Errore contabile: Usa potrà inviare altri 3 miliardi di armi all’Ucraina

Gli Usa ora potranno inviare ulteriori armi a Kiev senza chiedere altri fondi al Congresso.

Il Pentagono ha sopravvalutato il valore delle armi inviate all’Ucraina di almeno 3 miliardi di dollari.

Un errore contabile che, come riporta yahoo!news, potrebbe essere un vantaggio per lo sforzo bellico, perchè consentirà al Dipartimento della Difesa di inviare più armi ora senza chiedere più soldi al Congresso.

Erdogan: non sanzioneremo la Russia

Turchia non vincolata all’Occidente e alla sua politica non bilanciata.
Collaborare con la Russia in ogni possibile settore.

La Turchia non si unirà alle sanzioni verso la Russia.

Lo ha affermato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan durante un’intervista con Cnn, poi ripresa da Ansa:

Non siamo al punto in cui imporremmo sanzioni alla Russia come ha fatto l’Occidente. Non siamo vincolati dalle sanzioni dell’Occidente. La Russia e la Turchia hanno bisogno l’una dell’altra in ogni possibile settore“.

Inoltre, Erdogan ha definito “speciale” il suo rapporto con l’omologo russo Vladimir Putin, aggiungendo quanto di seguito:

L’Occidente non sta portando avanti un approccio molto bilanciato con la Russia di Putin, con un Paese come la Russia è necessario un approccio bilanciato“.

Infine, il presidente turco ha detto che Ankara è riuscita a mediare per ottenere l’accordo che ha permesso l’esportazione del grano dai porti dell’Ucraina grazie al rapporto che ha costruito con Vladimir Putin.

Un anno di guerra in Ucraina è costato all’Italia più di 190 miliardi

Tra aiuti, spese militari e decreti vari abbiamo superato i 191,5 miliardi del Pnrr a noi destianti.
Effetto peggiore del Covid19.

La guerra in Ucraina, oltre alle migliaia di morti, ha generato un enorme fiume di denaro che sta abbeverando i colossi delle materie prime, i produttori di armi e la grande finanza internazionale.

Come riporta Money.it, a sborsare questi soldi come sempre sono i Paesi occidentali, quindi noi cittadini.

Facendo una stima a ribasso e assolutamente parziale, visto che tutti i segnali farebbero pensare a una guerra in Ucraina che potrebbe andare avanti ancora a lungo, finora dall’Occidente sarebbero stati spesi, o messi in preventivo, oltre 1.000 miliardi di dollari.

Visto che la guerra sembrerebbe poter durare ancora a lungo, questa montagna di soldi potrebbero essere una sorta di antipasto del conto finale.

Assai salato sarebbe il conto anche per l’Italia, con il nostro Paese che in questi quattordici mesi di guerra potrebbe aver avuto quasi 200 miliardi di spese in più.

Lo scorso giugno un articolo di Massimiliano Di Pace pubblicato dall’Huffington Post, ha stimato per l’Italia un costo complessivo per la guerra in Ucraina che potrebbe arrivare entro la fine del 2022 alla cifra monstre di 180 miliardi.

Al conto però mancano i 14 miliardi stanziati dal decreto Aiuti ter licenziato a settembre, che si sono sommati ai circa 50 miliardi dei due provvedimenti precedenti per mitigare l’aumento del costo del gas, oltre ai 25 miliardi che sono stati la dotazione dell’Aiuti quater.

Ci sono poi i 21 miliardi stanziati sempre per le bollette nella legge di Bilancio 2023, misura questa da rifinanziarie a fine marzo, mentre i tagli al prezzo della benzina prima dello stop sono costati complessivamente poco meno di 9 miliardi.

Stando all’Ukraine support trucker, a febbraio 2023 da quando è scoppiata la guerra l’Italia ha elargito all’Ucraina 660 milioni di aiuti militari, 310 milioni di aiuti finanziari e 50 milioni di aiuti umanitari, con il Parlamento che nei mesi scorsi ha deciso di aumentare la spesa militare di 1,2 miliardi l’anno.

Poi ci sono gli effetti indiretti, come la contrazione del Pil tanto che l’Italia stando al Fmi in questo 2023 dovrebbe entrare in recessione; sempre il Fondo Monetario Internazionale ha stimato per il Belpaese una inflazione al +7% nel 2022 e del +9% per il 2023, anche se i primi dati del nuovo anno sembrerebbero essere migliori rispetto le attese.

Tra crollo del Pil, lo spettro della recessione, aiuti all’Ucraina, crescita delle spese militari, aumento dell’inflazione e dei costi per bollette e carburante, la guerra sembrerebbe poter avere un effetto ancora più devastante del Covid per le nostre tasche, tanto che in un anno per l’Italia il conto sembrerebbe essere superiore ai 191,5 miliardi che incasseremo complessivamente dal Pnrr.

