Cambia il codice della strada: nuove regole per gli autovelox

Previste entro la fine di agosto dopo 12 anni di attesa.
L’attuale utilizzo è più finalizzato a fare cassa che a perseguire la sicurezza stradale.

Cambiano le regole della strada e, con loro, quelle inerenti agli autovelox.

Un’attesa durata 12 anni che ora potrebbe terminare.

Come riporta “Il Giornale”, infatti, le nuove regole per l’utilizzo degli autovelox dovrebbero arrivare entro la fine di agosto: il governo si è impegnato a depositare il provvedimento entro questa data.

Con il decreto si dovrebbe mettere fine alla pratica degli autovelox selvaggi e alla pratica di alcuni enti locali di utilizzare i dispositivi di rilevazione della velocità sulle strade per fare cassa.

Il governo, come annunciato dal presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sulla Tutela dei consumatori Simone Baldelli, ha accolto un ordine del governo al dl Trasporti: l’esecutivo si impegna a inviare entro fine agosto il provvedimento alla Conferenza Stato-città-autonomie locali.

L’obiettivo di questo decreto sarà quello di mettere fine alle abitudini dei comuni che usano gli autovelox più per far cassa che per perseguire la sicurezza sulle strade.

Il governo è al lavoro sulla bozza da mesi, ma non è mai stata depositata; il decreto è atteso dal lontano 2010.

Con le nuove regole, che potrebbero entrare in vigore prima dell’autunno, non sarà più possibile per gli enti locali utilizzare gli autovelox per fare cassa, per esempio nascondendo i dispositivi per comminare multe facili.

L’unico obiettivo dei dispositivi per la rilevazione della velocità sarà quello di garantire la sicurezza sulle strade.

Gazprom: sanzioni non permettono forniture gas

Le attrezzature straniere non possono essere riparate a causa della sanzioni.
La società sta fornendo tutto ciò che può.

Le sanzioni alla Russia sono un vero e proprio boomerang. Ormai è chiaro a tutti, anche se ci si stupisce della pochezza in termini di visione politica e strategica dei politici europei.

Le sanzioni alla Russia, infatti, non hanno fatto altro che indebolire l’economia europea per la felicità di Stati Uniti, Cina e Russia stessa. L’impatto si è visto anche sul mercato valutario.

Nonostante la propaganda, inoltre, l’Europa continua ovviamente ad aver bisogno del gas russo ed si va sempre più verso le restrizioni dell’uso del gas per i cittadini (approfondimento ai link1 e link2).

I flussi di gas, poi, sono inferiori al possibile sempre a causa delle sanzioni, almeno stando a quanto sostiene Gazprom; il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha infatti affermato che Gazprom sta fornendo il maggior volume possibile di gas all’Europa e ha aggiunto che i problemi tecnici alle apparecchiature, causati dalle sanzioni, impediscono a Gazprom di esportare di più.

Come riporta “Reuter”, Peskov ha poi continuato aggiungendo che Gazprom rimane un fornitore affidabile, ma non può garantire le forniture se le attrezzature straniere non possono essere riparate a causa delle sanzioni.

Nel frattempo, la Russia ha consegnato meno gas all’Europa a causa di problemi con un’altra turbina per il gas ed il problema è nuovamente collegato a quanto sopra detto.

Algeria primo fornitore di gas: ecco le conseguenze

Spacciato come un successo di Draghi, comporta costi e rischi.
Algeri chiede investimenti italiani.

L’Algeria è diventata il primo fornitore di gas per l’Italia.

Sbandierato come un grande successo di Mario Draghi, si scopre invece che il gas ci costerà di più rispetto a quello che importavamo dalla Russia e che le forniture, in termini quantitativi, non sono assolutamente le stesse.

Per farla diventare il primo fornitore, infatti, è bastato eliminare gli acquisti di gas dalla Russia, ma la differenza in termini di quantità è enorme; per questo motivo, l’Italia è comunque in stato dall’allerta per le forniture di gas con tutto quello che ne consegue a livello di tagli agli utilizzi (approfondimenti a link1 e link2).

Non solo. Il fatto di non comprare direttamente gas dalla Russia non significa che la Russia stia perdendo quote di mercato, ma che l’Italia in alcuni casi lo comprerà da altri Stati che a loro volta lo comprano dalla Russia.

Di fatto, ci sarà un passaggio in più nella transizione del gas che arriva comunque dalla Russia, pagandolo però di più dati gli ulteriori trasporti e le ulteriori marginalità che si dovranno riconoscere nella filiera di fornitura.

Il premier algerino Aimen Benabderrahmane, inoltre, ha lanciato un appello alle imprese italiane affinché investano nel Paese nordafricano.

Come riporta “Tgcom24”, infatti, parlando in apertura del Business Forum Italia-Algeria in corso ad Algeri il capo del governo ha detto che, nonostante la qualità delle relazioni tra i due Paesi, l’Italia è solo al 19esimo posto per investimenti diretti in Algeria negli ultimi 20 anni, con 29 progetti per un controvalore di 7,6 miliardi di dollari.

L’Algeria, dunque, non solo aumenterà i propri profitti ma ora forza anche la mano affinchè le aziende italiane investano nel Paese che è diventato il nostro primo fornitore di gas, come se dovessimo dimostrare riconoscenza. Il tutto mentre in Italia gli investimenti sono al palo da anni e la situazione del mercato del lavoro non è affatto positiva.

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