Green pass, Giovannini: in corso valutazione per estensione ai lavoratori

Ministri e presidenza del Consiglio impegnati sul tema.
Vaccinare di più per rendere sicuri i mezzi pubblici.

(Foto da internet)

È in corso la valutazione del green pass per entrare al lavoro.

Intervenuto su Repubblica, il ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile, Enrico Giovannini, ha dichiarato quanto di seguito:

Il green pass per i lavoratori è un aspetto delicato su cui sono ancora in corso valutazioni da parte dei ministri competenti e della presidenza del Consiglio.”

Lo stesso ministro ha poi continuato toccando il tema della vaccinazione con riferimento ai trasporti pubblici:

È necessario aumentare la quota di vaccinati così che tutti coloro che utilizzano i mezzi pubblici potranno essere e si potranno sentire più sicuri.

Lavoro, Italia: il 50% di quelli che possono lavorare non lo fanno

Secondo Confcommercio i Neet sono 2 milioni.
Effetto legato al reddito di cittadinanza? Ed i navigators?

(Foto da internet)

È record europeo.

Il livello raggiunto dai giovani italiani che non lavorano, non studiano né sono in formazione ha raggiunto la soglia dei 2 milioni.

Il rapporto di Confcommercio riportato anche da Il Gazzettino, infatti, mette in evidenza come nel 2000 i giovani occupati erano 7,7 milioni mentre nel 2019 5,2 milioni, con un calo quindi pari a 2,5 milioni.

La fascia d’età presa in considerazione è quella tra i 15 ed i 34 anni e con “Neet” intendiamo letteralmente “Not in Education, Employement, or Training”, ovvero le persone che non stanno studiando né stanno prendendo parte a corsi di formazione, che non stanno lavorando né stanno cercando attivamente un’occupazione.

Se nel 2000 la quota Neet rappresentava il 40% del totale, nel 2019 questa quota sale al 50%. Per fare un confronto internazionale, nello stesso periodo di tempo, in Germania i Neet sono aumentati di 235mila unità, mantenendo il livello stabile sul 30%.

Se prendiamo la fascia d’età compresa tra i 15 ed i 29 anni, inoltre, vediamo che la quota aveva superato i 2 milioni prima della pandemia e questo rappresenta un record assoluto in Europa; la percentuale italiana di Neet è pari al 22%, mentre in Spagna si attesta al 15% ed in Germania al 7,6%.

Il rapporto mette poi in luce che in Italia trovano lavoro, come dipendenti o indipendenti, il 41,7% dei giovani mentre in Germania la percentuale è del 67%. Questo, nonostante le 245mila ricerche di lavoro effettuate dalle aziende che non vengono soddisfatte (anche se in questo caso va precisato che può dipendere dal livello di preparazione/competenze dei candidati, dalla non gradita mansione da parte di cerca lavoro come dal tipo di offerta contrattuale).

Prendendo in analisi i dati sopra, viene spontaneo chiedersi anche se un impatto sia dovuto al Reddito di Cittadinanza: pagando le persone per rimanere a casa, con un importo che a volte supera o poco si differenzia da una retribuzione standard, è probabile che l’effetto sia quello di disincentivare la voglia di lavoro di chi riceve il sussidio.

Se così fosse, ci si chiede chi e come verifichi l’operato dei navigators; il navigator è la nuova figura professionale prevista nel decreto del Reddito di Cittadinanza 2019 (RdC) per aiutare i cittadini a trovare un lavoro. Infatti all’interno del pacchetto di misure che regola il reddito di cittadinanza è stata introdotta la figura del “navigator“, o tutor del reddito di cittadinanza, il cui compito principale è seguire il disoccupato dalla presa in carico nei Centri per l’Impiego fino all’assunzione.

Qualsiasi sia il motivo (tipologia di contratto, assistenzialismo esagerato, mancanza di verifiche nell’operato degli addetti ai lavori), sarebbe il caso che il governo prendesse seriamente in considerazione la tematica, intervenendo (aggiustando provvedimenti già presi e/o introducendone di nuovi) per raddrizzare una situazione che ha un risvolto futuro sicuramente infelice se lasciata a sé stessa.

