Bielorussia avverte: mezzo milione di addestrati pronti a intervenire

Nel caso in cui il conflitto in Ucraina dovesse estendersi pronto il supporto a Putin.

Il Ministero della Difesa bielorusso ha avvertito venerdì di avere a disposizione circa mezzo milione di reclute addestrate e pronte a entrare in azionese necessario” in caso di un’escalation del conflitto in Ucraina.

Stando a quanto riporta l’agenzia di stampa russa “TASS”, il ministero avrebbe dichiarato quanto di seguito:

Una risorsa di 500.000 reclute militari potrebbe unirsi alle Forze Armate bielorusse, se necessario, e stiamo parlando di una riserva addestrata“.

Il ministro della Difesa bielorusso Viktor Jrenin ha inoltre annunciato l’arrivo nel Paese dei missili Iskander e dei sistemi di difesa aerea S-400, che saranno presentati a ottobre. Entrambi i sistemi sono stati acquistati dalla Russia nel maggio di quest’anno, come annunciato dal presidente bielorusso Alexander Lukashenko.

Questa settimana Lukashenko ha confermato apertamente che il suo governo sta partecipando all’offensiva militare russa in Ucraina, dopo mesi di sforzi per sminuire la misura in cui è legato all’invasione ordinata a febbraio dal suo alleato, il presidente russo Vladimir Putin.

Il presidente bielorusso, che attualmente si trova a San Pietroburgo per il vertice informale dei capi di Stato della Comunità degli Stati Indipendenti – l’entità sovranazionale formata nel 1991 dalla Russia e dai Paesi satelliti subito dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica – ha anche detto che sta discutendo con Putinuna risposta appropriata” alle dichiarazioni del governo polacco che potrebbe proporre di trasferire nel Paese le armi del deterrente nucleare statunitense.

Come riporta “News 360”, Lukashenko sarebbe intervenuto come di seguito:

Avete già sentito dichiarazioni sul trasferimento degli arsenali nucleari in Polonia. Penseremo a come rispondere a questa situazione. Nessuno deve preoccuparsi, tutto andrà bene“.

Il presidente polacco ha insistito sul fatto che la richiesta era ancora in fase di esame e che non aveva rilasciato una dichiarazione formale in merito, dichiarando su “Gazeta Polska”:

La questione è in sospeso“.

Crisi del mercato dell’auto

Calano le tedesche, reggono le giapponesi che hanno i componenti per produrre.
In Polonia la Toyota Corolla rimane l’auto preferita, sale Skoda.

Il mercato automobilistico sta vivendo una crisi causata dalla mancanza di componenti necessari per la produzione delle macchine, ma anche dalla crescente inflazione che scoraggia a comprare le auto.

Le aziende asiatiche come Toyota funzionano meglio per via della disponibilità dei componenti.

Come riporta “Polonia Oggi”, i problemi maggiori li stanno adesso affrontando le imprese tedesche.

Nel successo di Toyota si registra che un’auto su 20 è Corolla, che è diventata da molto tempo l’auto preferita dei polacchi e conferma i dati visti pochi giorni fa sulla classifica delle 5 auto più vendute di sempre (approfondimento al link).

Adesso però, il primo posto nelle preferenze è della Skoda Octavia le cui vendite a settembre sono cresciute del 47% rispetto all’anno scorso.

BMW, Mercedes e Audi sono invece i marchi premium preferiti.

Nonostante i gusti dei polacchi, la direzione nella quale va oggi il mercato automobilistico è preoccupante.

Ad agosto il prezzo medio di una nuova macchina è ammontato del 14% di più rispetto all’anno scorso.

Avanzata Ucraina: terza guerra mondiale più vicina?

Orsini dà la sua lettura della situazione in merito all’avanzata militare ucraina.
Putin userà armi nucleari tattiche?

L’avanzata militare dell’Ucraina è una pessima notizia. Spalancherebbe, infatti, le porte alla terza guerra mondiale.

Questa l’opinione del professor Alessandro Orsini, ospite di Cartabianca, sugli sviluppi della guerra tra Ucraina e Russia:

L’esercito dell’Ucraina sfonda verso Kherson, è una notizia disastrosa. E’ una notizia disastrosa per tutti, siamo sulla strada che porta alla terza guerra mondiale e alla guerra nucleare. Il 24 febbraio avevamo davanti a noi una decina di strade, una sola portava alla guerra nucleare e abbiamo preso proprio quella“.

Come riporta “Adnkronos“, il docente di sociologia del terrorismo internazionale continua come di seguito:

La catastrofe dal 24 febbraio è sempre peggiorata, non c’è mai stato un momento in cui la situazione sia migliorata. La situazione è semplice: Putin, posto in una condizione disperata, quasi certamente userà le armi nucleari tattiche. Ora pensiamo che Putin bluffi: non sta scherzando“.

Burkina Faso: sentimenti antifrancesi e vicinanza alla Russia

Colpo di Stato militare a ribaltare il precedente.
La Francia nega il sostegno al deposto governo.

Rimane alta la tensione a Ouagadougou, capitale del Burkina Faso, a due giorni dal colpo di stato militare che ha portato alla destituzione del tenente colonnello Paul-Henri Sandaogo Damiba, salito al potere a gennaio con un colpo di stato.

Il rovesciamento è stato accompagnato da atti di vandalismo che hanno preso di mira le rappresentazioni diplomatiche e culturali francesi nel paese; nel comunicato del capitano Farouk Azaria Sorgho, trasmesso dalla televisione nazionale, si legge quanto di seguito:

Vi invitiamo a svolgere liberamente le vostre attività e ad astenervi da qualsiasi atto di violenza e di vandalismo che possa rovinare gli sforzi compiuti dalla notte del 30 settembre 2022, in particolare quelli che potrebbero essere perpetrati contro l’ambasciata francese o la base militare francese qui a Kamboinsins“.

Il sentimento antifrancese è stato alimentato dalle notizie secondo cui il deposto tenente colonnello Damiba avrebbe ricevuto protezione dalla Francia. informazione successivamente stata smentita da Parigi.

Da alcuni militari del Burkina Faso, Damiba era visto come troppo legato alla Francia, ex colonizzatrice che mantiene una presenza militare nella regione africana del Sahel per aiutare i Paesi a combattere gli estremisti islamici. Alcuni sostenitori del nuovo leader del colpo di Stato, Traore, hanno invitato il governo del Burkina Faso a cercare invece il sostegno della Russia.

Nel vicino Mali, il leader del colpo di Stato ha invitato i mercenari russi del Gruppo Wagner a contribuire alla sicurezza, una mossa che ha attirato la condanna globale e le accuse di violazione dei diritti umani.

Stando a quanto riporta “Euronews”, a differenza di altri leader estromessi dell’Africa occidentale, Damiba non ha ancora presentato le proprie dimissioni, anche se la giunta ha dichiarato che è stato rimosso dal potere nel suo annuncio di venerdì sera alla televisione di Stato.