Calo di giochi e scommesse con lockdown: l’erario perde il 36%

I dati del Libro Blu 2020 dell’Agenzia dogane e monopoli.
Oltre il 33% la riduzione del gioco rispetto al 2019.

La situazione emergenziale legata alla pandemia di Covid-19, che ha portato al lockdown, ha avuto impatti anche su cose che possono tranquillamente essere considerate dei vizi negativi.

Stiamo parlando dei giochi d’azzardo e delle scommesse.

L’accesso a queste attività nel 2020 si è ridotto addirittura di un terzo rispetto al 2019, facendo registrare una diminuzione pari al 33,2%.

Stando ai dati riportati nel Libro Blu 2020 sui giochi dell’Agenzia dogane e monopoli, pubblicato sul sito Adm, si può vedere più nel dettaglio che la spesa, intesa come la raccolta totale meno le vincite ottenute dai giocatori, è diminuita di 12,9 miliardi di euro.

Quanto alle vincite totali, queste si sono attestate a 75,3 miliardi, ovvero -17,2% rispetto all’anno precedente.

Nel suo complesso, questa situazione ha generato perdite per l’erario pari ad oltre il 36%.

(Foto da internet)

Apple-Giovani Editori: partnership contro le fake news

Cupertino annuncia la rinnovata la collaborazione
Obiettivo sviluppare coscienza critica che rende l’uomo più libero.

Un comunicato stampa ufficiale uscito su Cupertino, come riporta La Stampa, ha annunciato il rinnovo della partnership strategica internazionale tra la Apple del CEO Tim Cook ed il presidente dell’Osservatorio Permanente Giovani Editori, Andrea Ceccherini.

L’obiettivo dichiarato è quello di sviluppare la coscienza critica che rende l’uomo più libero; per farlo, sarà utilizzato un innovativo progetto di technology-media literacy.

Il tutto, al fine di allenare soprattutto i giovani il pensiero critico che permetta loro di evitare la disinformazione.

Il rischio, in questi casi, però è anche quello di passare da un estremo all’altro arrivando all’indottrinamento dei giovani.

(Foto da internet)

Estensione del green pass, poi forse obbligo vaccinale

Green pass per trasporti ed aziende per aumentare la quota di vaccinati.
Il governo si è dato un mese per decidere sull’obbligatorietà del vaccino.

L’estensione del green pass come arma per aumentare il numero di vaccinati.

È un’altra carta che il governo si gioca per imporre ai cittadini il vaccino per vie indirette; il green pass, infatti, verrà esteso ai trasporti, ai lavoratori a contatto con il pubblico ma anche ai luoghi di lavoro privati.

Sarebbero quindi i dipendenti della pubblica amministrazione i primi interessati, anche col fine di porre termine allo smart working, tanto elogiato fino a pochi giorni fa; interessati dalla certificazione verde anche i trasporti pubblici locali, ovvero non più solo treni, aerei e navi a lunga percorrenza (per i quali già sarà obbligatoria dal primo settembre) ma anche gli autobus, per i quali fino ad ora era prevista la presenza del controllore al solo fine di verificare la capienza, l’uso della mascherina ed il distanziamento.

Ma saranno con buona probabilità interessate anche le aziende private i cui dipendenti lavorano in ambienti chiusi, ovvero praticamente tutte.

Una volta attuate queste nuove disposizioni, il governo prenderà atto della quota di vaccinati raggiunta e deciderà se imporre o meno l’obbligo vaccinale entro un mese, ovvero ad ottobre.

Il traguardo fissato è l’80% degli over 12; se i piani del governo andranno in porto, le stime prevedono che l’83% della popolazione over 12 sarà vaccinata entro la fine di settembre. Diversamente, si passerà a prendere in considerazione di far scattare l’obbligo.

(Foto Huffington Post)

Draghi: impegno per libertà donne afghane

Intervento del premier italiano al G20.
Aumentare libertà e diritti fondamentali.

Intervenendo al G20 Conference on Women’s Empowerment, nel suo messaggio di apertura il premier italiano ha invitato a difendere la situazione in cui ora si trovano le donne afghane:

Non dobbiamo illuderci: le ragazze e le donne afghane sono sul punto di perdere la loro libertà e la loro dignità, di tornare alla triste condizione in cui si trovavano vent’anni fa. Rischiano di diventare ancora una volta cittadine di seconda classe, vittime di violenza e di discriminazioni sistematiche, soltanto per il fatto di essere donne. Il G20 deve fare tutto il possibile per garantire che le donne afghane mantengano le loro libertà e i loro diritti fondamentali, in particolare il diritto all’istruzione. Le conquiste raggiunte negli ultimi vent’anni devono essere preservate.

Draghi ha poi continuato il suo discorso come di seguito:

In quanto paesi del G20, abbiamo degli obblighi non soltanto nei confronti dei nostri cittadini, ma anche nei confronti della comunità globale. Dobbiamo difendere i diritti delle donne ovunque nel mondo, soprattutto dove esse sono minacciate. L’Italia è pienamente impegnata nella lotta contro le disuguaglianze di genere e riteniamo che il G20 possa svolgere un ruolo fondamentale nel sostenere le donne in tutto il mondo. Durante la Presidenza italiana, abbiamo adottato misure concrete per migliorare la posizione delle donne nel mondo del lavoro, promuovere la loro emancipazione e rimuovere gli ostacoli che frenano le loro carriere.

Infine, ha concluso l’ex presidente della Bce e governatore della Banca d’Italia:

A giugno abbiamo adottato una tabella di marcia volta a raggiungere e superare l’obiettivo fissato a Brisbane, che prevede di ridurre del 25% entro il 2025 i divari di genere nel tasso di partecipazione alla forza lavoro nei Paesi del G20. La tabella comprende 17 indicatori che consentono di monitorare i progressi raggiunti verso la piena parità di genere nel mondo del lavoro. Ogni perdita di talento femminile è una perdita per tutti noi.

(Foto da internet)

Corte di Strasburgo: pompieri francesi devono fare il vaccino

Respinta la richiesta sospensiva dell’obbligo di 672 vigili del fuoco.
Non rientra nell’art. 39.

La Corte europea dei diritti dell’Uomo ha respinto la richiesta di sospensiva dell’obbligo vaccinale contro il Covid-19, avanzata da 672 pompieri francesi in seguito alla legge del 5 agosto 2021.

Più nel dettaglio, come riporta Agi, la Corte di Strasburgo ha stabilito che la richiesta non rientra nell’ambito di applicazione dell’art. 39 del suo regolamento, ovvero l’articolo che consente la sospensiva con una procedura d’urgenza quando i ricorrenti sono esposti a “un rischio reale di danno irreparabile“.