Bitcoin in caduta: -12,12%

Investitori preoccupati per l’inasprimento della regolamentazione in Cina.
Trump attacca: “Solo una truffa”.

Dopo il calo dovuto alle dichiarazioni di Elon Musk (approfondimento al link), il Bitcoin continua la sua caduta che, scendendo sotto la soglia dei 32.000 dollari, precisamente a 31.702, perde il 12,12%.

Sulla stessa onda negativa anche le altre valute digitali, con Ethereum che perde il 14,70% stabilizzandosi a 2.373 dollari.

I motivi del calo sono diversi; si va dalla preoccupazione degli investitori per il sempre maggior inasprimento della regolamentazione del settore in Cina, fino al fatto che le autorità federali Usa hanno rintracciato e recuperato 2,3 milioni di dollari in criptovalute, la metà del riscatto pagato ad hacker stranieri, il cui attacco a maggio aveva portato al blocco della più grande rete di oleodotti del Paese, gestita dalla Colonial Pipeline.

Come se non bastasse, l’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è tornato ad attaccare il Bitcoin in un’intervista rilasciata alla Fox Business:

Solo una truffa. Non mi piace perché è un’altra valuta in competizione con il dollaro.

Anche l’attuale presidente della Consob, il professore emerito di politica economica e già ministro per gli affari europei Paolo Savona, era intervenuto sul tema delle criptovalute definendole “un pericolo per la società” (approfondimento al link).

Corte dei conti Ue boccia Frontex

“Inefficace nel proteggere i confini”.
L’Agenzia è ritenuta inadeguata al ruolo e rea di non aver prodotto documentazione sull’operato.

La Corte dei conti Ue attacca l’operato di Frontex, l’agenzia Ue per il controllo delle frontiere esterne.

Dopo anni di denunce da parte di partiti e cittadini tacciate come razzismo, arriva anche una fonte ufficiale europea a bocciare la gestione dei flussi migratori.

La Corte dei conti Ue, infatti, boccia l’operato di Frontex:

Non ha aiutato con sufficiente efficacia gli Stati membri ed i Paesi associati Schengen a gestire i loro confini; il suo operato non sarebbe idoneo a contrastare l’immigrazione illegale e la criminalità transfrontaliera.

Frontex, dunque, “non ha pienamente adempiuto” al mandato ricevuto nel 2016, volto a sostenere gli Stati europei nella lotta all’immigrazione illegale e alla criminalità transfrontaliera ed ha “sollevato dubbi anche sulla sua capacità di svolgere efficacemente il nuovo ruolo operativo che le è stato assegnato”.

Uno dei membri della Corte responsabile della relazione, Leo Brincat, è intervenuto come di seguito:

Le mansioni affidate a Frontex alle frontiere esterne dell’Ue sono fondamentali per la lotta alla criminalità transfrontaliera ed all’immigrazione illegale; nondimeno, Frontex non le assolve attualmente con efficacia. Ciò desta particolare preoccupazione nel momento in cui vengono conferite a questa Agenzia responsabilità aggiuntive.

Ancora, nella nota si legge che la Corte dei conti ha rilevato “lacune ed incoerenze”, aggiunte al fatto che “le operazioni congiunte non sono ancora sufficientemente sviluppate nelle attività quotidiane”.

Altra cosa grave è “la mancanza di una rendicontazione sull’efficienza e sui costi”; in particolar modo dopo che nel 2019 era stato approvato un nuovo regolamento (“non corroborato da alcuna valutazione preliminare”, si precisa) prevedente il raggiungimento di un organico operativo fino a 10.000 unità entro il 2027 (rispetto ai 750 agenti del 2019) ed il raddoppio della dotazione finanziaria, che arriverà dunque attorno ai 900 milioni di euro all’anno.

Una cifra che proprio la Corte dei conti ritiene “Un importo ingente, deciso senza neanche accertare di cosa abbia bisogno Frontex per espletare il nuovo mandato e senza valutarne in alcun modo l’impatto sugli Stati membri.”. Chiude, infine, il report:

Alla luce dei molteplici rilievi formulati e visto che l’Agenzia non si è ancora adeguata ai requisiti del mandato del 2016, non è pronta a dare efficace attuazione al mandato ricevuto nel 2019.

Lavoro, onboarding: come farlo al meglio?

