Francia: nuovo premier, vecchie abitudini

Attal, premier più giovane della storia francese ed apertamente omosessuale, nomina suo marito Ministro degli Esteri.

Il 34enne Gabriel Attal è il nuovo premier della Francia.

Apertamente omosessuale, è il più giovane premier della storia francese, ma pare mantenere le stesse abitudini della vecchia classe politica: ha infatti nominato suo marito, Stephane Sejourne, alla guida del ministero degli Esteri e dell’Europa.

Premier nuovo, vecchie abitudini, insomma.

Ecco, di seguito, le altre cariche tra confermati e nuovi:

Economia e Finanze: Bruno Le Maire, confermato. Interni: Gérald Darmanin, confermato. Giustizia: Eric Dupond-Moretti, confermato.

Forze armate: Sébastien Lecornu, confermato. Europa e Affari Esteri: Stéphane Séjourné (al posto di Catherine Colonna). Lavoro: Catherine Vautrin (al posto di Olivier Dussopt). Educazione nazionale e Gioventù, Sport e Giochi Olimpici: Amélie Oudéa-Castèra (già ministra dello Sport, aggiunge l’Educazione Nazionale di Gabriel Attal).

Cultura: Rachida Dati al posto di Rima Abdul-Malak. Insegnamento superiore e Ricerca: Sylvie Retailleau, confermata. Agricoltura e Sicurezza alimentare: Marc Fesneau, confermato. Transizione ecologica: Christophe Béchu, confermato. Ministra delegata alle Pari opportunità: Aurore Bergé. Portavoce del governo: Prisca Thevenot (al posto di Olivier Véran).

Russia avvia produzione nuova bomba planante

Putin: economie europee verso il declino; dipendono da noi molto più di quanto dipendiamo noi da loro.

La Russia, che già possiede la bomba termobarica più potente al mondo (approfondimento al link) prevede di iniziare la produzione di una nuova bomba planante a grappoloDrel‘ nel 2024.

Lo ha riferito l’agenzia Tass, citando Rostec, il produttore di armi statale russo.

Le bombe sono progettate per essere sganciate da aerei a distanza di sicurezza dai loro obiettivi ed utilizzano quindi una traiettoria di volo guidata per consegnare con precisione un carico che, secondo gli analisti occidentali, sarebbe composto da munizione a grappolo.

Stando a quanto riporta Adnkronos, la Russia ha già bombe plananti nel suo arsenale e le ha usate contro l’Ucraina.

Le bombe ‘Drel‘ sono destinate ad essere usate contro veicoli corazzati, strutture terrestri e difese antiaeree, ha riferito la Tass.

Secondo le informazioni disponibili, la bomba aerea trasporta fino a 15 elementi da combattimento, che colpiscono il bersaglio. L’Istituto per lo studio della guerra (Isw) aveva riferito che la Russia ha ridotto l’attività aerea e l’uso di bombe plananti dopo che l’esercito ucraino ha abbattuto tre cacciabombardieri Su-34 il 21 e 22 dicembre.

Intanto il presidente Vladimir Putin ha ribadito che la Russia ha dimostrato al mondo intero di essere autosufficiente in ogni senso; il presidente, in un incontro con i residenti di Anadyr, la città più orientale della Russia ha infatti sottolineato quanto di seguito:

La cosa principale che abbiamo dimostrato a noi stessi e al mondo intero è che la Russia è un paese autosufficiente sotto ogni aspetto. È forte, sta andando avanti e guarda con fiducia al futuro. Questo è senza dubbio il risultato più importante dell’ultimo anno. Anche le principali economie europee stanno attraversando momenti difficili. Noi siamo in crescita e loro in declino. Ebbene non siamo qui per parlare di questi dettagli. Questo non ci rende felici ma resta il fatto che si sono trasformati di dipendere da noi più di quanto noi dipendessimo da loro. I problemi in cui sono coinvolti non possono nemmeno essere paragonati ai nostri problemi“.

Iraq chiede il ritiro delle forze Usa

Presenza Usa “destabilizzante”.
Sudani chiede il ritiro rapido e ordinato dei 2.500 militari.

Il premier iracheno Muhammad Sudani ha chiesto oggi il ritiro dei circa 2.500 militari statunitensi presenti in Iraq da circa un decennio.

Lo riferiscono i media di Baghdad che citano un comunicato dell’ufficio del primo ministro nel quale, stando a quanto riporta Ansa, si afferma che l’Iraqvuole un’uscita rapida e ordinata” delle forze della Coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti.

La loro presenza, si legge ancora, è “destabilizzante“.

Cina: Usa smettano di armare Taiwan

Pechino ritiene “provocazioni” le manovre americane nel Mar Cinese.
Washington risponde che continuerà per la sua strada.

Washington smetta di armare Taiwan, non ne sostenga l’indipendenza e rispetti il principio di una sola Cina.

A chiederlo, sottolineando che non intende fare “alcuna concessione su questo tema“, è stato il ministero della Difesa cinese nel corso di un incontro di lavoro a Washington tra funzionari dell’Ufficio cinese per la cooperazione militare internazionale e il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti.

Nella stessa occasione i funzionari cinesi hanno espresso alla controparte americana la volontà di mantenere relazioni militari “solide e stabili“.

Gli Stati Uniti hanno ribadito il loro impegno sia rispetto alla politica di “una sola Cina unica” sia in favore della pace e la stabilità nello Stretto di Taiwan.

In una dichiarazione del ministero della Difesa cinese si legge quanto di seguito:

Gli Stati Uniti devono prendere sul serio le preoccupazioni cinesi e fare in modo di contribuire al rafforzamento delle relazioni militari“.

Pechino ha quindi esortato gli Stati Uniti a ridurre la presenza militare e le ‘provocazioni‘ nel Mar Cinese Meridionale, mentre la delegazione statunitense ha sottolineato “l’importanza di rispettare la libertà di navigazione in alto mare” in riferimento alle ultime tensioni da parte di navi cinesi e navi filippine.

Washington, come riporta Adnkronos, ha inoltre affermato che continuerà ad operare i voli e percorrere le rotte marittime “in modo sicuro e responsabile” in conformità con le leggi internazionali.

“Israele commette genocidio”: al via l’udienza all’Aja

A dirlo è il Sudafrica.
Il Qatar avanza la sua proposta.

La guerra in Medioriente giunge al giorno 97 ed il Consiglio di Sicurezza dell’Onu approva una bozza di risoluzione che condanna gli attacchi da parte dei ribelli Houthi dello Yemen contro navi mercantili nel Mar Rosso.

Il premier Netanyahu, nel frattempo, sostiene che Israelenon intende occupare Gaza in modo permanente, né sfollare la sua popolazione civile“.

Intanto, oggi all’Aja ci sarà l’udienza per l’accusa ad Israele di commettere genocidio, stando a quanto riporta Tgcom24.

Il Qatar, da parte sua, ha elaborato una nuova proposta per la liberazione degli ostaggi israeliani a Gaza che includerebbe l’esilio da Gaza per alcuni dirigenti di Hamas.