Categoria: Salute
Confindustria: su green pass sindacati irresponsabili
Il presidente invita ad insistere con decisione sull’utilizzo.
Fuga dalle responsabilità non chiederlo.
Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, intervenendo all’assemblea di Federalimentare, ha accusato i sindacati di irresponsabilità in merito alla vicenda dell’applicazione di protocolli di sicurezza nelle imprese che includano il green pass.
Il presidente ha accusato i sindacati di fuga dalle responsabilità per non aver insistito con maggior incisione nell’imporre l’obbligo del green pass anche nei luoghi di lavoro.
Più precisamente, e sue parole sono state le seguenti:
“Come presidente di Confindustria ho tentato ogni cosa per convincere il sindacato che dovevamo fronteggiare questa nuova minaccia con lo stesso spirito che ci ha portato tutti quanti a convenire su protocolli di sicurezza sui luoghi di lavoro, nel momento più aspro del virus, quando ancora non c’erano i vaccini, nella primavera del 2020. Protocolli che erano i più avanzati d’Europa.
Bastava adeguare quelli esistenti all’uso estensivo del Green Pass nei luoghi di lavoro. Il sindacato, o almeno una parte del sindacato, ha detto no. Preferisce gettare la palla nel campo del governo e dire: “Se volete e ve la sentite, imponete con una legge l’obbligo vaccinale”. È una fuga dalla responsabilità e non lo dico io, l’hanno detto sindacalisti di peso come Benvenuto, Pezzotta, Cofferati.
È una posizione assunta sapendo che nella maggioranza di governo c’è chi ha flirtato coi no-vax. E chiedere una legge significa in questo quadro non avere né il Green Pass né l’obbligo vaccinale. Non capisco come la responsabilità manifestata l’anno scorso ora sembra in questo paese svanita.”
Di contro, va però segnalato che l’applicazione della privacy non è così immediata in relazione all’utilizzo del green pass e che i sindacati dovrebbero tutelare i lavoratori sotto ogni forma; potrebbero, inoltre, nascere discriminazioni interne legate all’uso di uno strumento che “divide” così tanto la popolazione.
(Foto da internet)
Sileri: 13-14 milioni devono ancora vaccinarsi
Rallentamento delle immunizzazioni in estate, ci si aspetta una ripresa.
Si punta all’80% della popolazione vaccinabile.
Ospite di “TimeLine” su SkyTg24, Pierpaolo Sileri spinge sulle vaccinazioni.
Secondo il sottosegretario alla Salute c’è ancora un’importante quota di cittadini da vaccinare e, per arrivare a mettere in sicurezza l’Italia, serve raggiungere l’80% della popolazione vaccinabile.
Più precisamente, le sue parole sono state le seguenti:
“Sono 13-14 mln gli italiani che devono ancora vaccinarsi. Sul totale di 60 mln vanno esclusi gli under 12 e chi non è vaccinabile per motivi di salute, quest’ultimi sono un numero esiguo. C’è stato un rallentamento delle immunizzazioni in estate ma ora auspico una ripresa per raggiungere l’80% immunizzato sul totale della popolazione vaccinabile e mettere in sicurezza l’Italia.”
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Ue toglie Usa da lista Paesi sicuri
Possibili test e quarantena per chi arriva dagli Stati Uniti.
Tolti dalla lista anche Kosovo, Libano, Macedonia del Nord, Israele e Montenegro.
I governi degli Stati membri dell’Unione europea hanno appena concordato la rimozione degli Usa dalla lista dei Paesi sicuri.
Questo implica che le persone provenienti dagli Stati Uniti potrebbero essere soggette a test e quarantena, a seconda delle regole che ogni Stato deciderà di applicare.
La lista, infatti, punta ad unificare le regole per i viaggi attraverso il blocco, benché non sia vincolante per gli Stati membri, che rimangono liberi di determinare le proprie politiche in materia di confini.
Insieme agli Usa, sono stati rimossi dalla lista anche Israele, Kosovo, Montenegro, Macedonia del Nord e Libano.
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Orlando: quarantena forse tornerà considerata malattia
L’annuncio del ministro alla Festa dell’Unità.
Problemi tra retribuzioni tagliate e costi aziendali.
A differenza di quanto accaduto l’anno scorso, nel 2021 la quarantena non viene considerata a lavoro come malattia.
Una circostanza che negli ultimi giorni ha scatenato le polemiche tanto dei lavoratori, preoccupati per i tagli agli stipendi, quanto delle imprese, che temevano di doversi fare carico dei costi.
A questo proposito è intervenuto il ministro Orlando, durante la Festa dell’Unità di Modena, sostenendo che la quarantena imposta ai contatti stretti dei casi positivi potrebbe tornare ad essere considerata malattia e dunque coperta dall’Inps.
Più precisamente, le sue parole sono state le seguenti:
“Prima purtroppo non c’erano tutte le risorse necessarie ma credo che siano maturate le condizioni perché si usino risorse che erano appostate da altre parti. Se tutto il governo sarà d’accordo, noi abbiamo una valutazione assolutamente favorevole a consentire che la quarantena sia considerata come malattia e, quindi, non gravi sulle imprese e sui lavoratori. Possiamo affrontare la questione e risolverla.”
(Foto da internet)