Un’altra voce da mettere in conto è quella degli aiuti comunitari all’Ucraina, con Ursula von der Leyen che in autunno ha annunciato un assegno mensile da 1,5 miliardi per Kiev.

A marzo 2023 inoltre l’Unione europea ha approvato un piano da 2 miliardi per acquistare munizioni destinate ai propri arsenali e, soprattutto, a quelli dell’Ucraina.

Dopo poche settimane però già si è capito che i soldi stanziati potrebbero non essere sufficienti.

In generale, stando sempre all’Ukraine support trucker, questo è quanto sarebbe stato speso finora per l’Ucraina da parte di Stati Uniti, Unione europea ed altri Paesi donatori.

Ovviamente, non si sa ancora quanto verrò destinato in termini di aiuti per ricostruire il Paese una volta termina la guerra.

Il tutto mentre ci sentiamo dire, come al solito, che per i nostri cittadini e per le nostre aziende non ci sono i soldi, che “ce lo chiede l’Europa”, o che “viviamo al di sopra delle nostre possibilità”.

Mercenari nazisti da 70 Paesi per l’Ucraina

Chi li paga finanziando la guerra?
Da dove arrivano i soldi che poi pesano sulle tasche dei cittadini?

La Russia sostiene che ci sono mercenari di 70 Paesi che combattono dalla parte dell’Ucraina.

Lo riporta Ansa, riprendendo la Tass che a sua volta cita il presidente del comitato investigativo russo, Aleksandr Bastrikin, intervenuto in una conferenza della Corte Costituzionale in occasione del Forum legale internazionale di San Pietroburgo:

Sono stati accertati il reclutamento e la partecipazione di mercenari, seguaci del regime nazista di oltre 70 stati, principalmente dall’Europa e dall’America, che perseguono la politica anti-russa più attiva“.

Se così fosse, chi sta finanziando la guerra? E con quali soldi mentre i cittadini affrontano inflazione e carovita?

Basandosi su quanto dichiarato da Bastrikin, gli artefici sarebbero l’Ue e gli Usa.

Le sanzioni alla Russia non includono i diamanti

Nel mirino anche le società cinesi ma non i beni di lusso.
Polemiche della Polonia sulla decisione dell’Ue.

Chiederemo alla Commissione europea perché il progetto del prossimo pacchetto di sanzioni dell’Unione Europea non include i diamanti provenienti dalla Russia e le restrizioni per la Bielorussia”.

Questo è quanto ha dichiarato l’Ambasciatore permanente della Polonia presso l’UE Andrzej Sadoś.

La Commissione europea ha presentato agli Stati membri dell’UE il progetto dell’undicesimo pacchetto di sanzioni dell’UE contro la Russia e, tra le altre cose, prevede di applicare restrizioni a ulteriori persone e entità coinvolte nell’aggressione della Russia contro l’Ucraina.

Secondo il progetto, le società cinesi sarebbero sanzionate per aver aiutato la Russia nella guerra.

Come riporta Polonia Oggi, Sadoś ha dichiarato quanto di seguito:

Il progetto risponde in parte alle richieste della Polonia riguardo alle nuove sanzioni, tra cui quelle contro le persone responsabili delle deportazioni illegali di bambini ucraini in Russia”.

Lo stesso ha aggiunto che la Polonia intende chiedere non solo le sanzioni sui diamanti russi, ma anche il meccanismo del prezzo massimo per il petrolio russo, il cui prezzo massimo sarebbe stato abbassato, ma ciò non è avvenuto.

Verrà anche sollevata la questione dell’importazione di prodotti agricoli russi e delle sanzioni contro la Bielorussia.

L’ambasciatore ha poi continuato:

È attualmente la più grande lacuna nel sistema di sanzioni. Le sanzioni contro la Bielorussia sono state imposte per le elezioni falsate, le repressioni, il sequestro dell’aereo, ma finora, nonostante gli appelli polacchi ripetuti, l’UE non ha imposto sanzioni a Minsk per il suo coinvolgimento diretto e indiretto all’aggressione russa in Ucraina”.

Ha aggiunto che la Polonia non accetterà alcun allentamento delle sanzioni verso la Bielorussia attualmente vigenti:

Oggi non c’è carenza di fertilizzanti potassici in nessun luogo del mondo. Il potassio bielorusso è stato sostituito dalla produzione in Paesi africani o in Canada. Non possiamo accettare, sotto il pretesto della sicurezza alimentare, il disgelo dei beni degli oligarchi coinvolti nel commercio di alimenti o fertilizzanti”.

I colloqui a Bruxelles in merito si terranno mercoledì.