecia introdurrà una nuova proposta lavorativa che ha suscitato numerose discussioni: la “settimana lunga“.

Questa iniziativa prevede che i lavoratori, su richiesta dei datori di lavoro, possano lavorare sei giorni alla settimana anziché cinque, con un aumento del 40% dello stipendio per il giorno extra.

L’obiettivo è affrontare le crisi di manodopera stagionale, particolarmente evidenti nel settore industriale, delle telecomunicazioni e del commercio al dettaglio.

La proposta della “settimana lunga“, come riportato dal Corriere poi ripreso da News Mondo, si inserisce in un contesto lavorativo già particolarmente impegnativo per i greci.

Secondo Eurostat, la Grecia vanta già la settimana lavorativa più lunga d’Europa, con una media di 39,4 ore settimanali e un greco su otto che lavora oltre 48 ore alla settimana.

Questo scenario è aggravato da salari generalmente bassi.

Il governo di centrodestra guidato dal premier Kyriakos Mitsotakis sostiene che questa misura possa incentivare la crescita economica e migliorare la produttività.

Tuttavia, non mancano le critiche: la nuova legge, infatti, obbliga i lavoratori a rispettare la settimana lungasenza possibilità di rifiuto, bypassando qualsiasi forma di contrattazione collettiva.

I sindacati hanno espresso preoccupazioni sul fatto che questa normativa potrebbe ulteriormente sovraccaricare i lavoratori attuali senza creare nuove opportunità di impiego.

Un aspetto positivo della “settimana lunga” potrebbe essere la riduzione del lavoro nero, particolarmente diffuso in Grecia.

Attualmente, molti straordinari non sono riportati in busta paga e sono spesso pagati in nero, o addirittura non pagati affatto.

La nuova legge, permettendo di formalizzare il lavoro extra con un incremento salariale, potrebbe rappresentare un passo avanti nella trasparenza delle condizioni lavorative.

Ciononostante, resta il rischio che l’aumento delle ore lavorative settimanali riduca ulteriormente il tempo libero dei lavoratori, incidendo sulla loro qualità della vita.

La Grecia, con questa decisione, va controcorrente rispetto alle tendenze europee che puntano alla riduzione della settimana lavorativa, come nel caso del Belgio e delle sperimentazioni in corso in Germania, Paesi Bassi, Irlanda e Spagna.