Lavoro, onboarding: come farlo al meglio?

L’introduzione di un nuovo dipendente è un processo delicato, sia per lui che per l’azienda.
Davide Pasqua, Area Manager di Orienta S.p.A., ne fa una disamina completa.

Non c’è una seconda occasione di fare una buona prima impressione”, diceva Oscar Wilde.

La prima impressione è un biglietto da visita decisamente importante; difficilmente riusciamo a cambiare la prima idea che ci siamo fatti di una persona (o di una azienda).

Se il concetto di “prima impressione” lo applichiamo all’ambito professionale, allora capiamo quanto sia importante l’onboarding, ovvero l’introduzione di un nuovo assunto.

Ne abbiamo parlato con il dottor Davide Pasqua, laureato in Economia Aziendale presso l’Università degli Studi di Udine e con un Master in Gestione delle Risorse Umane ed Organizzazione del Lavoro presso il medesimo ateneo, oltre che un Praticantato come Consulente del Lavoro, attualmente Area Manager per il Friuli Venezia Giulia dell’Agenzia per il lavoro Orienta.

Dott. Pasqua, concorda con quanto detto in fase di introduzione?

“Certo! Nel lavoro come nello sport, parte della motivazione deriva dal senso di appartenenza. Una persona non si ricorderà tutti i suoi giorni di lavoro ma il primo giorno sicuramente sì: il ricordo si fisserà nella memoria perché sarà legato alle emozioni di una nuova avventura lavorativa.”

Considera l’onboarding una fase importante per l’ambito lavorativo ed i suoi sviluppi?

Nel primo giorno di lavoro, ma anche nei giorni successivi, è importante attivare un percorso di inserimento perché il nuovo assunto si può sentire fuori contesto: non è scontato che ogni persona abbia quelle soft skills che permettono di fare amicizia e chiedere informazioni.

Per un lungo periodo ho lavorato in una multinazionale nel settore delle spedizioni e mi ricordo molto bene del primo giorno di lavoro. Era giugno 2006, era una bella giornata di sole. Quando sono arrivato in azienda, preso dall’emozione, non capivo dove parcheggiare ed ho conosciuto così un meccanico che mi ha dato indicazioni, mi ricordo ancora il suo viso gentile ed i suoi occhi azzurri. Avevo appuntamento con l’Amministratore Delegato che mi ha portato a vedere tutti gli uffici e conoscere i colleghi. Subito ho notato un clima affiatato e accogliente, tutti disponibili a fare amicizia. Mi sono sentito subito parte di una squadra.”

Crede che, nella maggior parte dei casi, questa fase venga trascurata? Se si, perché?

“Questo dipendente dal tipo di organizzazione e dal settore. Nelle aziende italiane, di cui la maggior parte ha ancora una cultura “padronale”, questa fase viene lasciata “al buon senso” della proprietà mentre in aziende di stampo manageriale o multinazionale ci sono delle procedure di onboarding per i nuovi assunti.

Sicuramente manca una cultura delle risorse umane che spesso sono dedicate principalmente ad elaborare presenze e budget, meno a sviluppare il team di lavoro.”

Qual è il modo migliore di introdurre una nuova risorsa?

In un’azienda evoluta questo dovrebbe essere il processo di onboarding:

  1. Inviare una comunicazione interna ai dipendenti per informarli dell’arrivo di una nuova persona indicando il ruolo ed il suo profilo professionale.
  2. Predisporre la postazione di lavoro con gli strumenti necessari e un welcome kit (penna, agenda, brochure, organigramma aziendale, maglietta, …).
  3. Chiedere ad ogni persona che collaborerà con il nuovo assunto di attivare un processo di inserimento.
  4. Il primo giorno di lavoro organizzare un tour aziendale per far vedere al nuovo assunto i vari reparti/uffici, la sala mensa, etc.
  5. Programmare un piano di formazione sulle procedure interne.

Da un recente sondaggio condotto da “Orienta Spa – Agenzia per il lavoro” è emersa l’importanza di avere dei momenti di socialità con i nuovi colleghi per sviluppare buone relazioni e un clima collaborativo.”

Dal punto di vista del nuovo assunto, invece, qual è il modo migliore per presentarsi?

“Una buona strategia è quella di entrare “in punta di piedi” rispettando usi e consuetudini dell’ambiente di lavoro. Sicuramente il dress code è importante e sarà necessario capire come vestirsi in base alle informazioni raccolte in fase di selezione.

Prepararsi una breve presentazione personale da comunicare ai nuovi colleghi ogni volta che ci chiedono “E tu chi sei?”. Essere sorridenti, disponibili e gentili ma soprattutto essere attenti ad assorbire ogni informazione che riceviamo dalle persone e dal contesto organizzativo.”