Tusk: la Polonia romperà lo stallo sull’ingresso di Kiev nella Nato

Il premier polacco spinge per l’entrata dell’Ucraina.
La Merkel da sempre contraria: “Sarebbe una dichiarazione di guerra e non porterebbe protezione all’Alleanza” .

La presidenza di turno polacca dell’Unione Europea romperà lo stallo che si è formato sul percorso di adesione dell’Ucraina nell’Ue, accelereremo il lavoro“.

Come riporta Ansa, lo ha detto il premier polacco Donald Tusk nel corso di un incontro a Varsavia con il presidente ucraino Volodomyr Zelensky, precisando che tra Ucraina e Polonia non c’è solo un rapporto di amicizia ma anche di “comuni interessi“.

Una Ucraina indipendente e sovrana, che decide del suo futuro, è prerequisito per la sicurezza della Polonia e dell’Europa: Kiev può contare sul sostegno di Varsavia e uno dei miei compiti è galvanizzare l’aiuto dell’Ue verso l’Ucraina“.

Chi, invece, è da sempre contraria all’entrata dell’Ucraina nella Nato è Angela Merkel: nel sua libro dice infatti che “l’ingresso nella Natro deve portare protezione non solo a chi entra ma a tutta l’Alleanza”, poi aggiungendo che “Sarebbe stata una dichiarazione di guerra a Putin” (approfondimento al link).

Call center, Univendita-Confcommercio: bene lavoro Parlamento contro abusi

Buon lavoro del Parlamento su regolamentazione telemarketing e teleselling.
Ecco il punto di vista di Sinatra, Presidente di Univendita.

La tutela del cliente, a partire dal corretto utilizzo dei suoi dati, è uno dei principi fondanti della vendita diretta e un valore irrinunciabile delle aziende nostre associate. Ecco perché salutiamo e seguiamo con favore il lavoro bipartisan che il Parlamento sta portando avanti nel tentativo di regolare meglio le attività di telemarketing e teleselling, garantendo una maggiore protezione dei consumatori da pratiche commerciali illecite o comunque troppo aggressive”.

Lo commenta Ciro Sinatra, presidente di Univendita, la prima associazione italiana nel comparto della vendita diretta, a proposito della discussione nelle commissioni Trasporti e Attività produttive della Camera, in prima lettura, delle sei proposte di legge di maggioranza e opposizione sui call center.

Da una parte, bene la lotta alle delocalizzazioni selvagge e le garanzie rafforzate a beneficio dei lavoratori – aggiunge Sinatramentre dall’altra apprezziamo in particolare alcune misure in discussione, come l’obbligo di adesione da parte delle società di call center al codice di condotta per il telemarketing del Garante privacy. Non a caso Univendita già prevede il vincolo di compliance delle sue associate a un codice etico proprio che tutela la clientela. Importante poi è anche l’impegno per cui i dati del cittadino non debbano più diventare merce di scambio in opachi suk tra operatori diversi e il ribaltamento del meccanismo del registro delle opposizioni che oggi mostra tutte le sue lacune, prevedendo invece un esplicito consenso ad essere contattati e non l’esclusione dei propri recapiti rispetto alle invasive liste di numerazioni telefoniche o indirizzi mail”.   

Chi fa vendita diretta in modo etico e trasparente – conclude il presidente Univenditanon potrà che giovarsi di una regolamentazione che tagli le ali a coloro che si muovono ai limiti della legalità o addirittura fuori dalle regole”.

Netanyahu: la Polonia non rispetterà il mandato d’arresto internazionale

Il Primo Ministro israeliano potrà visitare la Polonia per l’anniversario di Auschwitz.
Il Consiglio Nazionale degli Avvocati critica la decisione del governo: mina la fiducia dei cittadini nello stato di diritto.

Il governo polacco ha deciso di garantire la sicurezza al Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu in caso di sua visita in Polonia per le celebrazioni dell’80º anniversario della liberazione di Auschwitz-Birkenau.

Questa decisione è stata criticata dal Consiglio Nazionale degli Avvocati (Naczelna Rada Adwokacka – NRA), che l’ha giudicata come un atto che mina la fiducia dei cittadini nello stato di diritto.

Sullo sfondo della vicenda si trova un mandato di arresto emesso dalla Corte Penale Internazionale (CPI) contro Netanyahu, accusato di crimini di guerra nella Striscia di Gaza.

La decisione di garantire la sicurezza è stata presa su richiesta del Presidente Andrzej Duda; in una dichiarazione ufficiale, l’NRA ha sottolineato che l’esecuzione dei mandati della CPI spetta ai tribunali, non alle autorità esecutive.

La risoluzione del governo e le dichiarazioni pubbliche dei rappresentanti del potere esecutivo hanno suscitato indignazione tra gli avvocati e le organizzazioni sociali.

Come riporta Polonia Oggi, l’NRA ha lanciato un appello per il rispetto del diritto internazionale come base per ricostruire lo stato di diritto in Polonia.

La decisione del governo ha scatenato proteste a Varsavia: tra i manifestanti, attivisti e rifugiati provenienti da Gaza hanno espresso opposizione alla garanzia di sicurezza per Netanyahu, accusato dalla CPI di genocidio.

I partecipanti hanno criticato anche la posizione del Primo Ministro Donald Tusk e del Presidente Duda, evidenziando contraddizioni nell’approccio della Polonia al diritto internazionale.

Secondo alcune fonti, la decisione del governo polacco mirava a mantenere buoni rapporti con l’amministrazione statunitense, che sostiene fortemente Netanyahu.

I critici hanno accusato il governo di agire per calcoli politici piuttosto che per impegni verso il diritto internazionale.

La decisione relativa a Netanyahu evidenzia la complessità della politica internazionale e i dilemmi legati all’equilibrio tra interessi politici e obblighi legali.

Le polemiche generate potrebbero influire negativamente sull’immagine della Polonia come stato di diritto.

Nel contesto delle celebrazioni per Auschwitz, la questione del rispetto coerente del diritto internazionale assume un’importanza particolare.