Vaccino ai minori: la volontà dell’adolescente prevale sui genitori

Interviene il Comitato di bioetica in merito ai disaccordi.
Priorità alla corretta informazione, ma serve analisi rischi-benefici.

(Foto da internet)

Il vaccino non è, almeno per il momento, obbligatorio.

Ciò detto, dato però che la vaccinazione interessa anche i minorenni, ci troviamo davanti ad un altro problema: cosa fare se la volontà dell’adolescente diverge da quella dei genitori?

Il tema è estremamente delicato ed ha provato a fare chiarezza il Comitato nazionale di bioetica che, evidenziando prima di tutto la necessità di fornire un’informazione accurata sia per adulti che per ragazzi (in questo secondo caso, potrebbe giocare un ruolo fondamentale la scuola), stando a quanto riportato da Il Sole 24 Ore ha precisato quanto di seguito:

Nell’eventualità in cui la volontà del grande minore di vaccinarsi fosse in contrasto con quella dei genitori, si ritiene che l’adolescente debba essere ascoltato da personale medico con competenze pediatriche e che la sua volontà debba prevalere, in quanto coincide con il migliore interesse della sua salute psico-fisica e della salute pubblica.

Non solo. Lo stesso Comitato specifica inoltre che per gli adolescenti con patologie e rientranti nelle categorie identificate dal ministero della Salute (in una lista aggiornata), per le quali la vaccinazione è raccomandata “emerge in forma ancora più pressante l’obbligo dei genitori (rappresentanti legali) di garantire ai propri figli il miglior interesse; è importante ricorrere al comitato di etica clinica o ad uno spazio etico e, come extrema ratio, al giudice tutelare”.

Nel documento redatto dal presidente Lorenzo d’Avack e dalla vicepresidente vicaria Laura Palazzani, si legge anche che:

Il Comitato ritiene importante e auspicabile che l’adolescente sia informato che la vaccinazione è nell’interesse della sua salute, della salute delle persone prossime e della salute pubblica. In ultimo appare comunque corretto, dal punto di vista bioetico, non procedere all’obbligo di vaccinare in mancanza di una legge, ma porre in essere misure atte a salvaguardare la salute pubblica.

Il Comitato, dunque, ritiene fondamentale la vaccinazione sia dal punto di vista della salvaguardia della salute degli adolescenti sia per contenere l’espansione del virus in un’ottica di salute pubblica.

Come già anticipato, l’indicazione proveniente dallo stesso è quella di puntare sulla comunicazione:

Si evidenzia l’importanza dell’informazione rivolta ai genitori, che dovrà essere calibrata in base all’età dell’adolescente, con particolare attenzione al bilanciamento di rischi e benefici, diverso rispetto agli adulti e agli anziani. L’informazione deve essere rivolta anche agli adolescenti, auspicabilmente mediante un foglio informativo prima del vaccino, affinché possano partecipare in modo consapevole. Tale informazione deve essere accompagnata da azioni di sensibilizzazione e di educazione dei genitori e degli insegnanti, con attivazione di specifiche iniziative nella scuola.

Il problema, quindi, torna ancora una volta al punto di partenza: per decidere serve un’analisi rischi-benefici che, ad oggi, nessuno ha perché è impossibile avere dei risultati a lungo termine su un vaccino sperimentale testato forse meno di un anno e con una tecnologia, quella a mRNA, che viene usata.

Infine, c’è anche chi già ribatte al Comitato nazionale di bioetica, sostenendo che il parere espresso confluisce nella propaganda mediatica, dato che la questione è già regolata per legge in modo da non lasciare spazi di discussione in quanto la patria potestà spetta ai genitori.

Non viene, invece, affrontato il tema inerente al caso in cui i due genitori siano di parere opposto.

Bollette e carburante: +250 euro per gli italiani

Federconsumatori chiede l’intervento del Governo.
Gli automobilisti i più danneggiati.

