La Bulgaria porrà il veto al 21esimo pacchetto di sanzioni Ue contro la Russia

Radev: questa guerra ha già attaccato economia, sport, cultura, energia; manca solo la religione. Ma Zelensky propone il bando della chiesa ortodossa russa in Ucraina.

La Bulgaria porrà il veto al 21mo pacchetto di sanzioni contro la Russia se il patriarca russo Kirill rimarrà nella lista.

Lo ha dichiarato il premier bulgaro, Rumen Radev ai giornalisti a Bruxelles a margine della riunione del Consiglio europeo.

Il premier bulgaro ha tuttavia sottolineato che la Bulgaria non ostacolerà le decisioni comuni dell’Ue sull’Ucraina. “Sosterremo il processo negoziale per l’adesione dell’Ucraina all’Ue“, ha concluso Rumen Radev come riporta Ansa.

Il tempo delle crociate è finito. Questa guerra ha già superato le trincee, si è estesa all’economia, all’energia, alla cultura e allo sport, ora resta da colpire la religione“, ha detto Radev. “Non mi interessa la persona del patriarca Kirill – ha aggiunto – mi interessa la Chiesa ortodossa russa, perché contribuì alla nostra liberazione da cinque secoli di giogo ottomano. Mi interessa l’intera società russa, che ha questa Chiesa, che è ortodossa come la nostra perché facciamo tutti parte di una stessa famiglia“.

In realtà, Zelensky ha già proposto il bando della chiesa ortodossa russa in Ucraina (approfondimento al link).

Kirill: dall’Occidente aggressione spirituale e culturale

L’accusa del patriarca della Chiesa ortodossa, che sostiene ci sia la volontà di cancellare la cultura russa.

Il patriarca Kirill, capo della Chiesa ortodossa russa, ha accusato l’Occidente di aggressione spirituale nei confronti della Russia e di voler ”cancellare la cultura russa”.

A dare la notizia è l’agenzia di stampa Ria Novosti, riportando più precisamente quanto di seguito:

La cultura russa ha da tempo varcato i confini nazionali, diventando parte integrante del patrimonio comune di tutta l’umanità. Purtroppo oggi assistiamo ai tentativi distruttivi compiuti da diversi Paesi occidentali di bandire o escludere la cultura russa”.