L’introduzione di un nuovo dipendente è un processo delicato, sia per lui che per l’azienda.
Davide Pasqua, Area Manager di Orienta S.p.A., ne fa una disamina completa.

Non c’è una seconda occasione di fare una buona prima impressione”, diceva Oscar Wilde.

La prima impressione è un biglietto da visita decisamente importante; difficilmente riusciamo a cambiare la prima idea che ci siamo fatti di una persona (o di una azienda).

Se il concetto di “prima impressione” lo applichiamo all’ambito professionale, allora capiamo quanto sia importante l’onboarding, ovvero l’introduzione di un nuovo assunto.

Ne abbiamo parlato con il dottor Davide Pasqua, laureato in Economia Aziendale presso l’Università degli Studi di Udine e con un Master in Gestione delle Risorse Umane ed Organizzazione del Lavoro presso il medesimo ateneo, oltre che un Praticantato come Consulente del Lavoro, attualmente Area Manager per il Friuli Venezia Giulia dell’Agenzia per il lavoro Orienta.

Dott. Pasqua, concorda con quanto detto in fase di introduzione?

“Certo! Nel lavoro come nello sport, parte della motivazione deriva dal senso di appartenenza. Una persona non si ricorderà tutti i suoi giorni di lavoro ma il primo giorno sicuramente sì: il ricordo si fisserà nella memoria perché sarà legato alle emozioni di una nuova avventura lavorativa.”

Considera l’onboarding una fase importante per l’ambito lavorativo ed i suoi sviluppi?

Nel primo giorno di lavoro, ma anche nei giorni successivi, è importante attivare un percorso di inserimento perché il nuovo assunto si può sentire fuori contesto: non è scontato che ogni persona abbia quelle soft skills che permettono di fare amicizia e chiedere informazioni.

Per un lungo periodo ho lavorato in una multinazionale nel settore delle spedizioni e mi ricordo molto bene del primo giorno di lavoro. Era giugno 2006, era una bella giornata di sole. Quando sono arrivato in azienda, preso dall’emozione, non capivo dove parcheggiare ed ho conosciuto così un meccanico che mi ha dato indicazioni, mi ricordo ancora il suo viso gentile ed i suoi occhi azzurri. Avevo appuntamento con l’Amministratore Delegato che mi ha portato a vedere tutti gli uffici e conoscere i colleghi. Subito ho notato un clima affiatato e accogliente, tutti disponibili a fare amicizia. Mi sono sentito subito parte di una squadra.”

Crede che, nella maggior parte dei casi, questa fase venga trascurata? Se si, perché?

“Questo dipendente dal tipo di organizzazione e dal settore. Nelle aziende italiane, di cui la maggior parte ha ancora una cultura “padronale”, questa fase viene lasciata “al buon senso” della proprietà mentre in aziende di stampo manageriale o multinazionale ci sono delle procedure di onboarding per i nuovi assunti.

Sicuramente manca una cultura delle risorse umane che spesso sono dedicate principalmente ad elaborare presenze e budget, meno a sviluppare il team di lavoro.”

Qual è il modo migliore di introdurre una nuova risorsa?

In un’azienda evoluta questo dovrebbe essere il processo di onboarding:

  1. Inviare una comunicazione interna ai dipendenti per informarli dell’arrivo di una nuova persona indicando il ruolo ed il suo profilo professionale.
  2. Predisporre la postazione di lavoro con gli strumenti necessari e un welcome kit (penna, agenda, brochure, organigramma aziendale, maglietta, …).
  3. Chiedere ad ogni persona che collaborerà con il nuovo assunto di attivare un processo di inserimento.
  4. Il primo giorno di lavoro organizzare un tour aziendale per far vedere al nuovo assunto i vari reparti/uffici, la sala mensa, etc.
  5. Programmare un piano di formazione sulle procedure interne.

Da un recente sondaggio condotto da “Orienta Spa – Agenzia per il lavoro” è emersa l’importanza di avere dei momenti di socialità con i nuovi colleghi per sviluppare buone relazioni e un clima collaborativo.”

Dal punto di vista del nuovo assunto, invece, qual è il modo migliore per presentarsi?

“Una buona strategia è quella di entrare “in punta di piedi” rispettando usi e consuetudini dell’ambiente di lavoro. Sicuramente il dress code è importante e sarà necessario capire come vestirsi in base alle informazioni raccolte in fase di selezione.

