Gran Bretagna: sanzioni ad aziende turche, svizzere e arabe

Causa le forniture di componenti per uso militare alla Russia.
Rafforzate le sanzioni a Iran e Bielorussia.

Il governo britannico di Rishi Sunak ha annunciato nuove sanzioni contro l’asserita fornitura di componenti per uso militare alla Russia, nell’ambito di un’iniziativa definita dal ministro degli Esteri, James Cleverly, “senza precedenti” nei confronti della macchina bellica “di Vladimir Putin“.

Lo riporta Ansa citando il Foreign Office in una nota e precisando che le misure riguardano altri 22 soggetti fra società e individui, comprese due aziende turche, una svizzera ed una di Dubai (Emirati Arabi Uniti, o Eau).

Inoltre, la Gran Bretagna ha rafforzato le sanzioni contro Iran e Bielorussia, sotto tiro da tempo per la cooperazione militare con Mosca.

Iran contro la restrizione alla navigazione in alto mare

Ali Khamenei contro gli Usa: decidono indipendentemente dal diritto internazionale.

L’alto mare è di tutti, e le superpotenze, gli Stati Uniti in particolare, non possono avanzare pretese su queste parti. Se questi poteri non consentono il movimento di una nave in uno stretto, commettono un maledetto errore“.

Lo afferma il leader supremo iraniano, Ali Khamenei, che, come riporta Ansa, continua:

Oggi gli americani disturbano e intercettano le petroliere e dall’altro aiutano le bande di contrabbandieri nelle nostre acque regionali e altri mari. È una violazione del diritto internazionale e non dovrebbe essere ignorata perché tutti i Paesi dovrebbero godere della libertà di navigazione e di trasporto marittimo“.

Le affermazioni del leader sono state fatte durante un incontro con il comandante, il personale e le famiglie dell’86a flottiglia navale dell’esercito, che è recentemente tornata dalla sua missione a “360 gradi” in tutto il mondo, secondo la tv di Stato.

Conclude poi Khamenei:

La missione è stata una mossa politica e militare di successo, che ha dimostrato che i mari appartengono a tutti“.

Zimbabwe: pena di morte per i non patrioti

Non difendere deliberatamente l’interesse nazionale vale la vita.
Legge molto vaga e aperta ad interpretazioni.

Danneggiare l’interesse nazionale in Zimbabwe può valere la vita.

Una nuova legge, cosiddetta “patriottica“, introduce la pena di morte per coloro che, deliberatamente, non difendono l’interesse nazionale.

Il provvedimento firmato dal presidente zimbabwano, Emmerson Mnandagwa, mette fine in maniera definitiva alla libertà di espressione e sposta lo Zimbabwe nel novero dei paesi sotto dittatura.

La firma del provvedimento arriva in un momento cruciale per il paese, cioè le elezioni per la presidenza che si dovrebbero tenere il 23 agosto, Mnangagwa è candidato e contemporaneamente ci sarà la visita del presidente iraniano, Raisi, ad Harare.

Ora, in Zimbabwe, è considerato un crimine “danneggiare deliberatamente la sovranità e l’interesse nazionale” del paese e, come riporta AGI, sarà punito chiunque partecipi a riunioni o incontri con persone che promuovono sanzioni contro lo Zimbabwe.

Una legge molto “vaga” che lascia una grande libertà di manovra a chi governa e che può decidere a suo piacimento cosa è male e cosa è bene per il paese.

L’Iran rifiuta l’ambasciatore svedese

Bruciato il Corano; Papa Francesco: disgustato dal gesto.
Teheran: “L’autore del rogo sia consegnato alla giustizia”.

L’Iran non accetterà un nuovo ambasciatore nominato dalla Svezia fino a quando Stoccolma non deciderà di intraprendere “seri provvedimenti contro la persona che ha profanato il Sacro Corano” lo scorso 20 luglio davanti alla grande moschea della capitale svedese.

Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Hossein Amir-Abdollahian che, citato dalla televisione di Stato, ha spiegato che si tratta di una decisione presa dal presidente Raisi dopo che si è concluso il mandato del vecchio ambasciatore.

Allo stesso modo, come riporta Rai News, Teheran non invierà un proprio ambasciatore a Stoccolma.

L’atto considerato blasfemo dalla legge islamica ha indignato tutto il mondo arabo fino alla Turchia e non solo, creando forti proteste a Baghdad.

Sul tema è intervenuto anche Papa Francesco che ha preso le distanza ed intervistato dai media arabi si è detto disgustato dal gesto.

Ad incendiare il Corano e la polemica diplomatica un rifugiato iracheno residente in Svezia, Salwan Momik, protagonista di un video in cui durante una manifestazione autorizzata dalle autorità svedesi, letteralmente calpesta e prende a calci il testo sacro all’Islam.

L’uomo secondo la legge islamica è accusato di blasfemia, e potrebbe rischiare anche la pena di morte.

Dura la reazione della Guida suprema della Repubblica islamica dell’Iran Ali Khamenei che decide di interviene in prima persona, con il Grande Ayatollah che via Twitter dice:

Il governo svedese ha il dovere di consegnare il criminale che ha bruciato il Sacro Corano ai sistemi giudiziari dei paesi musulmani”.

La guida suprema iraniana avverte poi:

L’insulto al Sacro Corano in Svezia è un evento amaro, cospirativo, pericoloso ha scritto poi il Grande Ayatollah in un secondo tweet. Tutti gli studiosi islamici sono concordi nel ritenere che coloro che hanno insultato il Sacro Corano meritino la punizione più severa. Il governo svedese dovrebbe sapere che, sostenendo il criminale che ha bruciato il Sacro Corano si è schierato in una battaglia della guerra al mondo musulmano. Hanno creato sentimenti di odio e animosità nei loro confronti in tutte le nazioni musulmane e in molti dei loro governi’‘.

L’Iran convoca l’ambasciatore italiano

Maryam Rajavi invitata al parlamento italiano: “significa promuovere il terrorismo; non trasformate il Paese in un rifugio di terroristi”.

L’ambasciatore italiano a Teheran Giuseppe Perrone è stato convocato presso il ministero degli Esteri iraniano a causa della recente partecipazione di Maryam Rajavi, leader del movimento dissidente Mujahedin Khalq Organization – Mojahedin del popolo iraniano (Mko) ritenuto terrorista dall’Iran, a un evento presso il parlamento italiano.

Il direttore per gli Affari europei presso il ministero di Teheran, come riporta Irna, ha detto al diplomatico italiano quanto di seguito:

Ospitare una criminale terrorista significa incoraggiare e promuovere il terrorismo e la Repubblica islamica non tollererà mosse di questo tipo in alcuna forma da parte di nessuno ed esprime una seria condanna chiedendo al governo di Roma di evitare di trasformare il Paese in un rifugio per terroristi“.

Il funzionario iraniano Majid Nili Ahmadabadi, stando a quanto riporta Ansa, ha aggiunto che l’Iran rispetta la sovranità nazionale di altri Paesi e sottolinea la necessità per la protezione della libertà di espressione in ambito legale, intervenendo come di seguito:

I meccanismi di governo nel mondo cercano la punizione per i terroristi ma fornire libertà ai terroristi significa l’annientamento della legge e della libertà dei cittadini rispettosi della legge. Il sostegno per il terrorismo non solo non promuove gli interessi di Roma nel formare una relazione costruttiva con l’Iran ma nello stesso tempo danneggerà l’immagine che l’opinione pubblica iraniana ha dell’Italia“.

Secondo l’Irna, l’ambasciatore italiano ha affermato che informerà le autorità del suo Paese rispetto alla protesta manifestata da Teheran.