Biden: processare Putin per crimini di guerra

Il presidente americano chiede il processo.
Putin può fare lo stesso per le guerre degli Usa?

Processare Putin per crimini di guerra.

È la richiesta avanzata da Joe Biden.

Il presidente americano, inoltre, attraverso il proprio ambasciatore all’Onu ha anche chiesto la sospensione di Mosca dal consiglio delle Nazioni Unite dedicato ai diritti umani.

La richiesta è scattata dopo gli scontri di Bucha e l’Unione Europea, per bocca di Ursula von der Leyen, la presidente, ha comunicato l’istituzione “di una squadra investigativa comune con Kiev per raccogliere prove” ed indagare.

Stando a quanto riporta “Italpress”, sul tema è intervenuto anche il premier inglese Boris Johnson, parlando di un crimine “imperdonabile“.

Ancora più duro Volodymyr Zelensky:

I soldati russi sono dei macellai, assassini, torturatori, stupratori e saccheggiatori“.

Da parte sua, la Russia smentisce le accuse. Putin, inoltre, potrebbe a sua volta chiedere un processo per crimini di guerra in merito alle guerre Usa (con partecipazione NATO) in Libia, Serbia, Somalia, Bosnia, Afghanistan, Iraq, Siria e Pakistan?

Corte internazionale Giustizia: stop operazioni russe

Ordinato lo stop delle operazioni militari in Ucraina.
Richiesta anche la garanzia per le forze controllate o appoggiate.

La Corte internazionale di Giustizia ha ordinato alla Russia di cessare le operazioni militari in Ucraina.

Non solo. è stata chiesta anche la garanzia che le altre forze controllate o appoggiate da Mosca non continuino l’operazione militare iniziata il 24 febbraio 2022 dopo che il Donbas aveva lanciata la richiesta ufficiale di aiuto alla Russia a causa dei bombardamenti da parte dell’esercito ucraino.

Come riporta “Reuters”, nella sentenza si legge quanto di seguito:

La Federazione russa deve sospendere immediatamente le operazioni militari avviate il 24 febbraio 2022 nel territorio dell’Ucraina“.

Kiev: visita dei Primi ministri di Polonia, Repubblica Ceca e Slovenia

Lo scopo è esprimere sostegno inequivocabile all’Ucraina.
Rischio sbilanciamento bellico.

I primi ministri della Repubblica ceca, della Polonia e della Slovenia si recheranno a Kiev per incontrare il presidente Volodomyr Zelensky in rappresentanza dei leader dell’Unione europea.

Ad annunciarlo sui social network è Petr Fiala, il primo ministro ceco, ripreso da “Reuters”:

Lo scopo della visita è confermare il sostegno inequivocabile dell’intera Unione europea alla sovranità e all’indipendenza dell’Ucraina. L’obiettivo di questa visita è anche quello di presentare un ampio pacchetto di sostegno all’Ucraina ed agli ucraini“.

La proposta di fare una missione di pace che preveda un intervento militare, però, potrebbe essere un’arma a doppio taglio in quanto la volontà di provare a portare la pace tramite un intervento armato potrebbe molto probabilmente sfociare in un ingresso in guerra della NATO.

Zelensky: Mosca vuole cancellarci

Il premier dichiara che 6.000 soldati russi sono morti. Cremlino non sarà in grado di prendere il Paese con bombe e attacchi aerei.

Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha detto che circa 6.000 soldati russi sono rimasti uccisi nei primi sei giorni di scontri e che il Cremlino non sarà in grado di prendere il Paese con bombe ed attacchi aerei.

Ancora, l’ex comico diventato famoso per ballare vestito da donna e per suonare il pianoforte con il proprio organo genitale, riferendosi all’attacco russo a Babyn Yar, ovvero il luogo del massacro degli ebrei per mano delle truppe di occupazione tedesche e degli ausiliari ucraini nel corso della Seconda guerra mondiale, stando a quanto riporta “Reuters” citando un video del presidente, ha dichiarato quanto di seguito:

Questo attacco prova che per molti in Russia la nostra Kiev è assolutamente sconosciuta. Non sanno nulla di Kiev, della nostra storia. Ma hanno tutti l’ordine di cancellare la nostra storia, il nostro Paese, di cancellarci tutti.”

Conflitto Russia-Ucraina: in Polonia arrivati circa 350.000 rifugiati

La Russia rende sicure le vie per l’evacuazione dei civili.
In Polonia forte mobilitazione di aiuto alla popolazione.

Con i 100.000 rifugiati arrivati nelle ultime 24 ore, il conto è salito a circa 350.000 rifugiati ucraini in Polonia.

A dirlo è il vice-ministro degli Interni polacco Maciej Wasik, intervenuto all’emittente pubblica Polskie Radio 1 e ripreso anche da “Reuters”.

I primi profughi erano stati accolti dalla Russia quando l’Ucraina aveva attaccato il Donbas, infrangendo gli accordi di Minsk, facendo partire la richiesta di aiuto alla Russia e scatenando l’attuale reazione di Putin.

Dopo che l’esercito russo si era avvicinato a alla capitale ucraina, il ministro della Difesa aveva lanciato l’appello ai residenti di Kiev:

Tutti i civili della città possono lasciare liberamente la capitale dell’Ucraina lungo l’autostrada Kyiv-Vasilkov. Questa direzione è aperta e sicura.

In Polonia, nel frattempo, stanno arrivando sempre più rifugiati provenienti dalle zone più vicine al confine.

La popolazione polacca si sta fortemente movimentando per aiutare i civili con iniziative di vario tipo: dalla raccolta di alimentari e vestiti all’ospitalità, passando per iniziative dei professionisti che preparano gratuitamente la documentazione necessaria ai cittadini Ucraini per entrare in Polonia e quindi nell’Ue.