Tag: Ucraina
Usa: cresce opinione pro Palestina. Biden a picco
Il consenso di Trump cresce in sei Stati chiave.
Dopo la guerra in Ucraina, quella a Gaza: americani stufi di Biden.
La guerra di Gaza ed il comportamento di Joe Biden ha fatto moltiplicare poche simpatie e molti odi imprevisti.
Cresce infatti esponenzialmente l’opinione favorevole alla causa palestinese che fa crollare a picco il consenso verso il Presidente in carica, in continuo calo negli ultimi tempi (approfondimento al link1 e link2).
Ieri Foreign Affairs notava che la politica americana ha imboccato la strada dalle parole pesantissime e degli interventi leggeri; questo anche perchè gli americani hanno cominciato a mostrarsi stufi del costante aiuto militare e finanziario che Biden elargisce sistematicamente all’Ucraina (approfondimento al link).
Infine, come riporta Il Riformista, Donald Trump raccoglie vittorie alle elezioni suppletive in ben sei Stati chiave: il Nevada, la fondamentale Georgia, il Michigan e la Pennsylvania pur perdendo per un soffio il Wisconsin.
La tendenza avversa viene dalle donne scontente, benché repubblicane, dalla politica antiabortista perché il Grand Old Party vuole rendere illegale l’interruzione di gravidanza dopo la quinta settimana.
Gli islamici americani che sono in gran parte repubblicani considerano l’aborto un crimine contro l’umanità e oggi l’elettorato di fede islamica supera quello degli ebrei che, in maggioranza votano per i Democrats.
Usa-Nato: sospeso trattato del 1990. Ora nessun limite alle forze schierate
Via libera alla schieramento libero di truppe vicino alla Russia.
La sospensione scatterà dal 7 dicembre.
Gli Usa e i loro alleati della Nato hanno notificato che sospenderanno formalmente la loro partecipazione a un trattato del 1990 che limita le forze convenzionali in Europa, segnando la fine di un altro storico accordo sul controllo degli armamenti.
Lo scrive il Wall Street Journal, poi ripreso da Ansa, aggiungendo che la mossa dell’Alleanza fa seguito al ritiro formale della Russia dallo stesso accordo ed alle lamentele occidentali di lunga data secondo cui Mosca non stava onorando i termini del trattato.
La sospensione scatterà il 7 dicembre per gli Stati Uniti; più precisamente, l’organo di governo della Nato, il Consiglio Nord Atlantico, ha affermato in una nota quanto di seguito:
“Il ritiro della Russia è l’ultima di una serie di azioni che mina sistematicamente la sicurezza euro-atlantica“.
La sospensione della partecipazione al trattato, che ha continuato ad essere rispettato anche dopo lo scioglimento del Patto di Varsavia e dell’Unione Sovietica, darà agli Stati Uniti maggiore flessibilità nello schierare forze sui fianchi settentrionale e meridionale della Nato, comprese la Romania e la Bulgaria, vicino all’Ucraina.
Consentirà, inoltre, agli alleati occidentali dell’Ucraina di evitare di condividere informazioni sullo schieramento delle loro forze con le nazioni vicine alla Russia.
Zelensky: non è il momento per le elezioni
Il presidente ucraino: gli ucraini si concentrino sulla battaglia.
Rifiuta la pace e teme che il popolo non apprezzi le sue decisioni?
“Adesso non è il momento di organizzare le elezioni“.
Lo ha detto il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo video-messaggio serale rispondendo alle voci sul probabile svolgimento delle presidenziali nel marzo del 2024.
Come riporta Ansa, Zelensky ha poi dichiarato quando di seguito:
“Ora gli ucraini dovrebbero pensare a proteggere lo Stato e non disintegrarsi nelle polemiche politiche. Questo è il momento della difesa, della battaglia, da cui dipende il destino dello Stato e del popolo e non è il momento per le elezioni“.
Recentemente, Zelensky ha dichiarato di non volere ancora la pace in quanto “non si sente pronto a parlare con la Russia” (approfondimento al link), quindi forse ora teme che le sue decisioni non siano così apprezzate dal popolo e vuole evitare di affrontare il voto.
Zelensky non vuole la pace: non sono pronto a negoziati
Il leader ucraino dichiara di “non essere pronto a parlare con la Russia”.
Ancora: funzionari occidentali non mi hanno parlato di negoziati.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha detto di “non essere pronto” per i colloqui con la Russia a meno che le sue truppe non si ritirino dal suo Paese, negando che i funzionari occidentali gli avessero parlato di negoziati.
Come riporta Ansa, il leader ucraino ha dichiarato a Meet the Press della Nbc quanto di seguito:
“(Gli Stati Uniti) sanno che non sono pronto a parlare con i terroristi, perché la loro parola non conta nulla. Devono uscire dal nostro territorio, solo dopo ciò, il mondo può passare alla diplomazia“.