Bosch prevede di tagliare 1.100 posti entro il 2029

La causa è il rapido peggioramento del mercato automobilistico.
L’azienda prevede di concentrarsi sulla produzione di semiconduttori perchè le unità di controllo elettroniche non sono più competitive nel mercato europeo.

Il produttore tedesco di componenti per auto Bosch taglierà fino a 1.100 posti di lavoro entro il 2029 e ristrutturerà il suo stabilimento di Reutlingen, a causa del rapido peggioramento del mercato automobilistico che fa calare le vendite.

Come riporta Tgcom24, Bosch concentrerà l’impianto principalmente sulla produzione di semiconduttori, poiché la produzione di unità di controllo elettroniche non è più competitiva nel mercato europeo.

Scoperto il più grande giacimento polacco di petrolio e gas nel Mar Baltico

Stimati 22 milioni di tonnellate di petrolio e 5 miliardi di metri cubi di gas naturale.
Possibile la presenza di altri giacimenti nei paraggi.

Central European Petroleum (CEP), una società canadese operante in Polonia dal 2017, ha annunciato la scoperta del più grande giacimento di petrolio e gas naturale nella storia della Polonia: Wolin East.

Il giacimento si trova nel Mar Baltico, a circa 6 km da Świnoujście.

È stato individuato grazie al pozzo WE1, che ha raggiunto una profondità di 2715 metri. Secondo la CEP, Wolin East contiene 22 milioni di tonnellate di idrocarburi estraibili e 5 miliardi di metri cubi di gas naturale di qualità commerciale.

Il petrolio ha un indice API di 33,4, il che lo classifica come leggero, quindi più facile ed economico da raffinare. L’intera area della concessione Wolin, che copre 593 km², contiene in totale oltre 33 milioni di tonnellate di petrolio e condensato, e 27 miliardi di metri cubi di gas.

Oltre ai giacimenti già confermati, come riporta Polonia Oggi, l’area ha un grande potenziale per ulteriori scoperte, in particolare nella dolomia principale e nel sottosuolo rosso.

Secondo Krzysztof Galos, sottosegretario di Stato e Geologo Capo della Polonia, la scoperta di Wolin East potrebbe rappresentare un momento storico per l’industria polacca degli idrocarburi, soprattutto considerando le aree della zona economica esclusiva della Polonia nel Baltico ancora poco esplorate.

Galos ha sottolineato che lo sviluppo di questo giacimento potrebbe rafforzare significativamente la sicurezza energetica del Paese e ridurre la dipendenza dalle importazioni di materie prime, a condizione che vengano soddisfatti tutti i requisiti formali per avviare l’estrazione.

Da parte sua, la CEP evidenzia che questa scoperta ha il potenziale per diventare una base solida per lo sviluppo del settore energetico nazionale. Rolf G. Skaar, direttore generale della CEP, ha annunciato azioni rapide per avviare la produzione, tra cui la preparazione e l’approvazione della documentazione geologica e degli investimenti.

L’azienda sta già dialogando con potenziali partner, sia polacchi che internazionali, e punta a collaborazioni per sviluppare ulteriormente il progetto.

Skaar sottolinea che l’estrazione da Wolin sarà meno costosa rispetto al Mare del Nord, grazie alle acque poco profonde e alla vicinanza del mercato.

Secondo lui, il giacimento potrebbe persino raddoppiare o triplicare la produzione giornaliera di petrolio della Polonia, attualmente di soli 16–18 mila barili al giorno, a fronte di una domanda che raggiunge i 700 mila barili.

Oltre all’aumento della produzione di petrolio, la CEP prevede anche una crescita dell’estrazione di gas di circa il 20%. L’azienda crede che la scoperta di Wolin East possa annunciare la presenza di altri giacimenti nella regione, come è già successo nel Mare del Nord.

Tassa Ue sulle imprese con oltre 100 milioni di ricavi

Per l’Italia possibile stangata da quasi 2 miliardi l’anno.
L’industria manifatturiera la più a rischio; Lombardia la regione più esposta.

Tra le varie tasse che l’Ue sta pensando di introdurre per finanziare la guerra in Ucraina, il Green Deal ed il riarmo (ReArmUe), oltre a quelle sul tabacco che potrebbe salire fino al +139% (approfondimento al link) e sull’elettronica dove si pagherebbero anche i rifiuti non prodotti (approfondimento al link), ce ne sarebbe anche una sulle aziende che hanno ricavi annui superiori ai 100 milioni.

Come riporta Milano Finanza citando i numeri di Unimpresa, per l’Italia sarebbe una stangata da 1,8 miliardi di euro all’anno.

L’industria manifatturiera sarebbe la più a rischio mentre la Lombardia sarebbe la regione più esposta.

L’Ue approva il 18° pacchetto di sanzioni alla Russia

La Slovacchia ritira il veto.
Introdotto un price cap del 15% inferiore al prezzo medio di mercato per il petrolio russo.

La Slovacchia ha ritirato il veto che aveva posto (approfondimento al link).

Si introduce così un price cap sul petrolio russo del 15% inferiore al prezzo medio di mercato: il tetto massimo sarà ridotto a circa 47,6 dollari al barile.

Questo non significa che per i cittadini dell’Ue il petrolio costerà meno, ma che si comprerà petrolio da altri Stati a prezzo più alto.

Ue: nuova tassa sui rifiuti… senza rifiuti

L’aliquota è di 2 euro al kg e si basa solo su stime, tassando anche rifiuti non realmente prodotti.
Garantirà 15 miliardi di euro di nuove tasse all’anno.

Come visto a questo link, l’Ue intende tassare tabacco e prodotti elettronici per finanziare la guerra in Ucraina, il Green Deal ed il riarmo.

Per quanto riguarda i prodotti elettronici, la Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen intende raccogliere 15 miliardi di euro all’anno tassando i Raee (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) non raccolti e, con questi fondi, finanziare il bilancio 2028-2034.

Il comunicato stampa ufficiale, come riporta Qui Finanza, riporta la volontà di applicare un’aliquota sui rifiuti elettronici non raccolti di 2 euro al kg moltiplicati per la differenza tra il peso medio degli apparecchi immessi sul mercato nei tre anni precedenti ed il peso dei Raee raccolti.

Di fatto, dunque, una tassa che si basa su stime e non su dati e che tasserebbe anche dei rifiuti non realmente prodotti.