Siria: gli Usa si ritireranno da 7 basi su 8

Barrack: cambiamento segna rifiuto approcci fallimentari di Washington in Siria nell’ultimo secolo.
Le operazioni rimanenti dovrebbero concentrarsi a Hasakah.

Gli Stati Uniti chiuderanno la maggior parte delle loro basi militari in Siria, concentrando le operazioni in un’unica sede, nell’ambito di una revisione politica annunciata dal loro nuovo inviato speciale.

Thomas Barrack, nominato ambasciatore statunitense in Turchia e inviato speciale per la Siria dal presidente Donald Trump il mese scorso, ha affermato che questo cambiamento segna un rifiuto degli approcci fallimentari di Washington in Siria nell’ultimo secolo.

In un’intervista rilasciata lunedì all’emittente turca NTV, Barrack ha affermato che il ritiro delle truppe e la chiusura delle basi riflettono una ricalibrazione strategica. Secondo Al Jazeera, ha dichiarato quanto di seguito:

Quello che posso assicurare è che la nostra attuale politica sulla Siria non sarà minimamente paragonabile a quella degli ultimi 100 anni, perché nessuna di queste ha funzionato“.

Si prevede che le forze statunitensi si ritireranno da sette delle otto basi, comprese quelle nella provincia di Deir Az Zor, nella Siria orientale, mentre le operazioni rimanenti saranno concentrate ad Hasakah, nel nord-est.

Due fonti di sicurezza hanno riferito all’agenzia di stampa Reuters che il personale e i mezzi militari statunitensi hanno già iniziato a essere trasferiti: “Tutte le truppe verranno ritirate da Deir Az Zor“, ha dichiarato una fonte a Reuters ad aprile.

Un funzionario del Dipartimento di Stato americano ha successivamente affermato che il numero di truppe sarebbe stato adeguato “se e quando opportuno“, a seconda delle esigenze operative.

Bannon: Graham dovrebbe essere messo in prigione

L’ex stratega di Trump: Graham ha fomentato la guerra in Ucraina.
E propone di annullargli il passaporto, non farlo rientrare negli Usa o metterlo in prigione.

Intervistato da Chris Cuomo, l’ex stratega di Trump, Steve Bannon, ha detto che il senatore Lindsey Graham dovrebbe essere messo in prigione o fermato alla frontiera per aver fomentato la guerra in Ucraina.

Più precisamente, le sue parole sono state le seguenti:

Quello che sta facendo lì in questo momento è fomentare la situazione. Sta dando false speranze agli ucraini. Sta dando agli ucraini la falsa speranza che siamo lì per supportarli nell’impegno in un conflitto cinetico contro la Russia, ma non è così. Due cose dovrebbero succedere. O gli annullano il passaporto e non lo lasciano più rientrare nel Paese, o lo mettono in prigione se torna!

Il senatore Graham aveva recentemente dichiarato che la guerra in Ucraina non finirà fino a quando la Cina avrà pagato l’aiuto dato alla Russia e proponeva sanzioni al 500% verso i beni russi (approfondimento al link).

Graham: guerra in Ucraina non finirà finché Cina non pagherà per aver aiutato Russia

Il senatore americano propone un pacchetto di sanzioni al 500% per chi compra petrolio, gas e altri beni russi.

Il senatore americano Lindsey Graham intervistato dalla TV tedesca in merito alla guerra in Ucraina ed al relativo contesto ha dichiarato quanto di seguito:

Quello che Trump sta facendo per portare Putin al tavolo delle trattative è una ‘diplomazia del fascino’. Una volta ho detto a Trump: ‘Non mi interessa se vai in vacanza con Putin’. Dobbiamo porre fine a questa guerra – in modo onorevole ed equo – in modo da non premiare l’aggressore. Tutte queste ‘tattiche della carota’ non funzioneranno. Sto lavorando con l’amministrazione Trump per imporre sanzioni severe contro Russia e Cina. Ho sempre creduto che questa guerra non finirà finché la Cina non pagherà per aver aiutato Putin. Il mio pacchetto di sanzioni passerà al Senato la prossima settimana: dazi del 500% su tutti i Paesi che acquistano petrolio, gas e altri beni russi. Penso che sarà molto doloroso. E mi aspetto che il presidente Trump agisca diversamente ora, perché è chiaro che Putin non vuole la pace“.

Amministrazione Trump annulla contratto da 766 milioni con Moderna per vaccino influenza aviaria

Nixon: investimento non giustificabile né dal punto di vista scientifico né etico. Tecnologia mRNA ancora poco testata, non spenderemo soldi dei contribuenti ripetendo errori del passato.

L’amministrazione Trump ha deciso di annullare un contratto da 766 milioni di dollari con Moderna per lo sviluppo di un vaccino contro l’influenza aviaria.

Più precisamente, come riporta Giubbe Rosse, in una nota il direttore delle comunicazioni dell’HHS Andrew Nixon ha dichiarato quanto di seguito:

“Dopo una rigorosa analisi, abbiamo concluso che continuare a investire nel vaccino mRNA contro l’H5N1 di Moderna non era giustificabile né dal punto di vista scientifico né etico. La realtà è che la tecnologia mRNA è ancora poco testata e non spenderemo i soldi dei contribuenti ripetendo gli errori della scorsa amministrazione, che ha nascosto al pubblico legittime preoccupazioni in materia di sicurezza”.

Harvard fa causa all’amministrazione Trump

La causa arriva dopo la decisione di vietare l’iscrizione agli studenti stranieri.
In ballo 9 miliardi di dollari di sovvenzione.

L’Università di Harvard ha fatto causa all’amministrazione Trump per la seconda volta in meno di un mese dopo che la Casa Bianca ha impedito agli studenti internazionali di iscriversi all’università (approfondimento al link).

Gli studenti stranieri rappresentano circa il 27% degli iscritti ad Harvard: per l’anno accademico 2024-2025 saranno 6.800.

Ad aprile, l’amministrazione Trump ha messo “sotto revisione9 miliardi di dollari in sovvenzioni e contratti con Harvard per presunto “antisemitismo“.