Polonia pronta a supportare costruzione nuovo ordine mondiale 

La Polonia si conferma in prima linea nella guerra contro la Russia e punta sull’unione occidentale.

Questo non è il momento per un cessate il fuoco, oggi l’Ucraina ha bisogno del nostro sostegno e della nostra speranza;  la Polonia è pronta ad assumersi la corresponsabilità di creare un nuovo ordine mondiale in cui non ci sarà posto per l’imperialismo russo.

Questo è quanto ha affermato il primo ministro Mateusz Morawiecki. Il capo del governo ha affermato che l’Occidente ha scambiato la lotta per la libertà con contratti con l’oligarchia russa.

Parliamo spesso della dipendenza dell’Europa dalle materie prime russe; il Cremlino ha commesso un errore attaccando l’Ucraina, perché avrebbe avuto la possibilità di vincere la guerra con l’Europa se, passo dopo passo, l’avesse resa sempre più dipendente dalle risorse energetiche russe.

Secondo Morawiecki, la guerra in corso in Ucraina è una prova di forza per l’Occidente.

Il primo ministro, stando a quanto riporta Polonia Oggi, ha ricordato che la Polonia è stata la prima a schierarsi dalla parte dell’Ucraina e la prima a dimostrare che questa non è solo una guerra con l’Ucraina, ma che è una guerra per il futuro dell’Europa e dell’intero mondo libero.

Secondo Morawiecki, per vincere la guerra contro la Russia, si deve costruire un’architettura di sicurezza completamente nuova nelle dimensioni politica, economica, in particolare energetica e geopolitica.

Il Vice Assistente del Segretario di Stato presso l’Ufficio per la popolazione, i rifugiati e la migrazione presso il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti Scott Turner ha sottolineato che il sostegno americano all’Ucraina non mancherà mai aggiungendo che il leader russo Vladimir Putin, iniziando la guerra in Ucraina, sperava che non ci sarebbe stata unità nel mondo occidentale.

Ucraina: Usa offrono a Mosca 20% territorio per pace

Usa offre parte dell’Ucraina ma prepara altri aiuti militari.
Zelensky chiede sanzioni più rapide e spinge per adesione all’Ue.

La guerra in Ucraina giunge al 344esimo giorno e gli Usa fanno una cosa che si contraddice da sola, se vera.

Da un lato offrono il 20% del territorio ucraino alla Russia per fermare la guerra, dall’altro preparano altri ingenti pacchetti di aiuti militari per l’Ucraina.

Secondo il quotidiano svizzero-tedesco Nzz, infatti, il direttore della Cia William Burns avrebbe offerto al presidente russo il 20% del territorio ucraino per porre fine alla guerra, ma gli Usa intanto preparano oltre 2 miliardi di dollari di aiuti militari, che includeranno per la prima volta i razzi a lungo raggio Glsdb, anche se non i più temibili Atacms.

Nel frattempo, l’Ue vola a Kiev per il vertice con l’Ucraina e Zelensky va avanti per l’adesione del suo Paese all’Ue puntando anche alla NATO.

Il tutto, mente il Ministro della Difesa russo dichiara che “Putin non attaccherà mai la Nato” nonostante secondo il ministro russo Lavrov, con le nuove armi l’Occidente fornirà “anche militari” a Kiev.

Sul fronte energetico, ancora, Ursula von der Leyen sostiene che la Russiaperde 160 milioni di euro al giorno a causa del price cap sul pretrolio“.

Infine, Zelensky invita l’Ue ad adottare “più rapidamente” nuove sanzioni contro la RussiaMosca risponde con un “Nuove armi a Kiev? Adegueremo il potenziale militare“.

Zelensky: il mondo fermi la guerra

Il premier ucraino chiede un intervento internazionale.
Negoziati di pace però bloccati da Usa, Ue e Nato.

Zelensky lancia l’ennesimo appello chiedendo aiuto al mondo intero.

Un invito internazionale ad intervenire affinché la guerra tra Ucraina e Russia finisca; più precisamente, stando a quanto riporta “Tgcom24”, nel suo canale Telegram ha scritto quanto di seguito:

L’aggressore continua a terrorizzare il nostro Paese. Nella notte, il nemico ha lanciato un attacco missilistico: 36 razzi, molti dei quali sono stati abbattuti. Grazie a tutti gli operai nei servizi energetici che stanno attualmente lavorando sui siti colpiti e ripristinando le nostre infrastrutture. Il mondo può e deve fermare questo terrore”.

Continuano, dunque, gli appelli del premier ucraino ad intervenire contro la Russia, benché ancora l’Ucraina non abbia dichiarato guerra al Paese di Putin per motivi economici (approfondimento al link).

L’Ucraina si è inoltre tirata indietro più volte dal firmare negoziati di pace sotto la spinta (o diktat?) di Usa, Ue e Nato.

Più volte, infatti, quando si pareva essere vicini a siglare una pace, le cose poi si arenavano bruscamente: una volta Zelensky disse che non avrebbe ceduto nulla (approfondimento al link), un’altra l’Ue per bocca di Ursula Von der Leyen disse che “l’Ucraina deve vincere” (approfondimento al link) e sono stati recentemente confermati finanziamenti da 1,5 miliardi di euro al mese, altre ancora gli Usa fecero registrare record su record di aiuti pur non far terminare lo scontro con Putin, piuttosto che le delegazioni di Paesi Nato al fine di sottolineare l’inequivocabile sostegno all’Ucraina ed alla resistenza (approfondimento al link).

Una festa di incoerenza, insomma, che altro non fa se non confermare la disamina fatta tempo addietro e reperibile qui.