Narco-Stato dei Talebani in Afghanistan: inonderà il mondo

Il ritiro delle truppe Nato voluto dagli Usa ha spianato la strada.
Si stima che l’Afghanistan produca il 90% dell’oppio illegale del mondo.

Dopo vent’anni di presenza sul territorio, avvenuta dopo l’attentato alle Torri Gemelle (Twin Towers), gli Usa hanno deciso il ritiro delle truppe Nato dal Paese, avvenuto in maniera decisamente rapida (approfondimento a link).

Ne è conseguito che i Talebani hanno riconquistato il Paese in un lampo e sono ormai pronti a prendere anche la capitale Kabul, imponendo la shaaria più integralista.

Sotto il loro comando, nasce il Narco-Stato più grande del mondo: moti commentatori internazionali, infatti, stimano che l’Afghanistan produca il 90% dell’oppio illegale mondiale (primato che fino al 2008 era della Birmania) e sia pronto ad inondare il pianeta.

Dall’oppio si ricavano eroina ed altre sostanze stupefacenti e la superficie coltivata in Afghanistan è già oggi superiore a quella dedicata alle piantagioni di cocaina in Sud America.

Reddito di Cittadinanza, Zaia: così non serve

Lo strumento non è una novità, ma va cambiato.
La strada è la defiscalizzazione delle assunzioni.

(Foto da internet)

Il Reddito di Cittadinanza è stato introdotto in modo errato, con tutte le conseguenze del caso.

Così, in estrema sintesi, il Governatore del Veneto Luca Zaia, in un’intervista rilasciata a Il Corriere delle Sera:

Non è una novità italiana, in altri paesi esiste. Però, abbiamo capito che così come è stato introdotto, ha consentito ad alcuni di lucrare a carico della comunità senza effetti vistosi sull’occupazione: difficile trovare lavoro guardando la tv.

Proprio recentemente l’Italia ha registrato il record negativo di Neet (Not in Education, Employement or Trainig – ovvero persone che non lavorano, non studiano e non stanno seguendo corsi di formazione) in Europa: 2 milioni di giovani (approfondimento al link).

Zaia, da parte sua, avanza un’idea come possibile soluzione a questo problema o, se non altro, uno strumento per ridurlo:

La strada era la defiscalizzazione delle assunzioni con qualche misura per evitare i turn over di opportunità.

Infine, il Governatore, in merito agli ammortizzatori sociali interviene come di seguito:

Credo che questa sia una riforma delle riforme, deve essere di buon senso e di modernità”.

Multa da 11 milioni per Poste Italiane

Sanzione dall’Antitrust per “abuso di dipendenza economica”.
Comportamento scorretto verso Soluzioni S.r.l. per 4-5 anni.

11 milioni di euro di multa.

È quanto ha ricevuto Poste Italiane come sanzione dall’Antitrust per “abuso di dipendenza economica” nei confronti di Soluzioni S.r.l., in merito a contratti firmati nel 2012 e nel 2013 e vigenti fino al 2017.

Più precisamente, si riporta quanto di seguito:

Poste Italiane ha imposto clausole ingiustificatamente gravose nei contratti sottoscritti nel 2012 e nel 2013, e vigenti fino al mese di giugno 2017, con Soluzioni S.r.l., una società che per molti anni ha svolto, per conto di Poste Italiane, il servizio di distribuzione e raccolta di corrispondenza nella città di Napoli.

La società ha adottato un insieme di condizioni contrattuali ingiustificatamente gravose ed ha tenuto condotte abusive che hanno prodotto un consistente squilibrio nel rapporto negoziale con Soluzioni, costretta, tra l’altro, a sopportare il divieto di trasporto e consegna congiunti dei prodotti di Poste Italiane e quelli di terzi, nonché a consentire a Poste di ridurre, a proprio piacimento, i quantitativi minimi e di modificare la tipologia dei prodotti.

Soluzioni è stata costretta a svolgere prestazioni aggiuntive non previste dal contratto, peraltro non retribuite. Poste Italiane ha ostacolato il corretto svolgimento del gioco concorrenziale nel mercato di riferimento perché con la sua condotta abusiva ha escluso un operatore che avrebbe potuto sia prestare la propria attività a favore di operatori postali alternativi sia costituire un potenziale vincolo concorrenziale a livello locale.”

Lavoro, Italia: il 50% di quelli che possono lavorare non lo fanno

Secondo Confcommercio i Neet sono 2 milioni.
Effetto legato al reddito di cittadinanza? Ed i navigators?

(Foto da internet)

È record europeo.

Il livello raggiunto dai giovani italiani che non lavorano, non studiano né sono in formazione ha raggiunto la soglia dei 2 milioni.

Il rapporto di Confcommercio riportato anche da Il Gazzettino, infatti, mette in evidenza come nel 2000 i giovani occupati erano 7,7 milioni mentre nel 2019 5,2 milioni, con un calo quindi pari a 2,5 milioni.