Prepararsi una breve presentazione personale da comunicare ai nuovi colleghi ogni volta che ci chiedono “E tu chi sei?”. Essere sorridenti, disponibili e gentili ma soprattutto essere attenti ad assorbire ogni informazione che riceviamo dalle persone e dal contesto organizzativo.”

Siria: Bashar al-Assad confermato per la quarta volta

L’attuale presidente viene riconfermato a pieni voti (95,1%).
Critiche da Usa, Europa e Gran Bretagna ma il suo governo è più legittimo di molti governi italiani?

Riconfermato a pieni voti.

Bashar al-Assad ha vinto le elezioni presidenziali per la quarta volta consecutiva. E lo ha fatto con una vittoria a dir poco schiacciante, raccogliendo il 95,1% ovvero portando a casa un risultato ancora migliore rispetto a quello delle scorse elezioni dove vinse con un consenso del 90%.

Migliaia le persone che si sono riversate per le strade di Damasco a festeggiare la riconferma di al-Assad, dopo che il presidente del parlamento siriano Hammouda al-Sabbagh ha ufficializzato il risultato del voto indicando inoltre che l’affluenza è stata pari al 76,64%.

La concorrenza era rappresentata da un ex ministro e da un ex esponente dell’opposizione ma il presidente in carica dal 2000 non ha avuto problemi a vincere le elezioni che gli permetteranno di rimanere in carica per altri 7 anni.

Bashar al-Assad è alla guida del Paese da quando sostituì suo padre, Hefez, che a sua volta era in carica dal 1970.

La vittoria elettorale è stata accolta, senza sorprese, in maniera critica da Usa, Unione europea e Regno Unito, che lo definiscono un dittatore e sostengono che vi fosse una concorrenza sostanzialmente assente; le Nazioni Unite, inoltre, stimano che più del 90% della popolazione siriana viva sotto la soglia di povertà.

C’è chi sostiene, invece, che il governo di al-Assad sia, proprio per le modalità elettive, ben più legittimo di altri governi; anche di quelli italiani, se pensiamo alla serie di Premier e coalizioni che hanno guidato il Paese negli ultimi circa 10 anni senza passare per le elezioni.

Alitalia tra voli, tagli e futuro

Operatività in estate, poi tagli e nuova compagnia.
I sindacati sul piede di guerra.

È ancora calco il tema inerente ad Alitalia.

Bisogna garantire i voli in estate, poi si partirà con Ita; questo il punto di vista del ministro per lo Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti in merito alla questione Alitalia-Ita discussa a Bruxelles:

Abbiamo il dovere di garantire l’operatività nella stagione estiva. Poi ci sarà una nuova compagnia, che partirà alle condizioni che si stanno definendo. La nuova compagnia potrà partecipare alla gara per il marchio.

L’Ue, vuole come al solito, vuole però dettare le condizioni e muovere le fila dell’operazione incitando ai tagli. Stando a quanto riporta “Ansa”, l’accordo di massima raggiunto tra Commissione Ue e governo (Margrethe Vestager, da una parte, e Giancarlo Giorgetti e Daniele Franco, dall’altra), infatti, prevede che la parte relativa all’aviazione sia trasferita direttamente a Ita in forma ridotta, con meno della metà della flotta attuale ed un taglio significativo del personale che vedrà anche modificato il proprio contratto.

Sono poi interventi anche i sindacati, con il segretario nazionale Filt-Cgil Fabrizio Cuscito che ha dichiarato quanto di seguito:

Positivo lo sblocco della situazione di stallo con la Commissione Ue ma l’intesa deve poter garantire lo sviluppo industriale dell’azienda, il mantenimento dell’attività di volo, di manutenzione, handling e amministrative e la tutela dell’attuale occupazione del personale Alitalia.

Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, da parte sua aggiunge:

Non abbiamo intenzione di accettare licenziamenti, la parola esuberi sarebbe il momento di toglierla. Stiamo parlando di persone in carne e ossa che in questi anni hanno fatto funzionare il vettore nazionale.

Non esiste un tavolo in cui il sindacato è messo nelle condizioni di discutere quello che sta succedendo (sottolineando che manca un incontro con i sindacati sul dossier).”