Zelensky minaccia Orban: azioni militari se blocca i fondi Ue per l’Ucraina

Il presidente ucraino: se una sola persona nell’Ue blocca la tranche di 90 miliardi all’Ucraina, forniremo il suo indirizzo alle nostre forze armate.

Il presidente ucraino Zelesnky ha minacciato il premier ungherese Orban di azioni militari se continuerà a bloccare la tranche dell’Ue per l’Ucraina.

Più precisamente, come riporta Giubbe Rosse, Zelensky ha dichiarato quanto di seguito:

Speriamo che una sola persona nell’Unione europea non blocchi i 90 miliardi e che i soldati ucraini avranno delle armi. Altrimenti forniremo l’indirizzo di questa persona alle nostre forze armate, ai nostri ragazzi, affinché possano chiamarlo e comunicare con lui nella sua lingua“.

Reddito pro capite: la Polonia supera la Spagna

Il confronto tiene conto delle differenze del costo della vita tra i vari Paesi.
Tusk: Polonia parte dell’élite economica europea.

Secondo i dati più recenti del MFW (in polacco: Międzynarodowy Fundusz Walutowy), la Polonia ha superato la Spagna in termini di reddito pro capite calcolato in base al PPP (Purchasing Power Parity, l’indicatore che tiene conto delle differenze nel costo della vita tra i paesi).

Come riporta Polonia Oggi, il reddito pro capite in Polonia ha raggiunto 58,56 mila dollari (PPP), mentre in Spagna è stato 58,35 mila dollari (PPP).

Il primo ministro Donald Tusk ha commentato questi dati, definendo la Polonia parte dell’”élite economica europea“.

Tuttavia, il reddito medio in Europa resta più alto, con una media di circa 66,8 mila dollari (PPP).

Alcuni paesi come Italia, Repubblica Ceca, Lituania e Slovenia hanno il reddito pro capite superiore a quello polacco.

Il rapporto evidenzia anche che l’economia polacca ha continuato a crescere nel 2025 a un ritmo più veloce rispetto a quella spagnola, riflettendo un trend positivo per l’economia nazionale.

Polonia: Ministero Difesa ritira formazione sul gender per i soldati

Gli stessi soldati avevano espresso critiche sull’utilità di tale formazione.

Il Ministero della Difesa Nazionale ha informato che, per decisione del ministro, dal programma delle formazioni integrative per il 2026 è stato eliminato il tema riguardante i “diritti umani e la prospettiva di genere nelle operazioni militari.

La formazione, come riporta Polonia Oggi, era stata precedentemente proposta dalla Presidente del Consiglio per il Servizio Militare delle Donne e approvata dal Dipartimento del Personale del Ministero.

La questione è diventata pubblica dopo alcune notizie diffuse dai media e dichiarazioni anonime di soldati che hanno espresso critiche sull’utilità di tale formazione.

Nel comunicato ufficiale, il Ministero ha sottolineato che, nonostante la precedente approvazione a livello dipartimentale, il ministro della Difesa ha deciso di ritirare questo punto dal programma.

Il Ministero ha inoltre ricordato che formazioni di questo tipo possono essere organizzate sulla base di una decisione del 2020 relativa alla metodologia dell’educazione civica e alla prevenzione e disciplina militare. Tuttavia, il tema in questione non sarà incluso nel programma di formazione per il 2026.

Prietenia: un viaggio nel passato

Un treno sovietico che collega due capitali europee, con carrozze costruite negli anni 70/80 in Germania dell’est. Un viaggio nel tempo, però che è possibile realizzare anche oggi, nel 2026.

Ancora oggi, le capitali di due paesi che un tempo si trovavano al di là di quella che veniva chiamata la “cortina di ferro”, sono collegate da un treno di epoca sovietica, il “Prietenia”, che in lingua rumena significa “amicizia“. Avendo quasi l’impressione di trovarsi a bordo di una macchina del tempo, è possibile viaggiare in carrozze in finto legno costruite in Germania dell’Est negli anni 70/80 del secolo scorso e riscaldate rigorosamente a carbone. Non si tratta della versione est europea del film “Ritorno al futuro”, ma di un collegamento ferroviario reale dei giorni nostri, anche se dal sapore ormai antico.

Il treno, infatti, collega quotidianamente le stazioni di Bucarest Nord e Chisinau, quindi le capitali di Romania e Moldavia, con un viaggio che dura all’incirca 14 ore. Le numerose ore che impiega il treno a percorrere gli oltre 350 km che separano le due capitali, si possono passare nelle cuccette, le quali, oltre ad avere un’atmosfera nostalgica e spartana, sono anche sorprendentemente comode. All’interno del treno è presente una carrozza con bar/ristorante, dove è possibile mangiare dei piatti caldi, oppure semplicemente bere bevande alcoliche e non.

Il prezzo del biglietto di seconda classe si aggira intorno ai 25/30 euro, con cuccette con posti letto per quattro persone, mentre le cuccette di prima classe prevedono due posti letto, ma il prezzo del biglietto sale al doppio di quello di seconda classe, quindi 60 euro circa.

Una volta arrivati nella cittadina moldava di Ungheni, al confine tra Romania e Moldavia, compresa nel prezzo del biglietto c’è un’ulteriore attrazione: il cambio delle ruote, o meglio, dei carrelli del treno. Avendo fatto parte dell’Unione Sovietica, la Moldavia utilizza lo scartamento ferroviario sovietico (1.520 mm), mentre la Romania lo scartamento standard europeo (1.435 mm). Le operazioni di cambio dei carrelli avvengono ogni notte, quindi ad ogni passaggio del treno nelle due direzioni e durano un paio d’ore. Le carrozze vengono sollevate con dei grossi martinetti idraulici ed i carrelli vengono sostituiti. Il viaggio poi prosegue a velocità moderata, fino alla capitale moldava. Un’esperienza di viaggio che va oltre il tempo, che ci riporta in un’epoca di forti divisioni, come quella della guerra fredda, ma che in questi ultimi anni non sembra poi così lontana nel tempo, a causa delle forti tensioni geopolitiche in corso.

von der Leyen: rinunciare all’unanimità sulla competitività

La presidente della Commissione Europea: se non si trova un accordo tra i 27 Paesi membri, non esitare a passare alla cooperazione rafforzata.

Il nostro obiettivo dovrebbe sempre essere quello di raggiungere un accordo tra tutti i 27 Stati membri. Tuttavia, qualora la mancanza di progressi o di ambizione rischi di compromettere la competitività o la capacità di azione dell’Europa, non dovremmo esitare a ricorrere alle possibilità previste dai trattati in materia di cooperazione rafforzata“.

Lo afferma la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen nella lettera ai leader in vista del Consiglio informale.

Collegare il nostro programma di competitività con la nostra spinta verso l’indipendenza deve essere la nostra missione guida“, ha poi aggiunto come riportato da Ansa.