La fascia d’età presa in considerazione è quella tra i 15 ed i 34 anni e con “Neet” intendiamo letteralmente “Not in Education, Employement, or Training”, ovvero le persone che non stanno studiando né stanno prendendo parte a corsi di formazione, che non stanno lavorando né stanno cercando attivamente un’occupazione.

Se nel 2000 la quota Neet rappresentava il 40% del totale, nel 2019 questa quota sale al 50%. Per fare un confronto internazionale, nello stesso periodo di tempo, in Germania i Neet sono aumentati di 235mila unità, mantenendo il livello stabile sul 30%.

Se prendiamo la fascia d’età compresa tra i 15 ed i 29 anni, inoltre, vediamo che la quota aveva superato i 2 milioni prima della pandemia e questo rappresenta un record assoluto in Europa; la percentuale italiana di Neet è pari al 22%, mentre in Spagna si attesta al 15% ed in Germania al 7,6%.

Il rapporto mette poi in luce che in Italia trovano lavoro, come dipendenti o indipendenti, il 41,7% dei giovani mentre in Germania la percentuale è del 67%. Questo, nonostante le 245mila ricerche di lavoro effettuate dalle aziende che non vengono soddisfatte (anche se in questo caso va precisato che può dipendere dal livello di preparazione/competenze dei candidati, dalla non gradita mansione da parte di cerca lavoro come dal tipo di offerta contrattuale).

Prendendo in analisi i dati sopra, viene spontaneo chiedersi anche se un impatto sia dovuto al Reddito di Cittadinanza: pagando le persone per rimanere a casa, con un importo che a volte supera o poco si differenzia da una retribuzione standard, è probabile che l’effetto sia quello di disincentivare la voglia di lavoro di chi riceve il sussidio.

Se così fosse, ci si chiede chi e come verifichi l’operato dei navigators; il navigator è la nuova figura professionale prevista nel decreto del Reddito di Cittadinanza 2019 (RdC) per aiutare i cittadini a trovare un lavoro. Infatti all’interno del pacchetto di misure che regola il reddito di cittadinanza è stata introdotta la figura del “navigator“, o tutor del reddito di cittadinanza, il cui compito principale è seguire il disoccupato dalla presa in carico nei Centri per l’Impiego fino all’assunzione.

Qualsiasi sia il motivo (tipologia di contratto, assistenzialismo esagerato, mancanza di verifiche nell’operato degli addetti ai lavori), sarebbe il caso che il governo prendesse seriamente in considerazione la tematica, intervenendo (aggiustando provvedimenti già presi e/o introducendone di nuovi) per raddrizzare una situazione che ha un risvolto futuro sicuramente infelice se lasciata a sé stessa.

Fauci: “La prossima variante potrebbe essere più grave”

L’esperto lancia l’allarme e spinge sulla vaccinazione.
Teorie e dati contrastanti.

(Foto da internet)

Anthony Fauci, esperto virologo ed epidemiologo, lancia l’allarme di possibili varianti future più aggressive e pericolose della variante Delta.

Più precisamente, in un0intervista rilasciata al sito McClatchy e riportata anche da Tgcom24, Fauci ha detto quanto di seguito:

Se arriva un’altra variante che ha una capacità di trasmissione altrettanto elevata ed è anche molto più grave, allora potremmo davvero essere nei guai. Ci sono ancora 93 milioni di americani che potrebbero essere immunizzati, ma non lo hanno ancora fatto; le persone che non vengono vaccinate pensano erroneamente che riguardi solo loro. Ma non è così. Riguarda anche tutti gli altri.

In questo momento Gli Usa stanno registrando una media settimanale di nuovi contagi pari a 94mila casi al giorno, in crescita del 48% rispetto a una settimana fa, secondo i dati della Johns Hopkins University.

Per questo motivo, lo stesso Fauci, spinge la campagna vaccinale per fermare la diffusione del virus.

Le tesi a lui contestate sono il fatto che vaccini imperfetti fortifichino il virus, creando proprio quelle varianti di cui parla (approfondimento al link) e che il vaccino protegge solo chi lo fa, rendendo inferiori i danni da Covid19, dato che i vaccinati sono comunque sia contagiabili che contagiosi.

Inoltre, in Paesi molto vaccinati come Israele (approfondimento al link), Gran Bretagna, Islanda e Gibilterra i dati dimostrano che nonostante l’elevata percentuale di popolazione vaccinata, contagi, ricoveri e morti purtroppo non calano o sono addirittura di più.

In Italia, in un confronto “stessa data-anno precedente” (ovvero, ad esempio, confrontando i dati di oggi con quelli dello stesso giorno del 2020) vediamo che contagi, ospedalizzazioni e morti sono superiori nonostante l’utilizzo dei vaccini.

Non possiamo dire che senza i vaccini la situazione sarebbe stata migliore, né che senza ci sarebbero stati più problemi (entrambi i casi non sono dimostrabili); gli stessi esperti continuano a discutere sul fatto che i vaccini riducano o aumentino la possibilità di nuove varianti. Come non è possibile, per definizione, avere un’analisi rischi-benefici a lungo termine di un vaccino sperimentale testato meno di un anno.

Brancoliamo nel buio?