Non bastava la crisi economica dovuta alla pandemia, per gli italiani arriva un’altra doccia fredda: tra energia e carburante, infatti, in media gli italiani pagheranno circa 250 euro in più a testa l’anno.

I calcoli dell’Osservatorio nazionale Federconsumatori mostrano che la benzina dovrebbe costare almeno 12 centesimi in meno al litro; questo significa che a farne le spese saranno soprattutto gli automobilisti, specie in un periodo di ferie, che avranno un sovrapprezzo annuo stimato di 144 euro ciascuno.

Gli aumenti in termini indiretti, poi, sui beni di consumo trasportati in larga parte su gomma, saranno di 107,28 euro annui a famiglia. Il totale delle ricadute, in termini annui a famiglia ammonta quindi a 251,28 euro.

Federconsumatori ha richiesto un intervento del Governo ed ha precisato quanto di seguito in una nota:

In pieno periodo di vacanza non aumentano solo i carburanti, ma come prevedibile crescono i costi dei servizi relativi ai trasporti, che si attestano al +1,1% e dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,8%). Con il tasso di inflazione a questi livelli le ricadute per i cittadini saranno di +536,40 euro annui a famiglia. Un andamento estremamente preoccupante: È fondamentale che il Governo intervenga disponendo un attento monitoraggio dei prezzi dei beni energetici e una ormai improrogabile riforma del sistema di tassazione su bollette.

Vanden Bossche: “Fermate le vaccinazioni o sarà una catastrofe”

Dopo l’allarme di uno dei creatori del vaccino a mRNA, arriva la lettera aperta dell’ex responsabile senior per la Vaccine Discovery della Bill and Melinda Gates Foundation.

Poco tempo fa il dottor Malone, uno degli inventori del vaccino a mRNA, aveva denunciato di essere stato censurato da LinkedIn dopo aver espresso i suoi dubbi sul vaccino stesso (approfondimento al link).

Ora, con una lettera aperta, anche Geert Vanden Bossche lancia l’allarma sull’attuale campagna di vaccinazione anti Covid-19.

Geert Vanden Bossche ha conseguito il DVM presso la Facoltà di Veterinaria di Ghent e il PhD in Virologia presso l’Università di Hohenheim, Stoccarda. Dopo la sua formazione post-dottorato in Virologia, Immunologia e Biologia Molecolare presso la Libera Università di Berlino e l’Università di Hohenheim (Germania), ha ricevuto la Venia Legendi e successivamente ha ricoperto incarichi di facoltà a contratto presso l’Università di Hohenheim (Germania), l’Università di Leuven (Belgio) e la Facoltà europea di igiene ambientale presso l’Università di Ghent (Belgio). È quindi passato all’industria dei vaccini per ricoprire vari ruoli senior nello sviluppo di vaccini sia precoci che tardivi (GSK, Novartis, Solvay).

Nel 2008 è entrato a far parte della Bill & Melinda Gates Foundation di Seattle per ricoprire il ruolo di Senior Program Officer in Vaccine Discovery for Global Health. Inoltre, ha anche fondato UNIVAC LLC, una società di vaccini start-up, e ha coordinato il programma per il vaccino contro l’Ebola per conto di GAVI.

Attualmente è il capo dell’Ufficio per lo sviluppo dei vaccini presso il Centro tedesco per la ricerca sulle infezioni (DZIF) in Germania. È certificato in Virologia e Microbiologia, autore di oltre 30 pubblicazioni e inventore di una domanda di brevetto per vaccini universali. Ha presentato argomenti relativi ai vaccini e agli adiuvanti in numerosi congressi internazionali.

Come riporta Database Italia, secondo Vanden Bossche è necessario fermare la vaccinazione altrimenti sarà una catastrofe ed indica i motivi per i quali la vaccinazione di massa in mezzo ad una pandemia crea un mostro irrefrenabile. L’articolo completo con tutti i rimandi e le fonti è disponibile al link.