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Apple Daily: 5 arresti nella redazione di Hong Kong

Blitz della polizia per violazione della sicurezza nazionale.
Congelati beni per 2,3 mln di dollari.

Per la prima volta in base alla nuova legge imposta da Pechino ad Hong Kong, un ordine di sequestro colpisce direttamente una società di media.

È successo nella sede del quotidiano Apple Daily, di proprietà del magnate dell’industria Jimmy Lai, in carcere dallo scorso dicembre.

Il blitz della polizia negli uffici del quotidiano pro-democrazia ha portato a cinque arresti, tra cui quattro uomini ed una donna di età compresa tra i 47 ed i 63 anni; tra loro, anche il direttore Ryan Law.

L’intervento della polizia è stato effettuato per “sospetta violazione della legge sulla sicurezza nazionale” e gli arresti sono avvenuti per “collusione con un Paese straniero o con elementi esterni per mettere in pericolo la sicurezza nazionale”.

L’operazione ha portato al congelamento di beni per un totale di 18 milioni di dollari di Hong Kong, ovvero circa 2,3 miliardi di dollari americani, di tre società collegate ad Apple Daily: Apple Daily Internet Limited, Apple Daily Limited e Apple Daily Printing Limited.

Questo episodio crea un precedente che preoccupa tutto il settore dei media.

Incontri in terra neutra

Biden e Putin si incontrano in Svizzera.
Previsti tre incontri più uno tra i soli due leader.

Sono iniziati, nella settecentesca Villa La Grange a Ginevra, gli incontri tra Putin e Biden.

Da parte sua, leader russo ha detto che “Ci sono molte questioni che si sono accumulate, spero i nostri incontri siano produttivi”; gli ha fatto seguito il leader americano, arrivato dopo come da protocollo concordato, affermando che è “Sempre meglio incontrarsi faccia a faccia”, stando a quanto riportato dalla Bbc.

Joe Biden, arrivando, ha preferito evitare le domande dei giornalisti limitandosi a salutare la mano i presenti.

C’è poi stato, però, come riporta il canale telegram “Giubbe Rosse” allegando il video in lingua originale, un piccolo battibecco con una giornalista che chiedeva al presidente Usa se cosa lo spingesse ad essere fiducioso del fatto che Putin cambierà, con il presidente Usa che ha risposto di non aver mai detto di essere fiducioso. La breve discussione si è poi chiusa con la giornalista che ha provato a riformulare la domanda ed il presidente che glissa con un “Se non capisce, allora sta facendo il lavoro sbagliato”.

Gli incontri saranno costituiti da tre parti: la prima ristretta e comprendente i soli ministri degli Esteri, poi altre due in forma più allargata; i due leader sono infatti accompagnati, oltre che dai rispettivi ministri degli Esteri, anche dai più stretti consiglieri, dagli ambasciatori e dai portavoce. A questi va aggiunto, per la delegazione russa, anche il capo di Stato maggiore Valery Gerasimov.

Non escluso, inoltre, che alla fine delle tre sopracitate parti di summit, abbia luogo anche un incontro tra i soli Vladimir Putin e Joe Biden.

(Foto Ansa)

Apple, i dipendenti non vogliono tonare in ufficio

Opposizione dei lavoratori allo stop dello smart working chiesto da Tim Cook.
Avviata una campagna per chiedere più flessibilità.

No al ritorno in ufficio.

Questa, in estrema sintesi, la risposta dei dipendenti Apple a Tim Cook con riferimento alla sua richiesta di tornare in ufficio almeno 3 giorni alla settimana entro settembre, precisamente nei giorni di lunedì, martedì e giovedì.

Nel rifiutare lo stop allo smart working, i dipendenti hanno anche scritto una lettera nella quale chiedono più flessibilità; la medesima lettera è stata pubblicata da The Verge e riporta quanto di seguito:

Senza l’inclusività che la flessibilità porta, molti di noi sentono di dover scegliere tra una combinazione delle nostre famiglie, il nostro benessere, e l’essere autorizzati a fare il nostro miglior lavoro, o essere parte di Apple. Nell’ultimo anno ci siamo spesso sentiti non solo inascoltati, ma a volte attivamente ignorati.

Con queste parole, i dipendenti, lamentano una “disconnessione” da parte della direzione sul tema del lavoro da remoto.

Cook sosteneva che gli mancasse il “ronzio dell’ufficio”, ma evidentemente i suoi dipendenti non la pensano come lui.

Mentre Apple scoraggiava il lavoro da casa prima della pandemia, Twitter e Facebook hanno invece dichiarato che i dipendenti possono lavorare da casa per sempre, anche dopo la fine della pandemia.

Giorgetti: sostituire blocco licenziamenti con sistema ammortizzatori

Strumenti speciali per una situazione speciale, ma ora serve tornare alla normalità.
Secondo il ministro la ripresa animerà lo spirito imprenditoriale.

Il blocco dei licenziamenti va sostituito con un sistema di ammortizzatori sociali.

È quanto ha sostenuto il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, intervenendo al Pre-Summit Think Tank “Made in Italy: setting a new course”, l’evento organizzato da Il Sole 24 Ore e da Financial Times in collaborazione con Sky Tg24.

Più precisamente, le parole del ministro sono state le seguenti:

Abbiamo affrontato una situazione assolutamente eccezionale e abbiamo risposto con una politica assolutamente eccezionale con il blocco dei licenziamenti, ma ora si deve uscire con un sistema di ammortizzatori sociali che permetta a chi purtroppo esce di avere comunque un reddito, di essere assisto e accompagnato a un ritorno nel mondo del lavoro. Credo che dal sistema si debba uscire con un sistema di ammortizzatori sociali su cui sta lavorando il ministro Orlando, settore per settore.

Giorgetti ha poi concluso sostenendo quanto di seguito:

La ripresa sarà sicuramente forte, ma bisogna correggere le storture con le quali siamo entrati in questa crisi; sono ottimista, il piano vaccinale va bene e dopo un periodo così buio c’è voglia di vita e questo inevitabilmente anima gli spiriti imprenditoriali.

Germania, vaccina una bimba di 9 anni: licenziato

In Germania la pratica non è autorizzata sotto i 12 anni.
Errore del medico, denunciato e licenziato in tronco.

Fraintendimento.

Ecco cosa c’è alla base dell’errore medico avvento in Germania, precisamente a Bobingen in Baviera, dove un medico ha vaccinato contro il Covid-19 una bambina di 9 anni.

La notizia è stata data dalla radio locale di Augusta per poi essere riportata dai media nazionali e spiega come, a causa di un’incomprensione, il vaccino sia stato inoculato alla bimba di 9 anni, pratica vietata in Germania dove la vaccinazione è prevista dai 12 anni in su.

Il medico si è scusato col padre della bambina, che era in realtà il vero destinatario della dose, sostenendo di aver capito che la bimba fosse ritenuta a rischio.

La bambina è ora sotto osservazione e, per il momento, non sembra aver risentito di alcun effetto collaterale; il medico è stato denunciato per lesioni colpose e licenziato seduta stante.