OpenAI si aggiudica contratto da 200 milioni di dollari con il Pentagono

Lo scopo è sviluppare un’intelligenza artificiale di livello militare a 360°: difesa informatica, logistica, processo decisionale sul campo di battaglia, assistenza sanitaria per truppe e analisi dei dati militari.

OpenAI si aggiudica un contratto da 200 milioni di dollari con il Pentagono per sviluppare un’intelligenza artificiale di livello militare.

Il contratto annuale con il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti per sviluppare strumenti di intelligenza artificiale avanzati per la sicurezza nazionale: si tratta del primo accordo militare ufficiale dell’azienda e di uno dei più grandi contratti del Dipartimento della Difesa mai assegnati a un’azienda di software.

Lo scopo è realizzare prototipi di intelligenza artificiale per supportare la difesa informatica, la logistica, il processo decisionale sul campo di battaglia, l’assistenza sanitaria per le truppe e l’analisi dei dati militari.

IA, D’Angelo: protagonista in logistica, ma fattore umano resti centrale

Il presidente ANSI: Per noi è essenziale che non venga meno la centralità delle persone e dei lavoratori nella relazione con l’IA.

Anche nella logistica l’Intelligenza Artificiale è sempre più protagonista, ma c’è ancora tanto da fare. Colpiscono, ad esempio, i dati contenuti in una recente ricerca dell’Università Liuc, secondo cui tra le aziende del settore una su cinque impiega già soluzioni IA per la pianificazione della supply chain e dei flussi. In generale, per l’Osservatorio Look4ward di Luiss-Intesa, nel 18,6% dei casi le imprese italiane hanno già messo a punto soluzioni di Intelligenza Artificiale e quasi una su due inizia a ravvisare un potenziamento dell’efficienza operativa. Tuttavia, uno degli ultimi studi Ibm mette in guardia su alcune delle criticità principali, come l’orizzonte frammentato della tecnologia a causa della grande velocità con cui si sta investendo, oltre alla mancanza di competenze e conoscenze nel personale”. Così il presidente dell’associazione datoriale Ansi Logistica integrata Andrea D’Angelo.

Per noi – continua D’Angeloè essenziale che non venga meno la centralità delle persone e dei lavoratori nella relazione con l’IA. A questo proposito, l’Osservatorio Hr Innovation Practice del PoliMi fa notare che allo stato attuale l’uso dell’Intelligenza Artificiale nelle aziende ‘alleggerisce’ già di circa mezz’ora al giorno in media le attività dei lavoratori. E questo è solo uno degli aspetti che vengono in luce. Se lo scopo, infatti, è ottimizzare i percorsi e migliorare la produttività, occorre anche incrementare l’efficienza del sistema a tutto tondo, quindi anche in termini di sostenibilità ambientale e sociale. La centralità del fattore umano deve rimanere la bussola, soprattutto su formazione e sicurezza informatica: è puntando su questi valori che si può riuscire a ridimensionare l’impatto socioeconomico delle criticità”, conclude.

Meta può utilizzare contenuti pubblici per addestrare AI

Potranno essere usati i post Facebook e Instagram degli utenti residenti nell’Ue.
Lo ha stabilito un tribunale tedesco.

Il gigante tecnologico statunitense Meta, di cui Mark Zuckerberg è il proprietario, può utilizzare i post di Facebook e Instagram degli utenti residenti nell’UE per addestrare il suo software di intelligenza artificiale Meta AI.

Come riporta dpa poi ripreso da Giubbe Rosse, a stabilirlo è stato venerdì un tribunale tedesco.

Lavoro: ecco le innovazioni IA delle imprese Univendita per la consultazione del ministero

L’associazione: per lo sviluppo serve dare accesso facilitato a fondi pubblici, crediti d’imposta, agevolazioni fiscali, voucher e contributi a fondo perduto, incentivi e coinvolgimento del sistema bancario.

Applicativi come chatbot e assistenti virtuali utili ad accorciare e ottimizzare i tempi di lavoro, rinvenendo, sulla base di domande anche molto dettagliate, i prodotti dai cataloghi in modo da poter fornire ai clienti risposte adeguate e soddisfacenti in tempi brevi. Oppure soluzioni per realizzare piani di lavoro estremamente personalizzati e ancora strumenti per rapidi approfondimenti tecnici e normativi.

Sono queste le innovazioni che alcune delle aziende associate a Univendita-Confcommercio, la principale sigla italiana della vendita diretta a domicilio, hanno presentato nell’ambito della consultazione pubblica sulle Linee guida per l’implementazione dell’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro, promossa dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

Secondo Univendita, gli algoritmi dell’Ia generativa devono puntare “alla crescita, alla competitività da coniugare con inclusività, equità e rispetto della centralità dell’uomo”.

Per Ciro Sinatra, presidente dell’associazione, “è essenziale garantire che questi sistemi siano spiegabili e tracciabili. Ci sono degli obblighi da rispettare nei confronti dei consumatori e dei lavoratori, anche considerando che le nostre imprese non utilizzano l’intelligenza artificiale per la valutazione e l’organizzazione del lavoro. Tuttavia, l’introduzione dell’Ia nell’impegno quotidiano contribuisce a rafforzare le competenze digitali e le soft skills. Attenzione però alle criticità – ha proseguito Sinatra –, a partire dal divario digitale che può riguardare i territori meno connessi o i venditori più anziani”. 

Infine, le richieste dell’associazione: accesso facilitato a fondi pubblici per le Pmi della vendita diretta; crediti di imposta e agevolazioni fiscali; voucher e contributi a fondo perduto; incentivi ad accesso collettivo per progetti congiunti tra imprese, aggregazioni o reti d’impresa; infine, il coinvolgimento del sistema bancario con convenzioni di microfinanza garantita e prestiti agevolati, con un fondo di garanzia per la digitalizzazione.

L’Arabia Saudita investirà 600 miliardi di dollari negli Usa

Storico impegno degli arabi verso gli americani.
Ecco alcuni dettagli del piano di investimenti.

L’Arabia Saudita si è impegnata a investire 600 miliardi di dollari negli Stati Uniti.

L’accordo rafforzerà la sicurezza energetica americana, l’industria della difesa e l’accesso alle infrastrutture globali. Più precisamente, come riporta Giubbe Rosse riprendendo un comunicato della Casa Bianca, ecco alcuni dei tanti accordi stipulati in Arabia Saudita:

– DataVolt investirà 20 miliardi di dollari in data center AI e infrastrutture energetiche negli Stati Uniti.

– Google, DataVolt, Oracle, Salesforce, AMD e Uber si impegnano a investire 80 miliardi di dollari in entrambi i paesi.

– Hill International, Jacobs, Parsons e AECOM costruiranno progetti infrastrutturali per un totale di 2 miliardi di dollari di esportazioni di servizi negli Stati Uniti.

– Shamekh IV Solutions, LLC investirà 5,8 miliardi di dollari, incluso un impianto di fluidi IV ad alta capacità nel Michigan.